Il 4 febbraio non è una data qualsiasi. È una giornata che racchiude significati profondi, intrecciando scienza, memoria, destino e soprattutto speranza. Proprio ieri, 4 febbraio, dopo una serie di eventi concatenati che difficilmente possono essere definiti semplici coincidenze, l’associazione Il Sorriso di Natale e Chiara ha inaugurato ufficialmente la sua nuova sede, segnando un passaggio fondamentale nel proprio percorso umano e istituzionale.

La scelta della data nasce da un momento preciso e carico di valore simbolico: la conferma, da parte del professor Cosby e del professor Taroni, che il gene FA2H, responsabile della malattia che ha colpito Natale e Chiara, venne isolato proprio intorno al 4 febbraio del 2009. Una scoperta scientifica che, riletta oggi, ha acceso una luce chiara sul cammino da intraprendere. Non solo per la ricerca, ma per la vita stessa. A rendere tutto ancora più significativo, il fatto che il 4 febbraio sia anche il compleanno di Natale. Un segnale forte, impossibile da ignorare.

Da quel momento è maturata una consapevolezza: non restare più spettatori passivi di ciò che accadeva attorno, ma trasformare il dolore in azione concreta. Studi, ricerche, ricostruzioni genealogiche e i preziosi ricordi custoditi dagli anziani del territorio hanno permesso all’associazione di ritagliarsi un ruolo innovativo e pionieristico, esplorando un terreno mai battuto prima. È così nato un progetto ambizioso: progettare e finanziare uno screening genetico da estendere a una parte della popolazione del territorio.

Un’intuizione che ha trovato ascolto e credibilità grazie al sostegno di due eccellenze della sanità e della ricerca italiana: l’Istituto Besta di Milano e il GOM di Reggio Calabria, ai quali va un sentito ringraziamento per aver creduto fin dall’inizio in questo percorso, trasformando prima un’idea e poi una speranza in certezze concrete.

È in questo contesto che si inserisce il “salto di qualità” rappresentato dalla nuova sede. Non un ufficio sterile e impersonale, ma una casa. Un luogo pensato come rifugio, abbraccio, spazio di ascolto e accoglienza per chi sente il bisogno profondo di sentirsi davvero a casa.

Un ringraziamento speciale va a tutti i soci e sostenitori dell’associazione: senza il loro impegno, la loro fiducia e il loro sostegno, questo importante tassello non avrebbe trovato posto nella cornice più grande e complessa che è la vita. Un grazie di cuore anche a Elisa Barresi, amica sensibile e sempre attenta a queste tematiche, che attraverso Reggino.it ha dato voce e visibilità agli appelli dell’associazione, contribuendo in modo concreto alla diffusione del progetto ilsorrisodinatalechiara.

La serata inaugurale è stata intensa, emozionante e profondamente commovente, capace di superare ogni aspettativa. Ed è proprio per questo che oggi assume ancora più valore lo slogan che accompagna il cammino dell’associazione:

“Tendi la tua mano e ti assicuro che ne varrà la pena.”