Il club oplontino prende posizione sul ricorso della Reggina contro il Messina, mentre cresce la frattura tra tifoseria amaranto e proprietà tra contestazioni e richieste di svolta societaria
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Il campionato è ormai terminato, ma il Girone I di Serie D continua a vivere una fase finale particolarmente tesa, tutta spostata fuori dal rettangolo di gioco. Al centro dell’attenzione c’è il ricorso presentato dalla Reggina nei confronti del Messina, una vicenda che ha subito innescato la reazione decisa del Savoia.
Il club oplontino ha diffuso una nota dai toni molto netti, che va oltre la semplice posizione giuridica e si configura come una presa di posizione politico-sportiva. Nel comunicato, il Savoia contesta infatti la scelta della Reggina di affidarsi alla giustizia sportiva per incidere sugli equilibri della classifica a stagione conclusa.
La società campana ha inoltre sottolineato la differenza rispetto a un precedente episodio che aveva coinvolto lo stesso club insieme alla Nissa, legato alla posizione di un calciatore squalificato. In quel caso, secondo il Savoia, si trattava di una responsabilità diretta e circoscritta, mentre la situazione attuale riguarderebbe un club subentrato successivamente e legittimato da procedure federali regolari.
Il messaggio centrale è chiaro: difendere la regolarità del percorso sportivo e ribadire che i risultati devono restare quelli maturati sul campo. Non a caso, nel comunicato viene richiamato con forza un principio ritenuto fondamentale dal club: «Le partite si vincono sul campo».
Secondo il Savoia, interventi successivi alla conclusione del campionato rischierebbero di alterare l’equilibrio sportivo, trasformando la stagione giocata in una disputa amministrativa. Da qui anche l’invito, più o meno esplicito, a concentrarsi sulla costruzione di progetti tecnici solidi piuttosto che su iniziative giudiziarie considerate tardive.
In parallelo alla vicenda sportivo-giudiziaria, si registra però un altro fronte sempre più caldo: quello interno alla Reggina. La frattura tra la tifoseria organizzata e l’attuale proprietà si è infatti ulteriormente ampliata, assumendo toni sempre più duri.
Dopo i comunicati delle scorse settimane e la contestazione esplosa allo stadio Granillo, la protesta degli ultras si è estesa anche alla città, dove sono comparsi striscioni dal contenuto esplicito: «Brunetti e Ballarino uniti dall’incompetenza», «Liberate la Reggina», «Contro questa società», «Disertare», «Tutti fuori».
Un segnale forte che certifica la rottura ormai evidente tra la piazza e la gestione societaria guidata dal patron Ballarino. Nel malcontento generale si inserisce una critica più ampia, che parla apertamente di anni difficili e di una gestione ritenuta non all’altezza delle aspettative di una tifoseria storicamente molto esigente.
La distanza tra tifosi e proprietà appare oggi difficile da ricomporre, mentre cresce la richiesta di un cambio di direzione e di un nuovo progetto sportivo.
Il quadro complessivo che emerge è quindi quello di un campionato che continua a produrre tensioni anche dopo il fischio finale. Da una parte il confronto tra club e giustizia sportiva, dall’altra una piazza in forte contestazione: due dinamiche diverse ma sempre più intrecciate, che rendono il post-stagione del Girone I un terreno ancora aperto e in continua evoluzione.

