Il cittadino, anche responsabile tecnico del parco Ecolandia, manifesta preoccupazione per questi interventi ritenuti invasivi. Preannunciata una mobilitazione promossa dalle associazioni ambientaliste del territorio
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Da alcune settimane a Reggio Calabria sono in corso interventi di potatura di alberi che stanno destando nella cittadinanza interrogativi su modalità e opportunità, visto il periodo estivo, le torride temperature e il verde sempre più insufficiente in città.
In particolare, in questi giorni Castore, la società dedita alla gestione dei servizi pubblici locali del Comune di Reggio Calabria, ha eseguito la potatura totale dei rami di alcuni alberi sulla via Giuseppe Melacrino. Un intervento che sta preoccupando i residenti che improvvisamente hanno assistito allo spoglio di gran parte della via.
Preoccupazioni e timori
«Non capiamo quale possa essere la ragione di un tale intervento così invasivo dal momento che i rami non erano secchi o compromessi, né ci sembravano così ammalorati gli alberi che sono stati completamente sradicati.
Per altro, ancora meno capiamo perché ciò venga fatto ad agosto quando il verde, che non è certamente in esubero in città, è essenziale per sopportare le alte temperature». È quanto evidenzia Piero Polimeni che risiede in quella strada e che chiede che sia comunicato e motivato con chiarezza il piano che il Comune sta mettendo a punto in queste settimane in città con interventi di potatura massiva di alberi e rami.
«Già lunedì mattina con altri residenti, all’avvio di questa per noi scellerata attività di potatura, ero sceso in strada per chiedere informazioni. L’attività di potatura e taglio degli alberi era stata affidata agli operai di Castore che stavano operando in esecuzione di una disposizione dell’Amministrazione. Ci siamo attivati, allora, per chiedere lumi, investendo il Comune e i Carabinieri. Ne è scaturita solo una informale rassicurazione dell’Amministrazione circa le ragioni fitosanitarie necessarie per questo tipo di intervento. Rassicurazioni per nulla rassicuranti. Vorremmo chiarimenti formali ed esaustivi visto che quanto ormai avvenuto lungo questa adesso non più alberata via della città, pare sarà replicato anche in altre zone della città. Quale precisamente è la visione nella quale l’Amministrazione comunale sta ponendo questi interventi? A questa domanda chiederemo una risposta. Le associazioni ambientaliste della città stanno attenzionando il problema presto avvieremo una mobilitazione per capire cosa stia accadendo», ha sottolineato ancora Piero Polimeni, residente e responsabile tecnico del parco Ecolandia.
Il precedente a Pellaro
Il consigliere comunale di Reggio, Saverio Pazzano aveva interpellato la Sovrintendenza delle Belle Arti e Paesaggio della città Metropolitana di Reggio Calabria e la provincia di Vibo Valentia in merito all’abbattimento/taglio radicale di alberi (platani centenari) a Pellaro, viale delle Rimembranze e Traversa D eseguito lo scorso luglio. La Sovrintendenza aveva risposto di avere rilasciato parer favorevole sull’intervento in questione, evidenziando tuttavia che «l’abbattimento e/o la drastica potatura con trasferimento in altra sede delle essenze adulte tutelate è somma ratio in presenza di documentate situazioni fitosanitarie verificate da una serie di perizie tecniche e strumentali e/o di conflitti con danno a costruzioni, manufatti e/o reti tecnologiche alternative all’abbattimento».
L’appello della Strada
Soltanto qualche mese fa la questione era stata anche formalmente sollevata ancora una volta dal collettivo La Strada. «La città registra (fonte comunale 2024) la presenza di 12.065 alberi sul tutto il territorio comunale (6,1 ogni 100 abitanti); di questi 7.700 si trovano lungo le strade e le piazze cittadine mentre 4365 sono gli alberi presenti nei giardini e nei parchi dell’intero territorio comunale. Dai suddetti dati si evince che la città è povera di alberature dato che la media nazionale di numero di alberi ogni cento abitanti è di 17-18. La città di Modena può beneficiare di 117 alberi ogni 100 abitanti.
Occorre attenzionare – ha sottolineato La Strada – il patrimonio esistente evitando la perdita degli alberi perché non si verifichi che l’incremento venga assorbito dalle sostituzioni. Inoltre va osservato che abbattendo un albero adulto occorrono venti anni per recuperare i servizi ecosistemici garantiti dal medesimo albero. Per queste ragioni occorre prendersi cura delle alberature cittadine, molte delle quali rivestono valore storico e paesaggistico, per evitare l’insorgenza di criticità fitostatiche e/o fitosanitarie».
Una riflessione che fa il paio con le preoccupazioni registrate in questi giorni dai residenti di via Melacrino. Si teme che vengano sradicati alberi, identitari del territorio e ancora in salute, depauperando inspiegabilmente le già poche aree verdi della città, specie in costanza di temperature estreme come quelle di queste settimane.


