Il gruppo consiliare di opposizione Scilla Mediterranea prosegue l’azione di contrasto al progetto dell’impianto Edison previsto nell’area di Favazzina, portando avanti una serie di iniziative istituzionali, politiche e civiche a tutela del territorio.

Tra le azioni intraprese figurano: l’ottenimento di un Consiglio comunale straordinario; l’inserimento della questione Edison all’ordine del giorno del Consiglio comunale; il lancio di appelli pubblici ai vertici politici locali, regionali e nazionali; la richiesta di sopralluogo al Ministro dell’Ambiente e di audizione istituzionale a Roma; l’inserimento, nell’ambito della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale in corso presso il MASE, di osservazioni formali contro la progettazione Edison; lo svolgimento di un incontro con l’assessore regionale all’Ambiente, Giovanni Montuoro; la presentazione di un esposto alla Procura regionale della Corte dei Conti per il rischio di un potenziale danno erariale e di segnalazioni agli enti competenti, tra cui la Prefettura; oltre alla predisposizione in corso di una denuncia da presentare alla Commissione Europea per presunta violazione di legge.

Insieme al Comitato “Salviamo la Costa Viola”, Scilla Mediterranea sostiene inoltre la petizione popolare per la raccolta firme, raggiungibile al link

https://www.change.org/difesacostaviola invitando chiunque ami questo territorio a sottoscriverla.

«Registriamo con favore – dichiara Carmen Santagati, capogruppo di Scilla Mediterranea – l’apertura al dialogo e la sensibilità dimostrate dalla Regione Calabria e dall’Amministrazione comunale di Bagnara Calabra, che hanno mostrato un’attenzione concreta alla tutela del territorio. Al contrario, l’Amministrazione comunale di Scilla non ha ancora espresso una posizione chiara».

«Da qui – prosegue Santagati – l’appello e l’invito istituzionale al sindaco di Scilla a prendere una posizione netta e ufficiale contro l’impianto Edison, sostenendo insieme alla Giunta la raccolta delle firme e schierandosi apertamente a difesa di Favazzina e della Costa Viola. Non è una battaglia ideologica, ma la difesa responsabile di un patrimonio ambientale e paesaggistico che appartiene a tutti e che abbiamo il dovere di salvaguardare per noi e per le generazioni future».