«Tre anni fa abbiamo deciso di raccogliere una sfida importante: ricostruire il settore giovanile della nostra società. Siamo partiti praticamente da zero, con un obiettivo ben preciso: non creare soltanto squadre competitive, ma costruire un ambiente capace di educare, includere e far crescere i ragazzi attraverso i valori dello sport. Oggi possiamo affermare, con grande orgoglio, che quella sfida è stata vinta». Domenico Bagalà, responsabile del settore giovanile della Gioiese (la prima squadra del club calcistico di Gioia Tauro è retrocessa in Promozione), fa un resoconto del percorso caratterizzato da risultati importanti, frutto del lavoro quotidiano di dirigenti, tecnici, collaboratori, famiglie e, soprattutto, dei giovani atleti.

«Nel primo anno abbiamo conquistato il campionato Under 15 – illustra Bagalà -. Nel secondo anno è arrivata la vittoria del campionato Under 16 sperimentale, accompagnata dal successo in un prestigioso torneo della categoria Esordienti. Un risultato dal valore speciale, perché ottenuto da un gruppo di ragazzi che fino a poco tempo prima faticava a ottenere risultati e che, grazie al lavoro, alla fiducia e alla crescita condivisa, è riuscito a compiere un percorso straordinario. L'ultima stagione ha rappresentato la definitiva conferma del progetto: vittoria del campionato Under 19 Regionali partecipando alle fasi Nazionali, quarto posto dell'Under 17 Regionali, secondo posto nel campionato Under 16 Élite – confrontandoci con le migliori realtà della Calabria – finale Under 15 e finale playoff Under 14 Sperimentali. A questi risultati si aggiungono le convocazioni di alcuni nostri ragazzi nelle rappresentative regionali, l'approdo di altri in Nazionale e l'interesse mostrato da società importanti, segno concreto della qualità del lavoro svolto».

Secondo Bagalà, sarebbe però riduttivo valutare questi tre anni soltanto attraverso le classifiche: «Come ogni progetto ambizioso, anche il nostro ha attraversato momenti difficili. Abbiamo commesso degli errori, come dirigenti e come staff, e ci siamo trovati ad affrontare ostacoli che avrebbero potuto rallentarci. Ma abbiamo scelto di non cercare alibi. Ci siamo messi in discussione, abbiamo imparato dai nostri errori e abbiamo continuato a lavorare con umiltà e determinazione. È proprio questa capacità di crescere insieme che ci ha permesso di raggiungere i traguardi ottenuti».

C'è un altro risultato per cui si va particolarmente fieri: «In questi tre anni il settore giovanile è riuscito a sostenersi senza gravare sulle casse della prima squadra. Al contrario, nella stagione appena conclusa ha contribuito, nel proprio piccolo, anche al sostegno della stessa prima squadra, dimostrando che un settore giovanile ben organizzato rappresenta una risorsa per l'intera società. Allo stesso tempo abbiamo scelto di mettere sempre al primo posto i ragazzi e le loro famiglie. Molti giovani hanno potuto continuare a praticare questo sport anche senza sostenere una quota di iscrizione, perché crediamo che nessun bambino debba rinunciare al calcio per motivi economici. Questa è stata una scelta precisa, fondata su un principio che continuerà a guidare il nostro operato: lo sport deve essere un diritto e un'opportunità, non un privilegio. Un sentito ringraziamento va alla società, ai tecnici, ai dirigenti, ai collaboratori, ai volontari e alle famiglie che hanno creduto nel progetto fin dal primo giorno. Ma il ringraziamento più grande è rivolto ai ragazzi, veri protagonisti di questo percorso. Con il loro entusiasmo, i loro sacrifici e la loro voglia di migliorarsi hanno dato un senso a ogni allenamento, a ogni partita e a ogni difficoltà affrontata».

Guardando al futuro, il dirigente afferma che l’impegno rimarrà immutato: «Continueremo a lavorare con la stessa passione, gli stessi valori e la stessa determinazione, perché un progetto come questo non può fermarsi. I ragazzi non possono essere abbandonati e meritano di trovare sempre una società pronta ad accompagnarli nella loro crescita, sportiva e umana. Le vittorie sono importanti, ma non rappresentano il traguardo più grande. Il successo più bello è vedere un ragazzo crescere, maturare, inseguire i propri sogni e sentirsi parte di una comunità. È questa la vera missione del nostro settore giovanile. Perché il calcio non è soltanto competizione. Il calcio è educazione. Il calcio è rispetto. Il calcio è sacrificio. Il calcio è inclusione. Il calcio è amicizia. Ma soprattutto, il calcio è famiglia. Con questi valori continueremo il nostro cammino, consapevoli che il futuro si costruisce investendo nei giovani, credendo nelle persone e mettendo sempre i ragazzi al centro di ogni scelta».