Soddisfazione del Comune grecanico per l'intervento della Protezione Civile regionale che consentirà di realizzare un'opera definitiva di difesa costiera sul tratto più esposto all'erosione, affiancandosi ai lavori già programmati sul lato est con il CIS "Svelare Bellezza" e quelli in corso di "Aspromonte in città"
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Per anni è stato il tratto più fragile del lungomare di Bova Marina. Un fronte costiero esposto all'erosione marina, più volte messo a dura prova dalle mareggiate e diventato, nel gennaio scorso, uno dei simboli della devastazione provocata dal ciclone Harry. Oggi, a quasi sei mesi da quei giorni, arriva una delle risposte più attese: il Dipartimento della Protezione Civile della Regione Calabria ha ammesso a finanziamento un intervento da 1,4 milioni di euro destinato alla messa in sicurezza del lato ovest del lungomare, con l'obiettivo di proteggere in maniera strutturale uno dei punti più vulnerabili della costa bovese.
La notizia rappresenta un nuovo tassello nel percorso di ricostruzione avviato dopo l'emergenza che, tra il 19 e il 21 gennaio, colpì duramente l'intera Area Grecanica. Il ciclone Harry provocò danni ingentissimi lungo la fascia jonica reggina, cancellando tratti di lungomare, erodendo spiagge, interrompendo collegamenti e mettendo in ginocchio stabilimenti balneari e attività economiche. Bova Marina fu tra i comuni maggiormente colpiti. La forza del mare erose completamente la sede stradale del lungomare sul lato ovest, distruggendo marciapiedi e sottoservizi e facendo riemergere tutta la vulnerabilità di un tratto costiero che già negli anni precedenti aveva mostrato evidenti criticità.
Harry, in realtà, non fece altro che aggravare una situazione conosciuta da tempo. L'erosione costiera, già dalla mareggiata del 2008, aveva portato distruzione e ridotto progressivamente le difese naturali del litorale, rendendo quel tratto sempre più esposto all'azione del mare. La mareggiata di gennaio 2026 trasformò quella fragilità in un'emergenza, imponendo interventi immediati per garantire la sicurezza della popolazione e la continuità dei collegamenti.
Nei giorni successivi, come abbiamo ampiamente raccontato sulle nostre testate, al ciclone entrarono in campo le strutture dello Stato, della Protezione Civile e della Regione Calabria. Alla dichiarazione dello stato di emergenza nazionale seguirono le attività di ricognizione dei danni da parte dei Ministri Salvini e Musumeci, di diversi sottosegretari e la predisposizione degli interventi necessari per affrontare la fase più delicata dell'emergenza. A Bova Marina furono avviati lavori di somma urgenza per proteggere il fronte mare e ripristinare almeno una viabilità minima. Lavori conclusi solo da qualche giorno dopo non pochi ritardi e una diffida da parte del Comune.
Ad oggi, lungo il lato ovest del lungomare, la soluzione adottata per il ripristino dei sottoservizi e della viabilità indispensabile è una pista provvisoria in terra battuta, realizzata alle spalle della barriera di massi, che consente il transito dei residenti e soprattutto dei mezzi di soccorso in attesa del completamento delle opere definitive. Una risposta indispensabile per evitare l'isolamento di quel tratto di territorio, ma che testimonia come la ricostruzione non possa ancora considerarsi conclusa.
È proprio in questo contesto che si inserisce il finanziamento annunciato dal Comune. L'intervento ammesso dalla Protezione Civile regionale non punta infatti a riparare semplicemente i danni provocati dal ciclone, ma a realizzare un'opera destinata a ridurre il rischio di nuove erosioni attraverso un sistema di difesa costiera con massi naturali e artificiali, progettato per proteggere il lungomare dall'azione del mare. L'obiettivo è duplice: salvaguardare la carreggiata e mettere al sicuro i sottoservizi presenti sotto la sede stradale, tra cui la rete fognaria e le altre infrastrutture essenziali che attraversano quel tratto del territorio.
Il finanziamento «rappresenta un risultato importante per Bova Marina – dichiara il Sindaco Andrea Zirilli –. Sarebbe stato semplice limitarsi a richiedere le risorse necessarie per ripristinare il tratto di strada danneggiato. Come Amministrazione abbiamo invece scelto di guardare oltre l’emergenza, progettando un intervento strutturale e definitivo».
La vicenda del lungomare di Bova Marina, però, racconta anche un'altra storia. Mentre il lato ovest continua a fare i conti con le conseguenze dell'erosione e del ciclone Harry, il lato est guarda già a una fase diversa. È infatti pronto a partire l'intervento di riqualificazione finanziato attraverso il CIS “Svelare Bellezza”, ottenuto durante il Governo Conte II e nel corso della precedente sindacatura, mentre è altrettanto in corso l'intervento finanziato inizialmente dal Pnrr per circa 600mila euro dal titolo “Aspromonte in Città”, atto a riqualificare la primissima parte di lungomare. Opere differenti, nate in momenti diversi e con finalità diverse, che insieme ridisegnano il futuro dell'intero waterfront cittadino a distanza di quasi 20 anni dalla sua distruzione.
Da una parte, dunque, la riqualificazione urbanistica della porzione orientale del lungomare; dall'altra la messa in sicurezza strutturale del tratto occidentale, quello più esposto alle mareggiate e ai fenomeni erosivi (e dove ad oggi manca la protezione delle barriere soffolte, previste dal nuovo intervento). I tre interventi quindi non si sovrappongono, ma si completano, affrontando esigenze diverse dello stesso fronte costiero.
Il finanziamento da 1,4 milioni di euro rappresenta quindi un passaggio significativo nel percorso di ricostruzione avviato dopo Harry, reso possibile grazie alle risorse attivate nell'ambito dell'emergenza e al lavoro svolto tra Protezione Civile, Regione Calabria e amministrazione comunale per trasformare una calamità in un intervento di prevenzione destinato a produrre effetti duraturi.
La strada, tuttavia, resta ancora lunga. Chi oggi percorre il lungomare di Bova Marina vede una spiaggia che, nel giro di pochi mesi, ha quasi completamente ritrovato il proprio equilibrio naturale, in alcuni punti persino ampliandosi rispetto a prima del ciclone. Pochi metri più indietro, però, la presenza della viabilità provvisoria e del cantiere ricorda che la ricostruzione delle opere realizzate dall'uomo richiede tempi molto diversi da quelli della natura. Il nuovo finanziamento guarda proprio a questo obiettivo: fare in modo che il tratto di costa più fragile del paese possa finalmente affrontare il futuro con difese adeguate e una maggiore resilienza di fronte agli eventi estremi.





