Al PalaLivatino si gioca la semifinale d’andata. Il playmaker racconta le insidie di una serie che sa di rivincita e spiega i segreti per superare i fortissimi avversari
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Il conto alla rovescia è quasi finito. Manca poco più di un giorno alla sfida che vale una stagione. Domenica 19, al PalaLivatino, la Dierre si gioca la prima, crucialissima fetta della semifinale promozione per la Serie B2 contro la corazzata Gela Basket. Un’ora che sa di classica, di sfida tra titani, come ama ricordare il regista di questa squadra, il playmaker Vanni La Mastra.
«Arriviamo bene – spiega il play della Dierre –. Siamo carichi e pieni di fiducia. Veniamo da una vittoria pesante, ottenuta da sfavoriti, contro Comiso. Abbiamo poi lavorato duramente per quattro settimane in palestra e ora siamo pronti per affrontare Gela».
L’avversario, però, è sulla carta di un’altra categoria. Gela Basket non è una squadra qualunque: «È una squadra fortissima – avverte La Mastra –. Hanno speso tanti di soldi per allestire questo roster. Parliamo di giocatori del calibro di Occhipinti e Provenzani, senza dimenticare la loro forza sotto canestro con i lunghi. E poi c’è Paglia, che ha giocato a Molfetta. Insomma, una squadra completa sotto tutti i punti di vista».
Nonostante il valore dell’avversario, la Dierre ha già dimostrato di poterli battere, come nella gara di ritorno della regular season al Palalumaka. Ma le squadre sono cambiate, e i playoff sono un’altra storia.
«Sarà una serie bellissima, forse anche più bella dell’altra tra Alfa e Trapani, con il massimo rispetto per loro. Partite molto combattute, sia in casa loro che qui da noi”, prevede il playmaker. “Alla fine, vincerà chi farà meno errori. Non ci saranno sconti».
E quale sarà la chiave tattica per avere la meglio sui gelesi? La Mastra non ha dubbi e lancia il verdetto: «Secondo me, bisogna pressarli tanti Dobbiamo concedere loro pochissimo in attacco. Se difendiamo bene, se riusciamo a correre in transizione e se prenderemo scelte di tiro giuste, ce la possiamo giocare fino alla fine. Il campo dirà chi è più forte – chiude La Mastra –. Noi abbiamo lavorato per essere pronti».

