La onlus ambientalista e l’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria avviano una collaborazione per coinvolgere i soggetti in misura alternativa in attività di volontariato e sensibilizzazione ambientale
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Ambiente, inclusione e responsabilità sociale si incontrano nel protocollo sottoscritto tra Plastic Free Onlus e l’Ufficio di esecuzione penale esterna di Reggio Calabria, struttura del Ministero della Giustizia impegnata nei percorsi di rieducazione e reinserimento. L’intesa punta a trasformare la tutela del territorio in un’occasione concreta di crescita personale e restituzione alla collettività.
L’accordo è stato firmato dalla dirigente dell’Uepe di Reggio Calabria, Marianna Passalacqua, e dalla referente provinciale di Plastic Free, Ludovica Monteleone, alla presenza della referente di Villa San Giovanni, Federica Repaci. Alla base del protocollo c’è la volontà di consolidare un’esperienza già avviata sul territorio, che ha visto persone affidate in prova al servizio sociale prendere parte a iniziative ambientali promosse da Plastic Free in collaborazione con l’associazione Seconda Chance.
Da quella sperimentazione, giudicata positivamente, è nata l’idea di strutturare un percorso stabile. Grazie al patto siglato, gli utenti seguiti dall’Uepe potranno infatti essere coinvolti nelle attività di volontariato ambientale organizzate dall’associazione, a partire dagli eventi di raccolta dei rifiuti e dalle campagne di sensibilizzazione. Un impegno che assume così un doppio valore: da un lato la cura dell’ambiente, dall’altro un percorso di responsabilizzazione e reinserimento sociale.
«Questo accordo rappresenta per noi un traguardo importante – dichiara Ludovica Monteleone, referente provinciale Plastic Free per Reggio Calabria – perché dimostra come le nostre iniziative possano generare un impatto reale non solo sull’ambiente, ma anche sul tessuto sociale. Vedere che quanto facciamo lascia un segno e apre nuove opportunità di inclusione ci riempie di orgoglio e responsabilità».
Da parte dell’Uepe è emersa una forte attenzione verso il tema della consapevolezza ambientale, considerata uno strumento utile anche nei percorsi di crescita personale delle persone prese in carico dall’ufficio. Il volontariato, in questo quadro, viene riconosciuto come occasione concreta per sviluppare senso civico e per restituire qualcosa al territorio.
La collaborazione prevede inoltre uno scambio costante di informazioni, la promozione congiunta delle attività e la possibilità di sviluppare nuove progettualità, anche attraverso la partecipazione a bandi pubblici e privati. L’obiettivo, condiviso dai promotori, è quello di costruire un modello capace di mettere insieme sostenibilità ambientale e inclusione.
L’auspicio è che questa esperienza possa presto estendersi ad altri territori della Calabria, coinvolgendo anche le aree del catanzarese, del vibonese e della fascia ionica, dove l’Uepe è presente con i propri servizi. Un segnale concreto di come la difesa dell’ambiente possa diventare anche un percorso di reintegrazione e responsabilità sociale.

