La candidata a sindaco per “Progetto Reggio” aspira a duplicare il numero delle liste a suo sostegno guardando alla realizzazione dell’idea di città policentrica coltivata ai tempi di Italo Falcomatà. Partecipazione e condivisione vogliono essere le leve per convincere i reggini
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«Una cosa la so, che la mia città è bella, è troppo bella, e allora se parti da una cosa che è già preziosa, come una perla, e vedi che è mortificata, pur nel fatto che viene mortificata, questa non toglie la sua bellezza, che va oltre il centro della città, va nelle periferie. Io posso parlare di città policentrica». Anna Nucera lo dice agitando un foglio su cui è stampato il logo della lista principale della sua sempre più probabile candidatura a sindaco. Si chiama “Progetto Reggio”, ed al centro mette una perla dentro una conchiglia che in qualche modo deve proteggerla. L’hanno concepita le menti pensanti di Franco Arcidiaco e Aldo Libri che hanno scelto proprio Anna Nucera per mettere in pratica la sua declinazione.
Da parte sua, la preside, ex assessore, ha chiamato a raccolta i suoi, e più in generale i reggini, a poco più di un anno di distanza dall’annuncio della volontà di capire se c’erano le condizioni per una candidatura, proprio per confermare la disponibilità e chiarire che il percorso è andato avanti con una serie di incontri, con cittadini associazioni comitati, ma anche forze politiche riconosciute, che oggi hanno permesso la presentazione di ben quattro simboli di liste a supporto della candidata, ma che potrebbero diventare addirittura otto. Un dispiegamento di forze non indifferente, che può far preoccupare o ingolosire, avversari ed eventuali partner.
Lei, che fa della partecipazione una vera e propria missione nel suo programma, ha però sin da subito chiarito che le primarie non sono il metodo di scelta preferito, e gli ideatori del progetto sono andati proprio sui tavoli del centrosinistra a ribadirlo. Il confronto, quelli di “Progetto Reggio” dicono di volerlo coi cittadini e coi Comitati di quartiere - «solo ora sono diventati importanti per tutti» ripete Nucera – perché solo così si può realizzare quella città policentrica immaginata ai tempi di Italo Falcomatà.
«Sono qui dopo un anno perché questa consultazione popolare fatta nel silenzio, senza troppo rumore, ha dato risultati positivi e quindi ora siamo qua a mettere le prime quattro liste, ma tra qualche giorno se tutto andrà come noi pensiamo potrebbero essere anche otto. Quindi è un percorso che sto continuando, non è una questione di essere favorevoli o contrarie alle primarie, una si dà un percorso e lo porta avanti e io lo sto portando avanti».
Non spende troppe parole su questo concetto Anna Nucera che invece ha messo in piedi una sorta di tavolo parallelo a quello del centrosinistra ufficiale, coniugandolo alla stregua di un “patto di consultazione” che alla fin dei conti potrebbe anche sparigliare le carte proprio nel centrosinistra, area alla quale Nucera si ispira e che giura di voler tutelare non immaginando mai un’azione “contro” qualcuno o qualcosa. Ma d’altra parte non è che tutte le forze del centrosinistra stiano facendo i salti di gioia per la scelta delle primarie. Così succede che, mentre al tavolo ufficiale i cinquestelle alzano le mani e dichiarano di non volersi mettere di traverso rispetto alle primarie, i livelli territoriali discutano, a quanto pare ritrovandosi, su tanti temi con Anna Nucera. «Mi sto incontrando e sono contenta, non c'è niente ancora di definito, ognuno di noi deve fare un percorso, anche con i 5 stelle. Sono andata a parlare con loro, e ci sono idee bellissime, veramente importanti, non le voglio dire prima perché dovete dirle voi – dice la Nucera a Giovanna Roschetti presente alla conferenza stampa -, ma sono belle, perché? Perché se tu parli con tutto quello che sul territorio ha rapporto reale con la gente, che vede i problemi, che si pone il problema non di stare là a contare, ma di cercare di risolverlo, ti accorgi che ci sono tante cose che si possono fare». Un bel riconoscimento per i pentastellati che stanno provando a radicarsi in città. Ma Nucera parla un po' con tutti quelli che hanno il suo stesso approccio alla cosa pubblica. Dialoga e si confronta con il Polo civico di Eduardo Lamberti Castronuovo, ma anche con Carmelo Versace, attuale sindaco facente funzioni, che evidentemente si sta muovendo anche in maniera autonoma in vista della tornata elettorale, atteso che dal gruppo Red, a cui appartiene, fanno sapere laconicamente che «questa cosa è una novità».
Allora Anna Nucera si sta facendo garante di un metodo, personale, di confronto e condivisione. «Questo è il mio modo di lavorare – ripete - questo è il mio modo di considerare le persone, questo è il mio modo di pensare che una città si gestisce insieme».
Le interlocuzioni sono avviate e, certo, non si sa ancora come andranno a finire, ma averlo messo in piazza, averlo detto in maniera così entusiasta, vorrà pure dire qualcosa. Forse anche per questo, Anna Nucera rivela che «se in questo percorso di consultazione si dovesse verificare la necessità, e la possibilità, che per amore dell'unità ci possa essere un altro candidato in grado di garantire appunto maggiore unità della mia persona, io sono pronta anche a ritirarmi. Il mio obiettivo è quello di consentire alle forze sane di questa città che sono fuori dai circuiti della politica istituzionale, di poter essere rappresentati e, ripeto, io non sono qui perché a tutti i costi devo fare il candidato a sindaco, io sono qui se servo, altrimenti posso anche fare un passo indietro, che sia chiaro».

