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Lui è Natino Chirico, artista reggino conosciuto oltre i confini dell’Italia. Loro sono i Bronzi di Riace, freschi di festeggiamenti per il cinquantesimo anniversario dal ritrovamento. Un connubio tra star per la genesi di un’opera importante.
Nelle azioni pilota per un distretto culturale e turistico di Reggio, nell’ambito dei festeggiamenti per le due statue, è prevista anche la «realizzazione di un’opera pittorica su stampa litografica dei Bronzi di Riace a cura dell’artista reggino». Come chiarisce una determina dirigenziale del 18 agosto scorso «l’artista reggino, di fama internazionale, Natino Chirico ha comunicato all’Amministrazione comunale di voler realizzare, in occasione del 50°anniversario dal ritrovamento dei Bronzi di Riace, una sua opera d’arte raffigurante i due guerrieri su stampe litografiche, chiedendo, altresì, esclusivamente le spese vive per la realizzazione di suddetta opera d’arte» che ammontano «a euro 5.978,00, al capitolo di uscita n. 1704 denominato “Pon metro asse 6 RC 6.2.1.A – Avvio del distretto culturale e turistico”».
Nato nel 1953 a Reggio Calabria e formatosi tra l’Accademia di Brera e quella di Roma, dall’iniziale ascendenza impressionista Chirico evolve il proprio codice espressivo avvicinandosi, alla fine degli anni ’70, alla rappresentazione del vero, dando ampio spazio nella sua produzione alla tecnica del disegno con esiti di grande efficacia: “raffinatissimo e tagliente” lo definì Renzo Vespignani, vicino a Chirico fin dagli esordi. Un uso più libero e forte della materia pittorica caratterizza invece le opere degli anni ’90, in cui si affaccia anche un tema, il cinema, destinato ad alimentare a lungo la creatività dell’artista.
Tra i tanti i protagonisti della settima arte, ritratti con tecniche e materiali diversi, spicca la predilezione per alcuni grandi: Totò, Fellini, Magnani e Chaplin. Tra le sue opere realizzate non potevano mancare le due statue di Riace, simbolo della Calabria nel mondo.


