Due giornate dense di contenuti, esperienze e partecipazione hanno segnato l’edizione 2026 di “Diamante… oltre lo sport”, iniziativa che ha visto tra i protagonisti la Reggio Bic, realtà di riferimento nel panorama del basket in carrozzina calabrese e nazionale.

Tra il 2 e il 3 maggio, l’evento ha posto al centro non solo la dimensione sportiva, ma soprattutto il cambiamento culturale nel modo di guardare alla disabilità. Un percorso lungo quasi un decennio, ripercorso durante gli interventi, che ha accompagnato la crescita della squadra reggina e, parallelamente, l’evoluzione della sensibilità collettiva.

Dal 2017 a oggi, è emerso un excursus chiaro: la disabilità non più percepita come limite, ma come una delle tante espressioni dell’identità individuale. In questo processo, la Reggio Bic ha avuto un ruolo centrale, grazie a un impegno che va ben oltre il campo da gioco.

Attraverso progetti come “Mettiamoci in gioco”, rivolti alle scuole e al mondo carcerario, la squadra ha contribuito concretamente ad abbattere barriere culturali e stereotipi. Non solo risultati sportivi, ma un impatto sociale tangibile, capace di incidere nel quotidiano e nei contesti più diversi.

Particolarmente significativa la giornata del 3 maggio, quando gli atleti sono scesi in piazza trasformando lo spazio urbano in un campo di basket a cielo aperto. Una dimostrazione dal vivo che ha coinvolto cittadini e curiosi, offrendo un’esperienza diretta della disciplina e restituendo tutta l’intensità del gioco.

Il messaggio emerso è netto: parlare di integrazione appare oggi riduttivo. Il concetto che si afferma è quello di condivisione. Gli atleti non vengono più definiti dalla loro condizione, ma riconosciuti semplicemente per ciò che sono: sportivi. La specifica “in carrozzina” resta un elemento tecnico, non identitario.

In questo quadro, la Reggio Bic si conferma un modello virtuoso, capace di accompagnare e in parte guidare il cambiamento della percezione collettiva della disabilità. Una trasformazione che, negli anni, ha portato a superare distanze e differenziazioni, favorendo una visione più naturale e consapevole.

Un percorso evidenziato anche da Amelia Eva Cugliandro, delegato FIPIC Calabria, che ha sottolineato come il lavoro svolto abbia contribuito a rendere lo sguardo della comunità più aperto e partecipativo.

“Diamante… oltre lo sport” si conferma così come un momento di crescita collettiva, capace di lasciare un segno concreto nel territorio. E la Reggio Bic, ancora una volta, dimostra di essere molto più di una squadra: un punto di riferimento culturale oltre che sportivo.