Nota formale all’Amministrazione penitenziaria: episodi gravi nel plesso di Arghillà, accuse di condotta antisindacale e richiesta di interventi immediati
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Il vice segretario generale del SARAP, Sindacato Autonomo Ruolo Agenti Penitenziaria, Letterio Italiano, ha scritto ai vertici dell’Amministrazione penitenziaria e al Ministero della Giustizia denunciando la drammatica emergenza sicurezza nel carcere di Reggio Calabria. Nella lettera vengono segnalate aggressioni al personale, gravi carenze organizzative, mancanza di tutele e un diffuso senso di abbandono degli agenti in servizio.
«Signor Provveditore,
con profondo senso di responsabilità istituzionale, questa Organizzazione Sindacale ritiene non più rinviabile denunciare la gravissima situazione che, da tempo, interessa l’Istituto Penitenziario di Reggio Calabria, ove si registra un progressivo e allarmante deterioramento delle condizioni di sicurezza, dell’ordine interno e della tutela del personale di Polizia Penitenziaria, aggravato da una gestione che appare sempre più distanziata, inefficace e priva di una reale assunzione di responsabilità.
Gli episodi di violenza ai danni del personale hanno ormai assunto carattere di sistematicità. Nella giornata di ieri, a partire dalle ore 9:30, presso il plesso di Arghillà, si sono verificati quattro gravissimi eventi critici, nel corso dei quali tre operatori di Polizia Penitenziaria sono stati di fatto trattenuti contro la loro volontà, subendo aggressioni fisiche, sputi, minacce e insulti. Tali eventi hanno messo in luce una evidente perdita di controllo dell’ordine interno e una pericolosa esposizione del personale a rischi non più accettabili.
Particolarmente grave e offensivo per l’Istituzione è l’episodio in cui un detenuto ha sputato ripetutamente su un Ispettore di Polizia Penitenziaria. Non si tratta di un mero gesto di inciviltà, bensì di un atto che colpisce direttamente lo Stato, poiché l’uniforme indossata rappresenta l’Autorità pubblica e il presidio di legalità all’interno degli istituti penitenziari.
A fronte di tali fatti, ciò che desta maggiore sconcerto è il diffuso e crescente senso di abbandono percepito dal personale, lasciato solo a fronteggiare una realtà sempre più violenta e instabile, in assenza di un adeguato supporto da parte del locale datore di lavoro che, per ruolo e responsabilità, dovrebbe garantire tutela, indirizzo e presenza.
Tali obblighi sono richiamati anche dal Decreto-Legge 31 ottobre 2025, n. 159, recante «Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 254 del 31 ottobre 2025 e in vigore dal medesimo giorno, che mira a rafforzare gli strumenti di prevenzione, vigilanza e formazione per la sicurezza nei luoghi di lavoro. Al contrario, si registra un approccio gestionale spesso scollegato dal reale contesto operativo, nonostante le criticità siano state reiteratamente segnalate, documentate e portate all’attenzione dell’Amministrazione.
L’assenza di una efficace pianificazione dei servizi, la mancata adozione di misure strutturali e la carente presenza dirigenziale nei reparti detentivi stanno determinando un clima di paura, demotivazione e sfiducia. Tale situazione compromette non solo il benessere lavorativo del personale, ma incide direttamente sulla sicurezza complessiva degli istituti e sulla qualità del servizio pubblico reso.
A ciò si aggiunge la reiterata e ingiustificata mancata risposta alle numerose note sindacali già trasmesse. Per tali ragioni, questa Organizzazione Sindacale ha già conferito mandato al proprio ufficio legale, nella persona dell’Avv. Leo Infantino del Foro di Reggio Calabria, al fine di tutelare il personale e verificare eventuali responsabilità connesse alle condotte e alle omissioni segnalate.
Alla luce di quanto sopra, la condotta contestata deve essere qualificata come antisindacale, in quanto contraria agli artt. 39 Cost., 14, 25 e 28 della Legge n. 300/1970, con conseguente obbligo di cessazione immediata e di ripristino delle corrette relazioni sindacali.
Si rende pertanto indispensabile un intervento immediato, autorevole e risolutivo da parte dell’Amministrazione, volto a ristabilire condizioni effettive di legalità, sicurezza, rispetto e fiducia all’interno degli istituti, anche mediante una presenza concreta e continuativa nei reparti detentivi e l’eventuale intervento del Gruppo Operativo Mobile».

