Legambiente accoglie con favore il nuovo filone d’inchiesta: «Dopo trent’anni servono verità e giustizia». Al centro anche gli affondamenti sospetti nel Mediterraneo e i traffici di rifiuti radioattivi
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Si riaccendono i riflettori sulla morte del capitano Natale De Grazia e sul caso delle cosiddette “navi dei veleni”. La Commissione parlamentare d’inchiesta ha infatti deciso di avviare un nuovo filone investigativo sulla vicenda che da oltre trent’anni continua a interrogare istituzioni, magistratura e opinione pubblica.
Una decisione accolta positivamente da Legambiente, che da anni porta avanti battaglie e iniziative sul tema della tutela ambientale e dei traffici illeciti di rifiuti nel Mediterraneo.
«Accogliamo con favore la decisione della Commissione parlamentare d’inchiesta di avviare un nuovo filone d’indagine sulla morte del capitano Natale De Grazia e sul fenomeno delle navi dei veleni» ha dichiarato Stefano Ciafani. «La decisione di oggi riattiva l’attenzione della Commissione parlamentare anche sulla base delle richieste puntuali fatte da Legambiente, a cui si devono relazioni importanti nelle passate legislature per fare chiarezza su una vicenda grave».
L’associazione ambientalista ha ricordato anche il recente incontro svoltosi lo scorso 18 marzo al Parlamento europeo di Bruxelles, durante il quale sono state presentate sei proposte operative alla Commissione e al Parlamento Ue per affrontare il tema degli affondamenti sospetti nel Mediterraneo.
Secondo Ciafani, «non si tratta solo di onorare la memoria di un servitore dello Stato come De Grazia, ma di affrontare un rischio grave per l’ambiente e per la legalità che persiste ancora oggi».
Sulla stessa linea anche Enrico Fontana, che ha ribadito come restino ancora senza risposta numerosi episodi legati a presunti affondamenti sospetti nel Mediterraneo. «Chiediamo che il lavoro della Commissione proceda senza sconti – ha affermato – con l’obiettivo di trasformare questo nuovo filone d’inchiesta in una verità storica e giudiziaria definitiva».
Tra le proposte avanzate da Legambiente in sede europea figurano l’analisi dei fondali marini attraverso tecnologie avanzate e il coinvolgimento di organismi internazionali come Europol e Interpol per tracciare eventuali traffici di rifiuti radioattivi.
«Legambiente – ha concluso Fontana – non farà mancare il proprio contributo».

