La mostra “Condominio Mediterraneo”, a cura di Lucrezia Longobardi e del Gruppo L5, sarà inaugurata domani alle ore 18:30 al Castello Aragonese e resterà aperta al pubblico fino al 23 agosto 2026.

L’inaugurazione si terrà alla presenza del Direttore dell'Acacdemia di Belle Arti Pietro Sacchetti, del responsabile scientifico Marcello Francolini e dei docenti coinvolti nell’organizzazione e nella realizzazione del progetto, tra cui Remo Malice, Rosita Commisso e Davide Negro.

L’esposizione nasce nell’ambito del progetto PNRR Performing PRMG (1 giugno 2024 – 31 marzo 2026), promosso dall’Accademia di Belle Arti di Catanzaro in qualità di capofila e dall’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria. Condominio Mediterraneo rappresenta una produzione di Visual & Performing Arts che si sviluppa come esperienza didattica e partecipativa, capace di mettere in relazione artisti contemporanei e studenti in un percorso di ricerca condivisa.

Il progetto si articola attraverso una serie di workshop condotti da Giulia Piscitelli, Adrian Paci, Romina De Novellis e Michele Di Stefano, che hanno coinvolto gli studenti in pratiche legate all’arte relazionale, ambientale, performativa e coreografica. A seguire, il laboratorio di curatela guidato da Lucrezia Longobardi ha costruito insieme al Gruppo L5 il dispositivo espositivo finale.

Complessivamente il progetto ha coinvolto 60 studenti, impegnati sia nella produzione artistica sia nella documentazione audiovisiva e fotografica, attraversando diversi ambiti disciplinari dell’Accademia, dalla pittura alla scultura, dal cinema alla comunicazione fino alla didattica dell’arte. Un lavoro corale che ha visto anche il contributo operativo di Rosita Commisso, Davide Negro, Remo Malice e del visual designer Fabrizio Sebastiani.

La mostra si inserisce nel percorso finale di un’esperienza che ha trovato una delle sue sedi principali negli spazi del Castello Aragonese, scelto come luogo simbolico e operativo per ospitare le attività espositive e laboratoriali durante il periodo estivo.

Condominio Mediterraneo si configura così come un progetto profondamente collettivo, in cui la pratica artistica diventa strumento di formazione e ricerca condivisa. L’attenzione al processo, più che al risultato finale, riflette un approccio contemporaneo alla produzione culturale, in cui l’arte si intreccia con l’educazione e apre nuove possibilità di relazione tra istituzione, territorio e comunità.