Si chiude con una pronuncia di inammissibilità la giornata più attesa sul fronte della giustizia sportiva in Serie D. Dopo l’udienza andata in scena questa mattina presso la sede romana del Tribunale Federale Nazionale, è arrivato pochi minuti fa il dispositivo relativo al ricorso presentato da Reggina, Acireale e Sancataldese contro il Messina.

Il TFN ha deciso di non accogliere l’istanza avanzata dai club ricorrenti: «Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, definitivamente pronunciando, dichiara inammissibile il ricorso. Spese compensate».

Una decisione che, almeno per il momento, mette fine alla vicenda giudiziaria che nelle ultime settimane aveva acceso il dibattito attorno alla posizione del club peloritano e alla regolarità della sua iscrizione al campionato. Nel corso dell’udienza, le parti hanno esposto le rispettive posizioni davanti ai giudici federali. Al centro della controversia vi era la validità di alcuni atti federali riconducibili al Messina.

Secondo la ricostruzione sostenuta dalla Reggina, il club siciliano sarebbe stato iscritto al campionato e avrebbe successivamente sottoscritto diversi contratti con i propri tesserati attraverso un amministratore colpito, in quel periodo, da un provvedimento federale di inibizione ancora in corso di esecuzione. Una circostanza che, secondo i ricorrenti, avrebbe dovuto determinare la nullità degli atti prodotti e compromettere l’intero iter federale della società peloritana.

Per la Reggina erano presenti il presidente Virgilio Minniti, il direttore generale Praticò e l’avvocato Sbarbaro, chiamati a sostenere una linea difensiva che puntava direttamente all’esclusione del Messina dal campionato di Serie D. Sul fronte peloritano hanno invece preso parte all’udienza il presidente Justin Davis, il socio Morris Pagniello e l’avvocato Eduardo Chiacchio, figura di grande esperienza nel diritto sportivo, incaricato di difendere la posizione del club siciliano.

Presenze significative anche quelle del presidente del Savoia, Nazario Matachione, e dell’avvocato Nostro, intervenuti in rappresentanza di Acireale e Sancataldese, società che avevano aderito al ricorso.

L’udienza si era conclusa in mattinata dopo circa quarantacinque minuti di discussione. Poi l’attesa per il dispositivo, arrivato poche ore più tardi e destinato a chiudere il primo capitolo della vicenda. Bisognerà adesso attendere le motivazioni ufficiali della sentenza per comprendere nel dettaglio le ragioni che hanno portato il TFN a dichiarare inammissibile il ricorso.