L’avvocato Emanuele Genovese presenta la sezione reggina del comitato promosso dal professor Zanon in vista del referendum di marzo
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È stato ufficialmente presentato a Reggio Calabria il Comitato per il Sì alla riforma della magistratura, costituito per sostenere le ragioni del voto favorevole al referendum in programma nel mese di marzo. A guidare l’iniziativa in ambito locale è l’avvocato Emanuele Genovese, portavoce reggino del comitato.
«A Reggio Calabria abbiamo costruito il Comitato Sì Riforma, sezione reggina del comitato voluto dal professor Zanon, già giudice della Corte costituzionale nonché membro laico del CSM», ha dichiarato Genovese nel corso della presentazione. Il riferimento è al costituzionalista Nicolò Zanon, già componente della Corte costituzionale e membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura.
Secondo quanto spiegato dal portavoce, il comitato nasce con l’obiettivo di promuovere «le ragioni del sì alla riforma, segnalando l’importanza di un cambiamento che riteniamo epocale per ridisegnare una riforma che non è solo della giustizia ma dell’ordine giudiziario nel suo complesso».
Al centro della proposta vi è il tema della separazione delle carriere tra magistratura requirente e magistratura giudicante, ritenuta uno strumento essenziale per garantire la piena terzietà del giudice. «La separazione delle carriere – ha sottolineato Genovese – mira a garantire l’imparzialità del giudice e la completa attuazione di quanto già prevede l’articolo 111 della Costituzione». Un principio, ha ricordato, che affonda le radici nella riforma del processo penale del 1988, quando il sistema italiano passò dal rito inquisitorio al rito accusatorio.
«La trasformazione del rito inquisitorio in rito accusatorio può funzionare pienamente solo attraverso un apparato giudiziario che renda equidistante la magistratura inquirente da quella giudicante», ha aggiunto.
Altro punto qualificante della riforma riguarda il sistema di autogoverno della magistratura. Non solo una revisione del ruolo del CSM, ma anche l’introduzione di un nuovo assetto che coinvolga l’Alta Corte di Giustizia. «Si tratta di un’innovazione che rende più indipendente e meno autoreferenziale il CSM», ha spiegato Genovese, precisando che l’organo di autogoverno manterrebbe funzioni relative alla carriera dei magistrati, mentre le sanzioni disciplinari verrebbero attribuite a giudici terzi selezionati attraverso un sistema di sorteggio.
Un meccanismo che, secondo il comitato, «non è affatto squalificante, indipendentemente da quanto si sta sentendo in giro», ma rappresenterebbe invece una garanzia ulteriore di imparzialità.
Con la nascita della sezione reggina, il Comitato per il Sì punta ora a promuovere incontri pubblici e momenti di confronto sul territorio per informare i cittadini sui contenuti della riforma e sulle ragioni del voto favorevole in vista dell’appuntamento referendario di marzo.

