L’Osservatorio dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale registra una situazione stabile e senza particolari criticità. Menta, Alaco e le dighe della Sila segnano surplus rispetto allo scorso anno
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L’Osservatorio Permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità distrettuale di bacino dell’Appennino Meridionale nella seduta del 6 ottobre 2026 ha registrato una sostanziale invarianza delle condizioni dei principali acquiferi e schemi idrici del distretto e del relativo stato di severità idrica, sia per il comparto potabile che per quello irriguo, con l’unica novità della fine dello stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria.
Stato di severità idrica stabile
Più in dettaglio, nel comparto potabile lo stato di severità idrica è basso per l’intero territorio distrettuale, inclusi quelli di Reggio Calabria e Crotone per i quali è cessato lo stato di emergenza, eccezion fatta per le sole aree del Lazio meridionale, in particolare per la provincia di Frosinone, per la provincia di Chieti in Abruzzo e lo stesso dicasi per le province di Avellino e Benevento, in Campania, dove si riscontra un grado di severità idrica tendente al medio. .
Durante l’incontro è stato illustrato lo stato di attuazione delle attività per la valutazione del bilancio idrologico a scala distrettuale e del progetto di potenziamento ed integrazione della rete di monitoraggio meteo-idro-pluviometrica dei bacini idrografici sottesi alle dighe di Acerenza, Camastra, Monte Cotugno, Pertusillo, Saetta, Serra del Corvo e alle traverse di Trivigno e Sauro con l’installazione di stazioni meteorologiche.
Inoltre, è stato illustrato un aggiornamento sullo stato degli interventi strutturali in corso – in larga parte portati già a termine - dal Segretario Generale dell’Autorità di bacino distrettuale in quanto commissario straordinario di governo alle opere ex Eipli (ora in gestione ad Acque del Sud SpA), con particolare enfasi alla fase di collaudo dell’intervento che ha interessato il c.d. adduttore Acerenza-Genzano.
Le dichiarazioni del Segretario Generale
Il segretario generale dell’Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Meridionale, dottoressa Vera Corbelli ha sottolineato: «Non ci sono situazioni di particolare criticità, è stato revocato lo stato di emergenza per Crotone e Reggio Calabria. Si rilevano alcune criticità a scala locale e comunque meno significative di quanto rilevato nello scorso biennio, sia nel comparto potabile che nel comparto irriguo, che vengono comunque esaminate anche nell’ambito dei Tavoli Tecnici istituiti presso l’Autorità.»
Nell’intervento introduttivo, il segretario generale ha anche annunciato che per quanto riguarda la tematica del recupero qualitativo delle acque del fiume Sarno ha avuto un incontro con il comando generale dei Carabinieri del NOE e che continua la collaborazione con la Procura della Repubblica di Torre Annunziata. Corbelli ha ricordato che continuano i tavoli con le Regioni «per la regolamentazione dei trasferimenti idrici e per altri interventi che stiamo attivando» – quello tra Lazio e Campania per il trasferimento delle risorse della sorgente del Gari verso il territorio della Campania è in fase di finalizzazione in queste ore - e per le «progettazioni che stiamo portando avanti per il completamento degli schemi idrici della Basilicata».
«Per quanto concerne il trasferimento idrico Molise-Puglia, dall’invaso del Liscione all’invaso di Occhito, si stanno finalizzando le attività curate dall’Autorità di Bacino e propedeutiche all’accordo tra Regione Molise e Regione Puglia, nell’ambito del quale andranno anche definite le le compensazioni ambientali – ha infine ricordato il segretario generale Corbelli.
La relazione sullo stato delle acque
È poi seguita la relazione dell’ingegnere Pasquale Coccaro, che ha illustrato dettagliatamente la situazione degli acquiferi e degli schemi idrici del distretto dell’Appennino Meridionale, evidenziato come sullo schema idrico Ionico - Sinni, che comprende le dighe di Monte Cotugno e Pertusillo, al primo ottobre risulta un surplus complessivo di risorsa rispetto al pari periodo del 2025 di oltre 100 milioni di metri cubi, pari ad una disponibilità utile nei due invasi di 179,75 milioni di metri cubi.
