La Quinta Commissione propone la magistrata messinese per l’ufficio di procuratore aggiunto: «Indubbiamente la più idonea» per merito e attitudini
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Chi sarà il successore di Giuseppe Lombardo nel ruolo di procuratore aggiunto della Dda di Reggio Calabria? Lo sapremo domani quando il Plenum del Csm si esprimerà su Rosa Raffa, proposta dalla Quinta Commissione di Palazzo Bachelet e indicata come figura «indubbiamente più idonea» al conferimento dell’incarico semidirettivo.
La proposta arriva al termine della procedura aperta per coprire uno degli incarichi più delicati del distretto reggino. In partenza avevano presentato domanda Rosa Raffa, Vincenzo Luberto, Marco Colamonici, Liliana Todaro, Maria Luisa Miranda e Sara Amerio. Ma il quadro si è progressivamente ristretto: Luberto e Todaro hanno revocato la domanda, mentre Colamonici e Miranda sono decaduti perché nel frattempo destinati ad altri uffici. Restano dunque in corsa Rosa Raffa e Sara Amerio, ma è sulla prima che la Quinta Commissione concentra una valutazione fortemente lusinghiera.
Una candidatura che la Commissione ritiene “indubbiamente” la più forte
La togata Rosa Raffa, scrive il Csm, è «indubbiamente il candidato più idoneo» per il conferimento dell’incarico semidirettivo. La Commissione precisa che entrambe le concorrenti vantano un profilo di merito di ottimo livello e che, sotto questo parametro, il giudizio non può che essere di piena equivalenza. Ma è sul terreno delle attitudini, della specializzazione requirente e dell’esperienza organizzativa e direttiva che la candidatura di Raffa prende il largo.
La delibera tratteggia il profilo di una magistrata, da intendersi Rosa Raffa, con un percorso professionale lunghissimo e interamente speso nelle funzioni requirenti di primo grado, iniziato nel 1990 e proseguito senza interruzioni fino a oggi. Un’esperienza che, secondo la Commissione, esprime una elevatissima specializzazione, perfettamente coerente con il ruolo di procuratore aggiunto cui aspira.
Oltre trentacinque anni nelle Procure tra Siracusa, Messina e Patti
Nominata con decreto ministeriale del 25 febbraio 1989, Rosa Raffa ha iniziato la carriera come sostituto procuratore presso la Procura circondariale di Siracusa, dove si è occupata di reati ambientali, urbanistici e di tutela del patrimonio artistico e paesaggistico. Dall’8 novembre 1993 è passata alla Procura della Repubblica di Messina, snodo decisivo di una carriera che la delibera descrive come segnata da qualità professionali non comuni.
Dal 1998 entra nella Direzione distrettuale antimafia di Messina, con delega sugli affari di criminalità organizzata della famiglia barcellonese, uno dei fronti più sensibili del territorio siciliano. Alla scadenza del decennio di permanenza in Dda, prosegue la sua attività nella Procura di Messina nel gruppo che si occupa di criminalità economica.
Dal 2009 al 2017 è stata Procuratore della Repubblica di Patti, poi, dopo la scadenza dell’ottennio, ha svolto il ruolo di procuratore facente funzioni nello stesso ufficio. Successivamente, dal 22 dicembre 2017 al 21 dicembre 2025, ha ricoperto l’incarico di Procuratore aggiunto presso la Procura di Messina, venendo confermata nelle funzioni semidirettive nel 2021. Da dicembre 2025 è tornata a svolgere le funzioni di sostituto procuratore a Messina per effetto della scadenza dell’ottennio.
«Magistrato di livello superiore»
La delibera esalta in più punti il merito della candidata. Vengono richiamati i pareri del Consiglio giudiziario di Messina, a partire da quello del 5 marzo 2007, che parla di «non comuni qualità professionali» tali da farne «un magistrato di livello superiore e dal rendimento elevato, sia sotto il profilo quantitativo che sotto quello qualitativo».
Un altro parere, quello del 27 aprile 2017, espresso ai fini della settima valutazione di professionalità, sottolinea la particolare cura nella redazione dei provvedimenti, la chiarezza espositiva, la notevole capacità argomentativa, fondata su puntuali riferimenti normativi e giurisprudenziali, e l’adozione di metodologie investigative adeguate ed efficaci.
Il parere attitudinale specifico del 15 luglio 2025 insiste ancora su questo giudizio altamente positivo, ribadendo che Rosa Raffa è una magistrata di «comprovata ed elevatissima professionalità», capace di coniugare capacità, laboriosità, diligenza e impegno in termini ritenuti eccellenti.
L’antimafia a Messina e il coordinamento con Reggio Calabria
Uno dei passaggi più forti della delibera riguarda il lavoro svolto da Rosa Raffa nel contrasto alla criminalità organizzata mafiosa. La Commissione mette in evidenza come abbia sempre operato in uffici ad alta densità mafiosa, da Siracusa a Patti, fino a Messina, e richiama soprattutto la sua esperienza in Dda, dove ha trattato i procedimenti riguardanti la pericolosa organizzazione criminale barcellonese e le associazioni mafiose attive nel territorio cittadino.
