Lo sguardo è già proiettato al prossimo impegno di campionato, cruciale per la classifica
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La Domotek Volley Reggio Calabria entra nella storia. La squadra reggina, guidata anche dal cuore pulsante dei suoi calabresi, dal Capitano Laganà di Campo Calabro, Luca Presta da Belvedere, De Santis da Palmi e non solo. Accanto a loro c’è il libero calabrese Massimiliano Lopetrone,da San Giovanni in Fiore che ha sollevato al cielo la Coppa Italia Del Monte di Serie A3. Un successo costruito con la "fame" di chi viene da lontano e non dimentica le proprie radici.
«È un'emozione enorme. Pensare che tre anni fa eravamo in Serie B, eravamo dei neopromossi, nessuno ci dava per favoriti. Abbiamo dimostrato già l'anno scorso di avere degli attributi importanti, e quest'anno, dopo aver battuto una signora squadra come Belluno in semifinale, in finale abbiamo ribaltato la prima in classifica dell'altro girone, Reggio Emilia, sotto 2-0. È stata una finale magnifica».
La vittoria, però, ha un sapore speciale che va oltre i confini cittadini. I social si sono riempiti di messaggi per Lopetrone, ricordando le sue origini, la sua scuola di volley, i primi passi nel suo paese Un affetto che il libero ricambia con orgoglio, trasformando il trionfo in un simbolo di riscatto per un'intera terra.
«Leggere queste cose sui social mi fa un piacere immenso. Fa capire che la Calabria è unita», sottolinea con trasporto. «Questa non è una vittoria solo personale o della squadra. Questa è una vittoria del Sud, una vittoria della Calabria. Abbiamo dimostrato che anche il Sud può combattere contro i colossi del Nord, che hanno più vantaggi economici e sportivi. Noi abbiamo dimostrato che i nomi contano, ma la fame di vincere conta di più».
Un concetto, quello della "fame", che è stato la chiave di volta della finale. Alla vigilia, il team manager Mirko Crucitti aveva svelato la "ricetta" segreta della Domotek: la capacità di soffrire, a differenza di una corazzata come Reggio Emilia, non abituata a lottare con il coltello tra i denti. Lopetrone conferma e aggiunge un termine caro al temperamento meridionale.
«Il nostro campionato è stato turbolento», spiega il libero. «Abbiamo perso set per strada, abbiamo sofferto con Napoli, con Sabaudia, ma questo ci ha temprati. Siamo abituati a stare sotto pressione, a rincorrere. Ed è lì che è venuta fuori la nostra 'cazzimma', quella marcia in più che ci ha fatto svoltare la partita al terzo set».
Il tempo per festeggiare, però, è già scaduto. Lo sguardo è già proiettato al prossimo impegno di campionato, cruciale per la classifica. «Non possiamo permetterci di riposare", avverte Lopetrone con la determinazione di chi non molla mai. "Domenica al Palacalafiore contro Lecce ci aspetta una partita tra le più importanti dell'anno. Dobbiamo portare a casa il risultato».
Un pensiero finale, infine, vola ai ricordi, a quando tutto è iniziato. «Sembra ieri che andavamo in trasferta in Sicilia, in campi sperduti, con Mister Polimeni, Giglietta e Ciccio Giglio», sorride.

