Nelle ultime settimane era rimbalzata la voce di un'ipotetica fusione tra Bocale e Pro Pellaro in vista della prossima stagione. Un "polverone" mediatico che aveva "costretto" entrambe le società a esternare i propri punti di vista e i dovuti chiarimenti in merito. Nelle scorse ore, infine, un comunicato ufficiale da parte della società bianconera ha chiuso ogni spiraglio.

Gli albori

Diretto interessato della vicenda anche Salvatore D'Aleo, attuale socio del club bianconero. Quest'ultimo ha infatti voluto dire la sua sulla questione (e LaC ovviamente è pronta a ospitare eventiali repliche): «In qualità di socio rifondatore della Pro Pellaro, il sottoscritto Salvatore D’Aleo desidera fare formale e definitivo esercizio di trasparenza circa la complessa vicenda del progetto di fusione con la società Bocale, a oggi oggetto di ricostruzioni parziali, frammentarie e non conformi al reale svolgimento dei fatti. La storia recente del sodalizio muove dal 2016, anno in cui ho promosso in prima persona la rifondazione della Pro Pellaro. Successivamente, grazie all’impegno condiviso con il presidente Ravenda e con gli altri membri della compagine sociale, la squadra ha conseguito con merito il ritorno alla categoria Promozione. Nel corso del 2024, con determinazione personale e fiduciaria, ho ritenuto di sostenere la candidatura alla presidenza del Praticò».

La ricostruzione

Si arriva così al punto focale: «La questione della fusione ha inizio in data 12 maggio 2026, allorquando taluni soci della Pro Pellaro, a seguito di un confronto con esponenti del Bocale, hanno prospettato l’opportunità di un’unificazione delle due realtà calcistiche. Tale opzione appariva peraltro coerente con quanto espresso dal Dott. Praticò all’interno delle comunicazioni dirigenziali, nelle quali lo stesso aveva manifestato l’irrevocabile intenzione di non proseguire il proprio impegno gestionale nella medesima categoria calcistica».
E ancora: «In data 23 maggio 2026 si è tenuta una riunione promossa esclusivamente dai soci che non fanno parte del Consiglio Direttivo. In tale sede, detti associati hanno formulato un’istanza formale, trasmessa per iscritto ai membri del Consiglio Direttivo, affinché questi ultimi si esprimessero formalmente sull’ipotesi di fusione proprio in quella data del 23 maggio. Tale passaggio era finalizzato a far sì che, all’immediato domani, ovvero alla data del 24 maggio 2026, l’Assemblea dei soci – investita della questione secondo le formule e le procedure tassativamente stabilite dallo Statuto – potesse validamente esprimersi in via definitiva».

L'evolversi della questione

D'Aleo continua nella sua ricostruzione dei fatti: «L’organo direttivo è incorso in una grave e insanabile omissione delle proprie funzioni: non ha risposto alla richiesta scritta consegnata al segretario della Pro Pellaro per essere discussa e nel contempo i documenti contabili e giustificativi non sono mai stati messi a disposizione dei soci presso la sede sociale per essere debitamente visionati, contrariamente a quanto tassativamente previsto dallo Statuto. Tale condotta ha integrato una totale mancanza di trasparenza e ha fatto irrimediabilmente venire meno il necessario rapporto fiduciario su una questione di fondamentale importanza gestionale. Ad oggi, infatti, il Consiglio Direttivo ha omesso finanche di presentare il bilancio consuntivo di chiusura esercizio, inadempimento che comporta – per espressa previsione normativa e statutaria – l’immediata decadenza dell’organo stesso».
E ancora: «A fronte della richiamata decadenza, in data 24 maggio 2026, l’Assemblea dei soci, regolarmente convocata in prima istanza nelle ore mattutine, è andata deserta per mancanza del numero legale. Costituitasi validamente in seconda convocazione nel corso dello stesso giorno, la seduta si è conclusa con l’espressione favorevole e la contestuale sottoscrizione del verbale da parte di 11 soci sui 19 aventi diritto al voto. Alla luce di tale inopponibile dato documentale, risulterebbe finanche pretestuoso e giuridicamente infondato qualunque successivo tentativo, da parte dei firmatari, di addurre una mancata o incompleta cognizione dell’oggetto della delibera, trattandosi di un atto ufficiale, previamente letto, analizzato e sottoscritto».

Iniziative personali

D'Aleo continua: «Le successive iniziative assunte dal Dott. Praticò, il quale deve considerarsi a tutti gli effetti decaduto dalla carica, integrano una evidente forzatura istituzionale. La convocazione unilaterale di una ristretta e arbitraria rappresentanza di soci ha dato luogo a deliberazioni del tutto nulle e prive di efficacia giuridica, in quanto adottate in palese carenza di legittimazione e in difetto del necessario quorum deliberativo previsto dalla maggioranza degli associati. La Pro Pellaro rappresenta un patrimonio identitario sociale e valoriale che appartiene indissolubilmente alla propria comunità; essa non può e non deve essere ridotta a un mero strumento di svago domenicale ad appannaggio di pochi. La Pellaro sportiva e la cittadinanza tutta conoscono la linearità e la coerenza del mio operato, così come, di contro, ignorano le fugaci dinamiche della presidenza dello scorso anno».