La delibera valorizza anche il fatto che molte di queste indagini si siano sviluppate in coordinamento con l’autorità giudiziaria di Reggio Calabria, elemento che rafforza ulteriormente la coerenza del suo profilo rispetto al posto da coprire.
Tra i procedimenti richiamati compaiono, tra gli altri, il fascicolo del 2003 a carico di 41 indagati per associazione mafiosa, estorsioni e turbative d’asta, il procedimento sulle infiltrazioni nella realizzazione del raddoppio ferroviario Messina-Palermo, le indagini sul territorio dei Nebrodi, il traffico di droga tra Sicilia e Calabria, e i processi più recenti come Fiori di Pesco, Caffè Blanco, Scipione e l’operazione Nebrodi 2.
I grandi processi di mafia e l’attività dibattimentale
La Quinta Commissione non si limita a sottolineare l’attività investigativa, ma mette in risalto anche il peso dell’attività dibattimentale. Rosa Raffa ha sostenuto l’accusa in numerosi processi, tra i quali la delibera richiama quello per l’omicidio di una giovane donna che per la sua efferatezza e per l’attività di depistaggio verificatasi ha segnato profondamente la realtà messinese, conclusosi con sentenza definitiva di condanna all’ergastolo.
Altro snodo centrale è la partecipazione, in coassegnazione con altri colleghi della Dda, al processo Mare Nostrum, un maxiprocedimento con oltre 280 imputati, trecento imputazioni, 41 omicidi, numerosi tentati omicidi, reati contro il patrimonio e in materia di armi. In quel dibattimento, la delibera sottolinea che Raffa ha trattato specificamente tutti gli omicidi e i tentati omicidi, circa venti episodi.
Patti, Messina e le doti organizzative da dirigente
La Commissione insiste molto anche sulle capacità organizzative della candidata. Per il periodo trascorso alla guida della Procura di Patti, viene richiamato il parere del Consiglio giudiziario che ne elogia la capacità direttiva e il contenuto prezioso offerto con laboriosità e diligenza all’attività giurisdizionale.
Ma è soprattutto l’esperienza di Messina a colpire la Quinta Commissione. Come procuratore aggiunto, Raffa ha coordinato il gruppo dei reati contro la pubblica amministrazione e la Dda nella fascia ionica della provincia di Messina. È stata anche procuratore facente funzioni dall’ottobre 2022 al febbraio 2024 e, dal 29 febbraio 2024, ha esercitato le funzioni di vicario.
La delibera sottolinea che in un ufficio di grandi dimensioni, parificabile per struttura a quello di Reggio Calabria, la magistrata ha saputo adottare scelte organizzative lungimiranti, utili a porre rimedio a gravi carenze di organico. Viene descritta come collaboratrice leale e preziosa dei procuratori della Repubblica, capace di esprimere spirito di servizio, tempestività e completezza nello svolgimento degli incarichi.
Autorevolezza interna, rapporti con altri uffici e “risultati mai realizzati in precedenza”
Tra i passaggi più significativi c’è quello dedicato alla sua attività di coordinamento della Dda nell’area geo-criminale di Messina e fascia ionica. Secondo il parere richiamato dalla delibera, Rosa Raffa ha espresso una rilevante capacità di rapportarsi con gli altri uffici giudiziari, in particolare con la Procura distrettuale di Catania, raggiungendo «risultati mai realizzati in precedenza».
La Commissione le riconosce inoltre abnegazione, spirito di servizio e laboriosità, qualità che le hanno consentito di acquisire autorevolezza sia all’esterno che all’interno dell’ufficio giudiziario.
Gli indicatori attitudinali: un profilo definito “eccellente”
Sul piano delle attitudini, la Quinta Commissione usa parole altrettanto nette: il profilo della candidata è definito «eccellente». Raffa svolge ininterrottamente funzioni requirenti di primo grado dal 13 marzo 1990 all’attualità, dunque da oltre 35 anni, con risultati quantitativi e qualitativi ritenuti ottimi.
La delibera osserva che le doti professionali, investigative e organizzative maturate sia come sostituto sia come dirigente la rendono perfettamente idonea a svolgere le funzioni di procuratore aggiunto a Reggio Calabria. Viene inoltre rilevata la piena integrazione dell’indicatore relativo all’esperienza maturata in contesti di criminalità organizzata di tipo mafioso, uno dei punti più sensibili per un ufficio come quello reggino.
Gli incarichi extra e la formazione per la dirigenza
A completare il quadro, la delibera richiama anche alcuni ulteriori elementi del percorso della candidata. Rosa Raffa è stata componente del Consiglio giudiziario nel biennio 1997-1998 e nel quadriennio 2008-2012, oltre che presidente del Comitato Pari Opportunità in sede decentrata negli anni 2008-2012.
Sul fronte formativo, ha partecipato a numerosi corsi dedicati alla dirigenza giudiziaria, tra cui il corso di preparazione all’esercizio delle funzioni direttive del 2022, quello del 2016 per i dirigenti degli uffici giudiziari e altri percorsi sulle spese di giustizia e sulla professionalità dei dirigenti.



