«Per i candidati al concorso Ripam arrivati dalle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia, la prova che avrebbe dovuto valutare la loro preparazione e le loro competenze si è trasformata, prima di tutto, in una dura prova di tenuta e resistenza fisica. La sede scelta per il concorso, un capannone isolato in mezzo alla campagna di Bova Marina, difficile da raggiungere, ha mostrato criticità inaccettabili».

«Oltre alla difficoltà nel raggiungere uno stabile in mezzo al nulla e al degrado circostante – afferma il segretario generale Bruno Schipano – i candidati raccontano di attese sfiancanti sotto il sole, con temperature proibitive, per poter accedere alla struttura, a causa di un ingresso dalle dimensioni ridotte e sproporzionate rispetto all'afflusso di persone».

«Condizioni estreme e assenza di rispetto per la salute»

Secondo Schipano, «anche all'interno dello stabile la situazione non è migliorata, a causa della totale mancanza di aria condizionata. Rimedi di fortuna hanno tentato di alleviare il clima asfissiante: pochissimi ventilatori, del tutto inefficaci in uno spazio così vasto, e perfino una persona, probabilmente un addetto della struttura, che cercava di dare refrigerio annaffiando la parte esterna del capannone con una semplice pompa dell'acqua».

«Denunciamo una condizione estrema – prosegue – che ha mostrato pienamente l'assenza di rispetto per la salute dei candidati da parte dell'ente organizzatore».

La Fp Cgil Calabria sottolinea inoltre come «in queste condizioni surreali abbiano dovuto sostenere la prova anche donne in stato di gravidanza, esposte a uno stress fisico e psicologico insostenibile e del tutto evitabile».

«A completare il quadro – aggiunge Schipano – il totale abbandono riservato agli accompagnatori: nessun riparo, nessun comfort, nessun servizio. Decine di familiari sono stati costretti ad attendere per ore all'esterno, in mezzo alla campagna. Il futuro lavorativo di centinaia di persone è stato affidato non alla loro preparazione, ma alla loro capacità di resistere in condizioni di caldo torrido e forte disagio».

La richiesta di chiarimenti

«L'espletamento di un concorso pubblico nazionale – conclude il segretario generale della Fp Cgil Calabria – dovrebbe avvenire garantendo a tutti i candidati le stesse condizioni di partenza, in un ambiente confortevole, dove a essere valutati siano il merito e la preparazione, e non la capacità di sopportare condizioni al limite della sopravvivenza».

Per questo il sindacato chiede «chiarimenti agli enti responsabili sull'idoneità e sui costi di una location privata rivelatasi palesemente inadeguata sotto il profilo dell'accessibilità, degli impianti di climatizzazione, degli spazi di accesso e dei servizi minimi per candidati e accompagnatori».

«Non è ammissibile – conclude Schipano – sperperare risorse pubbliche in maniera così superficiale, a discapito dei cittadini e dei futuri lavoratori che andranno a operare al servizio della collettività. Pretendiamo criteri vincolanti per le future sedi d'esame che garantiscano reale accessibilità e impianti di climatizzazione efficienti. Il futuro delle persone non è barattabile con la sicurezza e la salute».