Dopo l’impresa senza precedenti dalla zona retrocessione alla salvezza diretta, Domenico Modaffari annuncia il passo indietro dalla gestione societaria e chiama a raccolta cittadini, imprenditori e tifosi
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Una stagione dove l'Africo non ha solamente riscritto la propria storia calcistica, bensì quella dell'ultra-trentennale campionato dilettantistico calabrese. La compagine africese, infatti, ha compiuto un'impresa destinata a rimanere indelebile: ultimissima a quota tre punti a fine girone di andata del campionato di Promozione B, ha poi sostenuto un ritorno da vertice fino a salvarsi direttamente. Nessuna squadra ci era mai riuscita finora.
Una gestione, per amore dell'Africo
Dopo la sbornia di felicità, però, è arrivato il momento di programmare il prossimo futuro. Tra i maggiori fautori di questa impresa rientra senza dubbio l'attuale sindaco Domenico Modaffari, sin dall'inizio della sua gestione vicino alla squadra e per questo principale sostenitore.
Proprio il primo cittadino, però, il prossimo anno non sarà in prima linea per costruire e difendere il destino del club, come annunciato attraverso i canali Social ufficiali della squadra: «Dopo quattro anni intensi di impegno, passione e sacrificio oggi mi rivolgo a voi con il cuore aperto e per chiedere sia il vostro aiuto che il vostro sostegno per l'Africo. Ho dedicato tempo, energie e risorse per mantenere viva la nostra squadra nel panorama calcistico regionale. L'ho fato per amore dello sport, per i nostri giovani e per il senso di comunità. Purtroppo però, per motivi strettamente personali, non potrò più occuparmi della gestione societaria dell'Africo».
Come aiutare
Portare unione attraverso lo sport e, quest'anno, anche un pizzico di soddisfazione per i risultati raggiunti. Di questo il sindaco Domenico Modaffari è il principale artefice: «L'Africo non è solo una squadra ma un progetto sociale che offre ai nostri ragazzi un luogo sano dove crescere e imparare il sano lavoro di squadra. Inoltre è un'organizzazione per le famiglie. Per questo chiedo di unirvi in uno sforzo collettivo per garantire la continuità della società».
Insomma, l'"addio" sportivo del primo cittadino non deve rappresentare la fine ma un nuovo inizio, ed è lui stesso a spingere in tale direzione: «Ci sono tanti modi per aiutare a tenere in vita questa società: assumere ruoli nella gestione societaria (dirigenti, segreteria, organizzazione); offrire sostegno economico continuativo o una sponsorizzazione; partecipare come volontari nelle attività quotidiane e nelle trasferte; sostenere iniziative di raccolta fondi».
Salvare il futuro
Solo dopo queste fasi si potrà costruire il futuro: «Dopo tutto ciò - conclude il primo cittadino - verrà convocata una riunione per gettare le basi in vista della stagione 2026/27. Chiunque interessato è invitato a farsi promotore, coinvolgendo più persone possibili. Confido nel senso di responsabilità e nell'amore per lo sport che, da sempre, contraddistinguono la nostra comunità. Salvare l'Africo significa preservare l'opportunità per i nostri giovani».

