È uno di quelli che la notte prima di una partita, probabilmente, sogna già gli schemi da disegnare in panchina insieme a Tonino Martino. Humberto Honorio, condottiero della Cadì Antincendi Futura, dopo il rocambolesco 2-2 in casa del Pescara raggiunto con due gol a raffica negli ultimi, incredibili, 30 secondi, non nasconde l’orgoglio. Anzi, lo sbandiera. Perché quella rimonta non è un punto rubato, ma il sigillo di un’identità.
«È il bello di questo sport, però», esordisce con un sorriso carico di adrenalina Honorio. «Abbiamo dimostrato per l'ennesima volta che gli attributi ci sono, che la voglia di vincere c'è. È stato durissimo. All'inizio loro sono stati compatti una squadra che palleggia bene, dinamica, con tanti buoni uno contro uno. Ben allenati. Ma la nostra squadra è questa: non vogliamo, dobbiamo arrivarci con tutto cuore ai play-off. E il bello di questo sport è proprio questo».

Poi arriva l’aneddoto, il momento in cui la fede si trasforma in profezia. «Mancava 1 minuto e 50, eravamo sotto 2-0. Ho detto ai ragazzi: "Guardate, c'è ancora tempo". Ed è quello che è successo». La voce di Honorio si fa più calda quando parla del pubblico: «È successo qualcosa di bellissimo, ancora una volta, anche per questo pubblico che non ti lascia mai solo. Sul 2-0 nessuno ha abbandonato il palazzetto: vuol dire che ci credevano. Loro ci sostengono prima ancora che l'arbitro fischi l'inizio, e a volte fanno tanto rumore che non riusciamo neanche a parlarci in campo!».

Onore al merito, ma anche uno sguardo al futuro. Honorio,non può fare a meno di illuminarsi parlando del giovane connazionale Kadu. «Sta facendo veramente cose bellissime. Ho giocato con suo zio, Vampeta che mi disse: "Lui in Brasile stava provando a giocare a calci". Io dissi: "Fallo venire, vediamo". Sono passati 4 mesi e può crescere tantissimo. Speriamo che faccia come lo zio, leggenda della nostra disciplina».

Ora, però, si guarda avanti. La strada è una sola. «Adesso corsa per i play-off. Non si deve mollare niente. Dobbiamo continuare così, partita a partita, senza pensare a lungo. Fare piccoli passi, migliorare ancora perché ci sono ancora qualche “difettuccio”. Lavoreremo per arrivarci fino in fondo».

Infine, un pensiero da padre. Honorio ha un figlio che milita nell’Under 17 e 19 del vivaio ed è in pianta stabile nelle selezioni azzurre. «Quello che dico a loro, ai nostri giovani, è di non guardare il risultato», spiega con tono pacato ma fermo. «Devono vedere la crescita che fanno. Noi genitori li guardiamo da fuori, non come tifosi. Stanno migliorando tantissimo, imparando a giocare il nostro sport. Quando arrivo prima agli allenamenti e li guardo, vedo ragazzi che stanno migliorando. E questo è tutto».