Erano i giorni a cavallo tra ottobre e novembre 2015 quando una violenta e implacabile ondata di maltempo si abbatté con forza inaudita sulla Locride, lasciandosi alle spalle un paesaggio di devastazione e ferite profonde nel tessuto infrastrutturale della Calabria.

A distanza di undici anni, il ricordo di quei giorni drammatici resta vivido. L'immagine simbolo di quella calamità è ancora impressa nella memoria collettiva: i binari della ferrovia ionica a Ferruzzano, rimasti sospesi nel vuoto a causa del cedimento della massicciata ferroviaria, erosa dalla furia dell'acqua. Un isolamento spezzato solo grazie al tempestivo e straordinario intervento del Genio Militare, che riuscì a ripristinare il collegamento in una decina di giorni.

Non è invece bastato lo stesso tempo all’Anas per ricostruire il Ponte Allaro a Caulonia Marina, il cui cedimento causato dalla piena del fiume ha paralizzato per diverso tempo il traffico sulla ionica, nonostante le promesse dell’allora Ministro alle Infrastrutture Graziano del Rio, che insieme al capo della protezione civile Curcio sorvolò le zone colpite garantendo tempi rapidi per il ripristino del tratto stradale.

Per rivedere 200 metri di ponte ricostruito e costato 5 milioni di euro sono serviti sei anni. In mezzo un percorso alternativo su strade mulattiera, un senso unico alternato regolato da due semaforo e un guado provvisorio alla statale, realizzato dalla Prefettura su input dei sindaci, per ridurre al minimo i disagi della circolazione stradale tra le province di Reggio e Catanzaro.

Parallelamente, nel cuore del centro storico cauloniese, il quartiere Maietta fu teatro di una spaventosa frana che mise in ginocchio decine di abitazioni, costringendo i residenti a drammatici sgomberi. Un dissesto idrogeologico che, negli anni successivi, ha continuato a manifestarsi con nuovi e ripetuti fenomeni franosi, imponendo l'avvio di complessi e costosi interventi di recupero, consolidamento e messa in sicurezza tuttora in corso.