Nove vittorie consecutive hanno cambiato il volto della stagione e rimesso la Reggina dentro una corsa che fino a poche settimane fa sembrava compromessa. Nel format A tu per tu de ilReggino.it, il club manager amaranto Antonio Cormaci fa il punto sul momento che sta vivendo la squadra, alla vigilia della sfida con il Savoia, tra risultati, identità ritrovata e rapporto con una città tornata centrale.

«Quella di domenica è una partita fondamentale – spiega Cormaci – perché si affrontano due squadre che hanno ambizioni importanti. Per noi è un crocevia decisivo, anche perché giochiamo in casa». Il riferimento allo stadio Granillo non è casuale. «Ci aspettiamo un pubblico delle grandi occasioni. La squadra si è preparata nel modo giusto, i ragazzi sono concentrati e lo staff tecnico è pronto a dare tutto».

Il trend dei risultati positivi non viene letto come un episodio isolato, ma come il frutto di un percorso preciso. «Finire il girone d’andata in un certo modo e ricominciare quello di ritorno così è stato fondamentale. Gennaio è stato un mese determinante: abbiamo recuperato punti su quasi tutti gli avversari diretti e questo ci ha permesso di riaprire il campionato».

Una rincorsa che ha avuto effetti evidenti anche sull’ambiente. «La squadra ha dato il massimo, lo staff è soddisfatto e anche la società è contenta di quanto fatto finora. Ma sappiamo che siamo solo all’inizio del percorso: siamo forse al 30 per cento di quello che dobbiamo fare».

Il rapporto con la città è uno dei temi centrali dell’analisi di Cormaci. «Quando i risultati non arrivano, soprattutto in una piazza come Reggio Calabria, è normale che ci sia contestazione. Qui si ricordano stagioni importanti e le aspettative sono sempre alte». In quel momento, però, la società ha scelto una strada precisa. «Abbiamo capito che era il momento di uscire, di metterci la faccia e di far capire alla gente che non era tutto perduto, che ci credevamo davvero».

In questo percorso, un ruolo chiave lo ha avuto l’allenatore. «Con il mister Torrisi c’è stata una totale condivisione. Si è preso una responsabilità enorme chiedendo alla tifoseria un’ultima opportunità prima della partita di Enna». Quel finale di gara, con il gol arrivato all’87’ e l’abbraccio con la curva, viene indicato come il punto di svolta. «Da lì è cambiato tutto: è tornata la speranza, è tornata la passione, è tornato il senso di appartenenza».

La risposta del pubblico non è mai mancata, nemmeno nei momenti più complicati. «In trasferta, anche nelle più difficili, la nostra tifoseria c’è sempre stata. A Castelnuovo Cilento ci hanno seguito in 250 dopo oltre cinque ore di viaggio, a Caltanissetta eravamo più noi che i tifosi di casa. Questo dice molto su cosa rappresenta la Reggina per questa città».

La crescita passa anche dalle scelte fatte dalla società. «Non parlerei di rivoluzione – chiarisce – ma di aver messo gli uomini giusti al posto giusto. Non servono grandi nomi, servono giocatori adatti alla categoria, con la giusta fame e la voglia di calarsi nella realtà di Reggio Calabria». Un aspetto tutt’altro che scontato. «Giocare al Granillo, con 5-6 mila persone sugli spalti, non è semplice, soprattutto per ragazzi molto giovani».

Il giudizio sull’allenatore resta netto. «È un trascinatore, una persona diretta, che mette il gruppo davanti a tutto. Gestire un organico con tanti giocatori esperti e tanti giovani non è facile, ma lui ci è riuscito». Ma la strada è ancora lunga. «Mancano diverse partite, ci saranno scontri diretti e ogni gara avrà un peso specifico enorme».

Lo sguardo va inevitabilmente anche al derby con il Messina, in programma nelle prossime settimane. «All’andata è stata una delle partite più brutte che abbiamo fatto e ci ha segnato. Adesso dobbiamo dimostrare che siamo cambiati». Anche qui torna il fattore campo. «Entrare oggi al Granillo non è più semplice per nessuno».

Cormaci si sofferma poi sul suo ruolo all’interno del club. «Il club manager è una figura di collegamento tra società, squadra e città. Mi sono avvicinato perché ho visto un progetto serio e persone per bene. Reggio Calabria ha bisogno di stabilità, di serietà e di legalità, non di illusioni».

Un progetto che guarda anche alle strutture e al futuro. «Il centro sportivo di Sant’Agata sta tornando un punto di riferimento, il campo numero uno è stato rinnovato e oggi ci alleniamo in condizioni che fanno la differenza. Sono investimenti che richiedono tempo, ma che pongono basi solide».

Sulle vicende extracalcistiche e sui casi che coinvolgono altre società, la linea è chiara. «Noi non vogliamo entrare in merito. Pensiamo solo al campo, a vincere le nostre partite e ad arrivare primi».

Il messaggio finale è diretto alla città. «Mi auguro un Granillo pieno nei posti disponibili. Oggi la Reggina ha bisogno del suo pubblico più che mai. Se restiamo uniti, possiamo davvero provare a riportare questa squadra dove merita».