In recupero anche la disponibilità idrica di inizio ottobre nello schema dell’Ofanto «Attualmente si riscontra una disponibilità di circa 57 milioni di metri cubi, con un surplus di circa 15 milioni rispetto all’omologo periodo dell’anno scorso – ha sottolineato l’ingegnere Coccaro.
Lo schema idrico riferito al bacino di fiume Fortore presenta un surplus di circa 49 milioni di metri cubi rispetto allo scorso anno, ma «risulta comunque necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione – ha sottolineato Coccaro. Il punto, in questo caso è l’invaso di Occhito, che durante l’estate ha fornito acqua al Consorzio di Bonifica della Capitanata, contrariamente a quanto avvenuto lo scorso anno, e attualmente è forte di 91,43 milioni di metri cubi d’acqua, rispetto ad una capacità di invaso da 250 milioni.
Per quanto riguarda lo schema Sele – Calore Salernitano, pur persistendo una situazione di surplus nella disponibilità idrica complessiva di quasi 900 litri al secondo rispetto allo scorso anno si rileva ancora «un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi interessati con un deficit di portata, rispetto alla media storica, di circa 250 litri al secondo sia per le sorgenti di Cassano Irpino che pere la sorgente Sanità di Caposele – ha segnalato Coccaro.
Nel complesso, per gli schemi idrici della Regione Campania, si osserva un generale miglioramento della disponibilità idrica, con un surplus di 319 litri secondo sullo schema ABC Napoli e di 12,5 su quello di Alto Calore Servizi. Ma Coccaro ha avvertito: «Acqua Campania ha segnalato che nelle prossime settimane l’eventuale incremento della domanda potrebbe portare a saturare la capacità di produzione dell’Acquedotto della Campania Occidentale» problematica che potrebbe interessare il casertano e l’area Nord della provincia di Napoli. Proprio al riguardo, nell’ambito delle attività in corso per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma finalizzato alla regolamentazione del trasferimento idrico Lazio-Campania, è in corso di valutazione l’autorizzazione provvisoria all’incremento del prelievo a favore dell’Acquedotto della Campania Occidentale nella misura massima di 600 l/s, analogamente a quanto avvenuto nel 2025.
Positivi i riscontri anche nell’area abruzzese, dove nel sub ambito Marsicano si rileva un surplus di disponibilità idrica di oltre 55 litri al secondo rispetto allo scorso anno e con l’area del chietino soggetta a criticità di natura strutturale e non connesse alla reale disponibilità di risorsa idrica.
Per l’ATO 5 di Frosinone «Si rileva una complessiva stabilità della condizione di disponibilità idrica – ha affermato Coccaro, anche se «con una severità idrica valutabile nell’insieme come bassa tendente a media in ragione di criticità strutturali» nonostante in questo caso il surplus di risorsa sia oltre 31 litri secondo sulla media storica di agosto.
In Calabria le dighe del Menta e dell’Alaco con una disponibilità di 36,75 milioni di metri cubi al 30 settembre 2026 presentano un surplus sullo scorso anno di 16,20 milioni di metri cubi e rappresentano la resilienza della Calabria a fronte delle elevate temperature estive. Allo stesso modo del resto le dighe della Sila: tra Arvo, Ampollino e Passante a fine settembre 2026 vi sono 46,6 milioni di metri cubi d’acqua con un surplus di 27,5 milioni di metri cubi sullo scorso anno e di 5,3 milioni sulla media storica.
