Ci sono libri che vengono presentati. E poi ci sono libri che, nel momento in cui incontrano il proprio pubblico, diventano esperienza. È quanto accaduto sabato sera a Caulonia con Chi ti fici?, la prima raccolta poetica di Erminio Niceforo. Oltre duecento persone hanno raggiunto Largo San Nicolello per assistere a una serata che ha intrecciato poesia, musica, memoria e identità.
Trentatré liriche in vernacolo cauloniese compongono un percorso che nasce da una ferita, ma non rimane imprigionato nel dolore.

La domanda Chi ti fici?, che dà il titolo alla raccolta, rappresenta il punto di partenza di un itinerario interiore. Da quella domanda il poeta attraversa la fede, interroga il tempo, ritorna nei luoghi della propria infanzia e incontra le persone che hanno contribuito a costruire la sua identità.

C’è Maietta, luogo dell’anima e della memoria; ci sono le figure semplici ma decisive incontrate lungo il cammino; c’è la famiglia raccolta attorno al braciere; c’è la fede vissuta nella quotidianità; e infine c’è la nonna Cristina Cimino, figura verso la quale il viaggio poetico ritorna.
Non è casuale che il libro scelga di concludersi con le radici. Niceforo non chiude il proprio racconto proiettandosi verso ciò che verrà, ma torna al principio: alla memoria familiare, alla terra, alla fede e a quella dimensione affettiva dalla quale tutto ha avuto origine.
La presentazione ha restituito fisicamente questa atmosfera. L’allestimento ha richiamato la Caulonia antica attraverso tessuti, sete, fiori, limoni, candele e oggetti capaci di evocare il mondo raccontato nelle poesie. Il braciere e la valigia, simboli presenti nella raccolta, sono usciti dalle pagine per diventare parte della scena.

La parola poetica ha dialogato con la musica grazie alla professoressa Chiara Ambesi, che ha accompagnato la serata con il violino. Particolarmente intenso il momento dedicato al tema di Schindler’s List, scelto da Niceforo per il suo profondo legame con la memoria della Shoah.
A guidare il dialogo con l’autore è stato Giovanni Maiolo, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Caulonia, affiancato dagli interventi istituzionali del sindaco Francesco Cagliuso, del direttore editoriale di Rubbettino Luigi Franco e del prefatore Giovanni Di Landro.

Il presidente del Consiglio regionale della Calabria, onorevole Salvatore Cirillo, pur non potendo essere presente, ha fatto giungere una lettera ufficiale della Presidenza del Consiglio regionale, a testimonianza dell’attenzione riservata all’iniziativa. «Grazie alla cultura Erminio è riuscito a riunire una comunità», è stato uno dei passaggi più significativi pronunciati da Maiolo durante la serata. E forse è proprio questa la chiave per comprendere ciò che è accaduto a Largo San Nicolello.
Dopo il brindisi e il taglio della torta, quando l’autore ha iniziato a firmare le copie, si è formata una lunga coda di persone. Un serpentone di lettori in attesa di portare con sé una dedica e, insieme al libro, un frammento della serata.

La battuta spontanea di una signora — «Una fila così lunga non l’avevo mai vista, nemmeno alla posta!» — ha restituito con ironia la misura della partecipazione.
In quella fila c’erano amici, famiglie, colleghi, professionisti arrivati da diverse parti della Calabria e semplici lettori. Persone diverse, riunite attorno a una lingua, a una terra e a una storia. Per una sera, dunque, Chi ti fici? non è stato soltanto il titolo di un libro. È diventato una domanda collettiva, un modo per tornare indietro nel tempo e riconoscersi nelle proprie radici.
E forse è proprio questa la magia della poesia: riuscire, partendo da una storia profondamente personale, a parlare a una comunità intera.