A farne le spese «per ragioni di sicurezza» decine di esemplari “italici”. L’amministrazione considera le potature necessarie. Ma la minoranza promette battaglia
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Era considerato il fiore all’occhiello della città. Adesso la villa comunale di Caulonia Marina si presenta agli occhi di cittadini e visitatori sempre più spoglia. Nei giorni scorsi una serie di operai hanno abbattuto piante all’apparenza giovani e in salute. «Un programma di potature necessarie per ragioni di sicurezza pubblica» fanno sapere dal Comune. Un progetto che tuttavia ha devastato il polmone verde intitolato alla memoria di Angelo Frammartino. Il patrimonio arboreo è stato ormai ridotto all’osso, con pochissime piante sopravvissute alla potatura.
E se l’amministrazione comunale sostiene che si tratta di interventi necessari, la minoranza la pensa in modo diverso. «Nel fascicolo che dovrebbe giustificare l’abbattimento di alberi storici non c’è una relazione tecnica, nessuna perizia strumentale che certificasse la necessità di abbatterli - spiega in un video pubblicato sui social il capogruppo dell’opposizione cauloniese Luana Franco - nonché nessun progetto organico di riqualificazione del verde pubblico. Hanno stravolto il volto di un paese sulla base di un vuoto documentale. Con un anno e mezzo ancora davanti c'è ragione di essere seriamente preoccupati per ciò che resterà di Caulonia alla fine di questo mandato. Serve che i cittadini di Caulonia facciano sentire la propria voce, adesso. Noi non ci fermiamo. Ma questa battaglia non può essere solo nostra».
Sul tema è intervenuto anche l’ex primo cittadino Caterina Belcastro. «Ci sono scelte che non sono solo amministrative, ma simboliche - ha espresso - La comunità ha il diritto di sapere perché, con quali valutazioni tecniche e con quale visione per il domani. Gli alberi non sono arredo urbano sacrificabile. Sono bellezza, radici, stabilità. Chi amministra dovrebbe custodire, non impoverire».