In Basilicata la diga Camastra presenta una disponibilità di 7,54 milioni di metri cubie un surplus sullo scorso anno di 1,9 milioni. Il bacino che alimenta la città di Potenza e che è formato dallo sbarramento su fiume Bradano, si avvale delle opere recentemente realizzate del Segretario generale dell’Autorità Distrettuale in qualità di Commissario straordinario di Governo, che ne ha significativamente ampliato la capacità di invaso.
In Molise presentano un surplus di 650 litri al secondo le sorgenti del Biferno, che alimenta gli acquedotti Molisano Destro e Molisano Centrale.
Bilancio idrologico e rete di monitoraggio
Durante l'incontro, l'Ing. Luciana Giuzio ha invece illustrato lo stato di avanzamento delle attività svolte nell'ambito dell'Accordo di Collaborazione tra l'Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale e il Consorzio Interuniversitario per l’Idrologia (CINID), responsabile scientifico Prof. Salvatore Manfreda, relative alla costruzione di un modello di bilancio idrologico a scala distrettuale.
In particolare, l'Accordo ha perseguito: la costruzione di un database idrologico distrettuale strutturato e validato; la ricostruzione delle serie di afflusso ad invasi strategici in bacini idrografici pressoché naturali; la definizione del bilancio idrologico a scala di bacino e di distretto; la calibrazione e validazione di modelli idrologici sia distribuiti sia concettuali; lo sviluppo di strumenti di supporto alla pianificazione e gestione della risorsa idrica.
«Il modello DREAM adottato per il bilancio idrologico essendo un modello distribuito e fisicamente basato ben rappresenta i “rapporti” tra atmosfera, vegetazione, suolo e sottosuolo» – ha spiegato la funzionaria dell’Autorità di Bacino.
In questo ultimo periodo le attività si sono concentrate sul core del progetto, ossia sull'utilizzo di diverse strategie di calibrazione al fine di ottenere una calibrazione robusta e una validazione del modello più accurata a scala di distretto.
L'Ing. Luciana Giuzio ha poi rappresentato lo stato di avanzamento della progettazione della rete di monitoraggio meteo-idro-pluviometrica, che in questa fase riguarda in particolare il territorio della Basilicata. L’intervento è a cura del Commissario Straordinario di Governo e riguarda la progettazione esecutiva, la fornitura e installazione di 12 stazioni meteoclimatiche all’interno di diversi bacini idrografici sottesi a dighe e traverse gestite da Acque del Sud spa.
Il progetto di realizzazione della rete di monitoraggio in questione è stato definito, d’intesa con la Direzione Infrastrutture e Mobilità della Regione Basilicata, tenendo conto delle esigenze di potenziamento della rete nei singoli bacini idrografici interessati, e sarà caratterizzato dalla completa integrazione nel contesto della rete di monitoraggio oggi gestita dalla Protezione Civile della Regione Basilicata.
