Presentato il Piano di Azione Integrato Mare-Monti, frutto di un ampio percorso partecipativo che coinvolge associazioni, imprese, pescatori, operatori turistici ed enti nella costruzione di un nuovo modello di sviluppo sostenibile
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Un progetto costruito dal territorio e per il territorio, capace di mettere attorno allo stesso tavolo realtà che fino a ieri sembravano appartenere a mondi diversi: pescatori, subacquei, operatori turistici, strutture ricettive, associazioni escursionistiche, imprese, attività commerciali, associazioni culturali e ambientaliste, enti pubblici, professionisti e cittadini.
È questo il principio che ha guidato la redazione del Piano di Azione Integrato Mare-Monti, elaborato dall'Associazione Magna Graecia Outdoor e presentato nell'ambito della consultazione pubblica del Piano Nazionale di Ripristino della Natura, previsto dal Regolamento europeo sulla Nature Restoration Law.
Il progetto nasce da un lungo percorso di confronto culminato nella sottoscrizione di una Manifestazione di Intenti, firmata da un'ampia rappresentanza del territorio. Hanno aderito associazioni, imprese, attività commerciali, operatori della pesca, del turismo, dell'escursionismo e della ricettività, insieme a importanti enti e organizzazioni come il Club Alpino Italiano (CAI), la Federazione Italiana Escursionismo (FIE), il Parco Nazionale dell'Aspromonte e numerosi altri soggetti che operano nella tutela, nella promozione e nella gestione del territorio.
Questa ampia partecipazione rappresenta il valore più importante del progetto: la tutela dell'ambiente non viene proposta come un insieme di divieti, ma come un percorso condiviso capace di coinvolgere chi il territorio lo vive e lo custodisce ogni giorno.
Il Parco Marino di Scilla, spesso indicato come l'elemento più visibile della proposta, costituisce in realtà soltanto uno dei tasselli di un programma molto più ampio, finalizzato a costruire un sistema integrato tra mare e montagna nel quale conservazione della biodiversità e sviluppo economico procedano nella stessa direzione.
Il Piano comprende infatti il recupero e la manutenzione della rete sentieristica della Costa Viola e del futuro Cammino della Costa Viola, la tutela del patrimonio geologico, archeologico e speleologico di Capo Pacì, programmi permanenti di educazione ambientale e ricerca scientifica, la valorizzazione della pesca tradizionale con le storiche imbarcazioni a passerella, lo sviluppo della pesca turismo, il monitoraggio degli habitat, la promozione del turismo naturalistico e culturale e il collegamento ecologico tra la costa e il Parco Nazionale dell'Aspromonte.
Uno degli aspetti più innovativi del Piano è quello di considerare ogni categoria economica come parte della soluzione. I pescatori diventano protagonisti della gestione sostenibile del mare e della pesca turismo; gli escursionisti, le guide ambientali e persino i cacciatori contribuiscono alla fruizione responsabile del territorio, diventandone custodi; le strutture ricettive e gli operatori turistici trovano nuove opportunità attraverso un'offerta destagionalizzata legata alla natura, alla cultura e alle tradizioni locali; le attività commerciali beneficiano di un territorio più attrattivo e riconoscibile; gli agricoltori e i piccoli allevatori sono coinvolti nella manutenzione del paesaggio rurale e dei terrazzamenti, fondamentali anche per la tutela della fascia costiera.
Il progetto dimostra che la conservazione della natura non è incompatibile con lo sviluppo, ma può rappresentarne il principale motore. Un territorio tutelato è infatti un territorio più competitivo, più resiliente e più capace di attrarre un turismo consapevole durante tutto l'anno.
Il Piano promuove inoltre una rete stabile di collaborazione tra enti locali, università, istituti di ricerca, Marina Militare, Soprintendenza, Enti Parco, associazioni e operatori economici, affinché la gestione del patrimonio naturale e culturale diventi un obiettivo comune.
«Per troppo tempo – afferma l'Associazione Magna Graecia Outdoor – ambiente e sviluppo sono stati presentati come interessi contrapposti. Con questo Piano vogliamo dimostrare l'esatto contrario. La tutela del mare, della costa, dei sentieri, delle tradizioni marinare e del patrimonio storico non deve limitare le attività economiche, ma rafforzarle. Il Parco Marino di Scilla non nasce per creare nuove barriere, bensì per diventare uno strumento di valorizzazione del territorio e delle sue comunità.
La forza della proposta risiede proprio nel consenso costruito attorno ad essa: non è il progetto di una singola associazione, ma il risultato di una visione condivisa da chi vive, lavora e investe quotidianamente a Scilla e nella Costa Viola. È da questa alleanza tra ambiente, economia e comunità che può nascere un modello di sviluppo sostenibile capace di diventare un punto di riferimento non solo per la Calabria, ma per l'intero Mediterraneo».

