sabato,Febbraio 4 2023

Reggio, il migrante Winner festeggia la laurea: «Questa città mi ha salvato»

Il giovane nigeriano era arrivato nel 2016. Qui ha costruito la sua nuova vita

Reggio, il migrante Winner festeggia la laurea: «Questa città mi ha salvato»

«Essere arrivato alla laurea è per me una soddisfazione grande al punto da non riuscire a descriverla. Certamente sono importanti il titolo di studio e il voto. Per me, tuttavia, più significativi sono il percorso che mi ha condotto fino a qui e le tantissime persone che in questa città mi hanno accolto quando ero solo e non avevo nulla più di una maglietta e un paio di pantaloncini. Persone che poi mi sono rimaste accanto e mi hanno sempre sostenuto». Commenta così la sua laurea cum laude, Winner Ozekhome, giovane nigeriano arrivato a Reggio Calabria nel 2016 e adesso laureatosi in Ingegneria dell’Informazione alla Mediterranea di Reggio Calabria con il massimo dei voti.

La storia

Winner oggi ha 23 anni. Quando è arrivato a Reggio passando per la Libia, più piccolo di cinque figli e unico della famiglia a essere partito, ne aveva appena 17. Giunto con la sua incrollabile fede cristiana e con alle spalle e sulle spalle i pericoli e le vicissitudini affrontati in Libia, prima della traversata del Mediterraneo fino a Reggio, ha percorso con impegno e tenacia tanta strada.

«Non mi sono mai arreso ma non ho fatto tutto da solo»

La sua umiltà e la sua determinazione si mescolano all’emozione e alla gioia di questo momento. Il suo racconto è ricco di gratitudine e anche della consapevolezza di quanto sia stato, è ancora sia, necessario impegnarsi e non abbattersi davanti agli ostacoli e alle difficoltà. Winner sa di non aver fatto tutto da solo.

«Non mi sono mai arreso e riconosco a me stesso quella forza di volontà che mi ha permesso di andare avanti. Ho sempre raggiunto la terraferma a Reggio Calabria sei anni fa, dopo un viaggio in mare in cui ho avuto paura di morire. Poi arrivato a terra, la paura era svanita ed era rimasta la solitudine. Anche se, come per tutti, non sono mancati momento difficili, con il tempo e con l’affetto e la vicinanza di tante persone ho superato anche quella», racconta Winner Ozekhome.

«Questa città mi ha accolto e voluto bene»

«È stato un percorso che ho sempre condiviso con le tante persone che ho incontrato lungo la mia strada, in questa città capace di accogliere e di dare davvero tanto. Grazie a Barbara, mia prima insegnante di italiano e oggi mia amica, alle persone conosciute nell’azienda di informatica in cui lavoro, a don Nino Russo e alla comunità di Cannavò dove ho vissuto per i primi tre anni, prima di trasferirmi alla Casa dello Studente. Grazie ai miei colleghi, universitari e di lavoro, diventati miei amici, e alle tante altre persone che ho conosciuto durante le esperienze come volontario alla Caritas e con gli scout della chiesa San Giovanni di Archi e come donatore del sangue in Avis», racconta ancora il giovane.

La famiglia in Nigeria e la famiglia a Reggio

«In Nigeria ho lasciato i miei genitori, un fratello e tre sorelle, che non vedo da allora anche se mantengo i contatti telefonici. Qui a Reggio, comunque, ho trovato un’altra famiglia, allargata, affettuosa e sempre presente. Senza di essa non sarei arrivato a questo traguardo. Questa laurea è il frutto di tutto il bene che esiste in questa città», tiene a sottolineare Winner Ozekhome.

Il prossimo traguardo

Con tenacia e forza di volontà qui a Reggio Calabria, Winner ha ricominciato. Lo ha fatto partendo dallo studio, dal lavoro e dal volontariato e con il sostegno della comunità. Diplomatosi all’istituto tecnico industriale Panella – Vallauri di Reggio Calabria, lavora in un’azienda informatica e dopo questa laurea a pieni voti già pensa al prossimo traguardo. «Sono felice di restare qui a Reggio anche per il corso di laurea specialistica in Ingegneria informatica della Comunicazione. Questa città mi ha accolto e voluto bene e qui sono certo che riuscirò, con la mia determinazione e le mie capacità, a realizzarmi», ha commentato Winner Ozekhome.

La dedica

Una gratitudine e una sensibilità svelate anche dalla dedica che Winner ha scelto per la sua tesi. «Alla mia famiglia per aver sempre creduto in me e avermi sempre sostenuto nonostante sia lontana. A tutti i migranti che sono arrivati in questa terra e che e credono che sia possibile ricominciare dal principio e realizzare i propri sogni, e per coloro che non hanno potuto raggiungere questa terra, per il loro coraggio e il desiderio di avere una vita migliore. A me stesso, per non essermi mai arreso, per la mia determinazione e il mio coraggio che, giorno dopo giorno, mi conduce sempre più vicino alle realizzazione dei mie sogni».

«Adesso impariamo noi…»

Ha ragione la sua prima insegnante di italiano, conosciuta poco dopo il suo arrivo e oggi sua amica, Barbara Cartella, quando su face book scrive che oggi è Winner a insegnare a noi, e non solo matematica e informatica. «Mai scoraggiarsi, credere sempre nei propri sogni, lavorare duramente per raggiungerli. Essere grati sempre, per le difficoltà, prima che per i successi, perché, solo superando le prime, si diventa grandi».

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