Efficientamento sistema dighe Acque del Sud
L’ingegnere Giuseppe Maria Grimaldi ha invece relazionato in merito alle attività poste in essere dal Segretario Generale, in qualità di Commissario Straordinario di Governo, finalizzate ad efficientare il complesso sistema di Grandi Dighe ed adduttori in gestione alla Società Acque del Sud Spa. La dotazione finanziaria complessiva messa a disposizione del Commissario, tra fondi FSC 14-20, PNRR e AdB/ZES, ammonta a circa 68M€. Sinteticamente, ad oggi sono state concluse, per tutte le Dighe, le rivalutazioni sismiche degli sbarramenti e delle opere accessorie, con approfondimenti in itinere per le dighe di Monte Cotugno e del Pertusillo; sono stati ultimati gli interventi sui paramenti di monte delle Dighe di Conza e Saetta; sono in fase di ultimazione gli interventi sulle case di guardia delle Dighe di Acerenza e Genzano nonché il ripristino delle passerelle del Pertusillo; sono in fase di avvio gli interventi di manutenzione straordinaria degli organi di scarico delle Dighe di Camastra, Conza, Saetta e Pertusillo. Un focus di dettaglio meritano le opere di adduzione dello schema Basento-Bradano. Nello specifico, tra i mesi di agosto e settembre 2026, sono stati collaudati i primi 7.5km dell’Adduttore Acerenza-Genzano – opera realizzata alla fine degli anni ’90 e mai utilizzata a causa di una frana che ne aveva interrotto la continuità idraulica. Entro la fine del mese di agosto sono stati ultimati i lavori strutturali di manutenzione della Galleria Acerenza-Genzano ed avviate le attività di completamento. La conclusione di tali interventi consentirà l’alimentazione idrica dell’intero schema Idrico Basento-Bradano e, di conseguenza: l’utilizzo della Diga di Genzano di Lucania – con un volume di regolazione di circa 50Mmc; l’approvvigionamento del costruendo Distretto irriguo “G” per circa 13.000ha; l’approvvigionamento del Distretto irriguo “B”, a valle del Partitore del Marascione, per circa 5.000ha. Sono stati affidati i servizi di progettazione per gli Adduttori Diga di Camastra-Traversa di Trivigno e Partitore del Marascione-zona di testata della Diga del Locone che consentiranno di completare definitivamente lo Schema Idrico ed interconnetterlo con lo Schema Idrico dell’Ofanto.
Inoltre, sono in corso di esecuzione gli ulteriori servizi di ingegneria relativi al Masterplan degli interventi di efficientamento dell’intero sistema di competenza del Commissario: progetto del nuovo scarico della Diga di Monte Cotugno; ottimizzazione del funzionamento della traversa di Santa Venere e del Tripartitore dello schema dell’Ofanto; definizione del DIP per la progettazione degli interventi di incremento della sicurezza della Diga di Serra del Corvo; definizione del DIP per la progettazione degli interventi di adeguamento sismico della Diga di Monte Cotugno; definizione del DIP per la progettazione degli interventi di incremento della sicurezza e dello sfangamento della Diga del Camastra; definizione del DIP per la progettazione degli interventi di ripristino della continuità idraulica della Galleria del Sarmento – intervento richiesto dal Tavolo Tecnico Programmatico di coordinamento tra Regione Basilicata-Assessorato ai LL.PP., Società Acque del Sud S.p.A. ed Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale. La programmazione derivante da tali attività ha consentito di candidare interventi per circa 183M€ nell’ambito del Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza nel Settore Idrico (PNIISSI).
Stato di Avanzamento di PGA e PGRA
La dottoressa Marina Saggiomo ha relazionato sullo stato di avanzamento delle attività condotte dall'Autorità di Bacino Distrettuale per quanto riguarda i cicli di pianificazione del PGA (Piano di gestione acque) e del PGRA (Piano gestione rischio alluvioni).
«Il percorso che ha preso avvio a dicembre 2024 con la pubblicazione del programma di lavoro, proseguito nel 2025 con le valutazioni globali provvisorie, continuerà a dicembre 2026 con la redazione dei Progetti di Piano, per giungere a dicembre 2027 all’adozione dei Piani definitivi aggiornati, quindi PGA - IV ciclo e PGRA – III ciclo – ha affermato la dottoressa Saggiomo.
«Sul fronte, invece, degli adempimenti ambientali previsti dalla normativa – ha aggiunto - ad agosto 2026 sono state inviate sia al MASE che al MIC le istanze per la richiesta di avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a VAS, nello specifico il 7 agosto per il riesame PGA e il 10 agosto per il riesame PGRA. A valle della procedibilità delle istanze pervenuta dal MASE, è stata effettuata la notifica ai Soggetti Competenti in Materia Ambientale relativa all’avvio della fase di consultazione sulla documentazione presentata, che dura 30 giorni e che vede come scadenza il 10 ottobre prossimo per il PGA e il 15 ottobre per il PGRA per la presentazione di eventuali osservazioni».

