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di Tatiana Galtieri – Musica come linguaggio universale, capace di unire e valicare, con il suo potere evocativo, ogni barriera. Questo il leitmotiv del Sistema nazionale orchestre e cori giovanili e infantili, sbarcato in Italia nel 2010 su iniziativa del maestro Claudio Abbado e ispirato a “El Sistema Nacional de Orquestas y Coros Juveniles e Infantiles de Venezuela”, fondato 40 anni fa dal maestro José Antonio Abreu, direttore d’orchestra, ex Ministro della Cultura, candidato al Premio Nobel per la Pace, con il fine di realizzare un sistema integrato di educazione musicale pubblica, garantendo l’accesso gratuito e libero ai bambini di ogni ceto sociale. Un progetto esportato con passione anche nel Belpaese, con nuclei attivi sul territorio nazionale, che offrono la possibilità a tutti i ragazzi appartenenti alle fasce più deboli, di studiare e sperimentare a costo zero la pratica della musica d’insieme. Esperienza nutrita da nobili intenti, che ha trovato terreno fertile anche nella nostra città.
A essere nominato, lo scorso febbraio, come membro del Consiglio direttivo del Sistema nazionale orchestre e cori giovanili e infantili, è il musicista reggino Alessandro Monorchio, direttore artistico dell’Associazione Orchestra giovanile dello Stretto, al fianco di Antonella Coppi, Maria Aurelia Del Casale e del Presidente Claudio Formisano. «È un sodalizio iniziato nel 2015, quando la mia associazione Orchestra giovanile dello Stretto è entrata a far parte della grande famiglia del Sistema. È stata la prima orchestra calabrese a essere ammessa in questo virtuoso circuito – spiega Alessandro Monorchio – con altri colleghi meridionali ci siamo accorti che il Sud non era rappresentato e abbiamo scelto di portare avanti la mia candidatura e dare la possibilità anche ai più deboli di vivere la musica.
Il progetto si occupa anche del Coro Manos Blancha, la cui icona sono dei guantini bianchi, nato in Venezuela dall’idea di Naybeth Garcia e Johnny Gómez per coinvolgere bambini e adolescenti diversamente abili, con deficit sensoriali e cognitivi, riscattandoli tramite l’educazione musicale. Ciò consente ai ragazzi di formarsi ed esprimersi interagendo con orchestre e cori di ogni genere e livello. Un miracolo che elargisce gioia e dignità a creature segnate da un destino diverso e spalanca il cuore a chi le ascolta». Un nuovo tassello, quello made in Sud, che mediante l’orchestra nazionale, intitolata al compianto maestro Giuseppe Sinopoli e il coro, formato da ragazzi dai 16 ai 25 anni, costituisce un fiore all’occhiello per il nostro Paese. «Abbiamo in cantiere – svela Monorchio – tre concerti in alcuni luoghi simbolici d’Italia come Assisi, il Vaticano e la Terra dei fuochi». Un’occasione formativa e d’inclusione, a conferma di come la pratica musicale collettiva, in coro e in orchestra, costituisca uno strumento privilegiato per lo sviluppo della persona.
Il Sistema nazionale orchestre e cori giovanili e infantili, strutturato su base regionale con il coordinamento del Comitato nazionale onlus, che si avvale di prestigiosi membri onorari del calibro di Nicola Piovani e Pietro Grasso, ha coinvolto finora più di 10.000 giovani, volgendo lo sguardo soprattutto verso coloro che vivono sulla propria pelle situazioni di disagio economico, fisico e sociale. Percorso che ha raccolto i suoi frutti, facendosi spazio già in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sicilia, Veneto e Toscana. Prodigiosa dimostrazione di quanto la forza vitale della musica sia davvero in grado, con la sua bellezza, di salvare il mondo.

