Nasce a Reggio Calabria il Calabrie Fes Festival: Filosofia, Economia e Storia per leggere il presente e immaginare il futuro. Prima sessione il 4 e 5 febbraio 2026
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Un Sud che sceglie di pensarsi, di interrogarsi, di costruire visioni nuove. È da questa prospettiva che prende forma il Calabrie Fes Festival, un progetto culturale che nasce in Calabria e guarda oltre i confini, con l’ambizione di unire pensiero e azione, memoria e futuro, locale e globale.
Come spiega Gianni Votano, portavoce dell’Osservatorio Da SUD che organizza il Festival: «Il Fes Festival è un nuovo laboratorio di idee e di sperimentazioni che nasce dall’impegno e dalla passione di persone riunite intorno all’Associazione Cabalovo che credono sia possibile promuovere un diverso modo di vedere, pensare e affrontare le criticità del nostro tempo».
Un Festival che nasce dal Sud e parla al mondo
Il Calabrie Fes Festival prende vita in una terra segnata da fragilità profonde ma anche da una straordinaria capacità di resistenza. «Questa realtà nasce a Sud, in Calabria, terra tra le più povere d’Europa che, in un futuro già alle porte, perderà gran parte di figlie e figli in cerca altrove di lavoro e opportunità», sottolinea Votano.
«Nasce in una terra densa di contraddizioni dove tante realtà, associazioni, cooperative, imprese più o meno grandi, singoli amministratori uomini e donne, cittadini autonomi, si oppongono coraggiosamente all’incuria dilagante con l’obiettivo di invertire la tendenza» prosegue.
È proprio da qui che si alza una voce diversa: «Nasce in Calabria al centro e nel cuore del Mediterraneo “luogo di incontri, scambi, contrapposizioni dove tutto si fonde in una unità irriducibile” come scriveva Fernand Braudel».
Filosofia, economia e storia: il senso del Calabrie FES
Il Calabrie Fes Festival è un progetto annuale, strutturato in tre sessioni tematiche – Filosofia, Economia e Storia – che danno forma all’acronimo FES. L’obiettivo è affrontare le grandi questioni del nostro tempo postmoderno con uno sguardo plurale e integrato.
«Con un linguaggio semplice e accessibile a tutti, ma non superficiale, verranno trattati problemi fondamentali tenendo insieme aspetti locali con aspetti internazionali, aspetti psicologici e filosofici con tematiche economiche», spiega Votano, richiamando esplicitamente l’approccio del pensiero complesso di Edgar Morin, volto a superare la frammentazione dei saperi.
I primi atti concreti di questo impegno sono il progetto di microfinanza “Tracciare la rotta”, contro la violenza economica di genere, realizzato in partenariato con MAG delle Calabrie e Piccola Opera Papa Giovanni – CAV Angela Morabito, e appunto il Calabrie Fes Festival.
La prima sessione: la storia e lo spartiacque del 1783
La prima sessione, dedicata alla Storia, si terrà il 4 e 5 febbraio 2026 presso lo Spazio Open, in via Filippini 23 (RC), in coincidenza con l’anniversario dei grandi terremoti del 1783.
Il titolo scelto è eloquente: “Lo spartiacque della Calabria: il 1783 e i grandi terremoti”. Come ricorda Votano, «possiamo definire il 1783 come un discrimine, non solo morfologico ma culturale che si riverbera insieme ad altre concause, tutt’ora e da cui possiamo partire per invertire la tendenza».
Il programma del 4 febbraio
Alle ore 17.30, Gino Mirocle Crisci, già rettore dell’Università della Calabria, terrà l’intervento “La storia geologica della Calabria e il sisma del 1783”. Crisci è stato professore ordinario di Petrografia, Mineralogia e Petrologia, direttore di Dipartimento, preside di Facoltà e promotore di conferenze nazionali e internazionali sui temi del rischio vulcanico. Alle ore 19.15 sarà la volta di Daniel Cundari con “Una catastrofe psicocosmica e la parola tellurica”.
Poeta, scrittore e performer plurilingue, Cundari è apprezzato a livello internazionale e fondatore della Piccola Biblioteca di Cuti a Rogliano, nel Parco nazionale della Sila.
Il programma del 5 febbraio
Alle ore 17.30, Maria Barillà interverrà con “La ‘provvida sventura’ e il passato che non passa: i tremuoti del 1783 tra aspirazioni riformistiche e persistenze”.
Storica free-lance, allieva di Angelo D’Orsi, Barillà ha collaborato con Antonio Nicaso e Nicola Gratteri ed è coautrice di importanti pubblicazioni sulla storia sociale e criminale calabrese.
Le prossime tappe: economia e filosofia
Il Festival proseguirà con la seconda sessione, dedicata all’Economia, in programma dal 23 al 25 giugno 2026, sempre a Reggio Calabria.
Tra gli ospiti annunciati:
Gabriele Guzzi, docente di Storia del pensiero economico all’Università di Cassino e autore del saggio Eurosuicidio, che dialogherà con Pasquale Tridico, europarlamentare ed ex presidente INPS;
Luciano Modica, componente del CdA di Banca Etica; rappresentanti del mondo dell’economia sociale e culturale, come Giorgia Falco di MAG delle Calabrie, Viola Quida di VeM Padova Turismo Responsabile, Massimo Barilla di Mana Chuma Teatro ETS, Francesco Biacca di Evermind e tra i promotori del Festival dell’Ospitalità;
Alessandro Messina, responsabile della Finanza di Impatto per la Società Benefit Avanzi Spa ricercatore e analista della campagna Sbilanciamoci.
La terza sessione, dedicata alla Filosofia, si terrà dal 22 al 24 settembre 2026 e vedrà la partecipazione di Marco Guzzi, filosofo e poeta; Frédéric Vermorel, monaco eremita basiliano del Monastero di Sant’Ilarione di Gaza a Caulonia; Annamaria Anselmo, ordinaria di Storia della filosofia all’Università di Messina.
Un pensiero che diventa azione
Il Calabrie Fes Festival è promosso da Osservatorio Da Sud in collaborazione con Spazio Open, Medmedia e il quotidiano culturale CULT (Cultandsocial.it, media partner dell’evento). È un progetto che ambisce a creare connessioni, a tenere insieme riflessione e pratica, cultura e responsabilità.
È «un Festival che vuole creare sinergia tra pensiero e azione, qui, nel cuore del Mediterraneo – conclude Gianni Votano - per un futuro diverso da quello che sembra avvicinarsi: denso di ombre e nubi oscure».
Un futuro che può ancora essere immaginato, discusso e costruito, partendo proprio dalla Calabria.

