«Percepiamo con chiarezza l’esistenza di una dimensione Strettese. Sentiamo il desiderio di raccontarla, esplorarla, approfondirla e farla emergere affinchè sia vissuta da chi abita questo luogo e riconoscibile da chi sta fuori. La nostra ambizione è quella di definire una letteratura Strettese che abbia una identità propria in un più ampio panorama culturale. Un nuovo contributo a questa letteratura saranno i racconti selezionati nel contest narrativo “Il Mar fra Mezzo”».

Lo Stretto, spazio dell’anima

La scrittrice reggina Daniela Scuncia, ideatrice con Agata De Luca, del contest narrativo “Il Mar fra Mezzo”, i cui termini di partecipazione sono appena scaduti, ospite del format A tu per tu negli studi del Reggino.it, illustra questo nuovo progetto culturale, ispirato allo Stretto non solo un luogo geografico molto complesso ma anche spazio dell’anima, in cui esiste già una dimensione collettiva di cui cogliere e valorizzare una intensa coralità, articolando una voce e racconti capaci di oltrepassare limiti e barriere.

«Dopo l’esperienza di “Stiamo Strette”, l’antologia di racconti edita da Città del Sole, che ha riunito 17 scrittrici tra le due sponde di Reggio Calabria e Messina e inaugurato la Collettiva Strettese, Agata e io stiamo animando questa nuova iniziativa che torna a far sperimentare vicendevolmente le due sponde, dando voce a storie inedite che abbiano come requisito l’appartenenza all’area culturale dello Stretto di Messina per nascita, adozione o scelta. Ma non siamo sole. Siamo sostenute da tanti compagni di viaggio – sottolinea Daniela Scuncia - che credono in questo percorso che tutti insieme stiamo costruendo. L’esperienza avviata a Reggio con la Collettiva Strettese e quella di Messina Scrive, che di recente e con successo ha aperto anche ai giovani, ci ha dimostrato che questo dialogo non è solo una stimolante possibilità ma ha anche una straordinaria potenzialità».

La chiamata alle arti

Il MaR fra mezzo è una nuova esperienza che sta muovendo i primi passi qui a Reggio Calabria in forte sintonia con un movimento già avviato sulla sponda siciliana che è Messina Scrive. Significative e ambiziose sono le prospettive di questo movimento culturale. Un esperimento che continua a crescere e che adesso lancia la sua chiamata alle arti.

«A breve avrà luogo una prima selezione dei racconti pervenuti a cura di una giuria qualificata.  Fanno parte della giuria tecnica le scrittrici Agata De Luca, Daniela Scuncia, Eliana Camaioni, Cinzia Messina, Daniela Orlando, Raffaella Imbriaco. La giuria del Contest invece è composta da Anna Foti, giornalista, Anna Mallamo, giornalista e scrittrice, Nadia Crucitti scrittrice, Nando Minnella, giornalista e scrittore, Marco Scarlatti, scrittore, Roberto Mistretta, giallista e direttore di Deloscrime, Giorgio Lupo, direttore del Termini Book Festival e scrittore, Claudia Cocuzza scrittrice, caporedattrice WMI e Thriller Nord e segretaria del Termini Book Festival. Consistente partecipazione, non soltanto dall'area dello Stretto, ma anche da autori da molte regioni italiane.

Siamo partite dalla dimensione narrativa e letteraria, che accomuna le persone che hanno intrapreso questa avventura, ma vorremmo che il MaR fra mezzo fosse abitato anche da fotografi, artisti, scultori, pittori, attori. Tutte le forme di espressione saranno accolte.
Vorremmo – spiega la scrittrice Daniela Scuncia - diventasse un vero laboratorio creativo di idee per questo Stretto che necessita di consapevolezza e di capacità di racconto di una propria identità già forte ma forse ancora troppo frammentata. Seguiteci e fateci sentire le vostre voci, partecipate, inseritevi nelle dinamiche di questo progetto, perché essere vicino al Mar fra mezzo significa unire le voci e andare più lontano».

Il canone letterario Strettese

Lo Spazio Open di Reggio Calabria nelle scorse settimane ha ospitato un incontro aperto alla cittadinanza finalizzato alla presentazione e alla co-progettazione del percorso e dal quale sono emersi interessanti suggerimenti. Un incontro analogo sarà promosso anche a Messina prossimamente.  Per ulteriori informazioni e scadenze seguiteci sui social.Prioritario è condividere idee, narrazioni e suggestioni. L’invito è a partecipare attivamente a un racconto collettivo originale e a prendere parte a questa sorta di cantiere aperto che dalla scrittura parte per spingersi fino a raccogliere visioni e aspirazioni di chi già sente e incarna una identità “strettese”.

«Lo stretto esiste. Non è un qualcosa di vago ma una realtà culturale concreta – spiega ancora Daniela Scuncia - nella misura in cui è abitato da persone che sentono e lavorano assieme, che hanno una forte carica da condividere. Questo primo contest MaR fra mezzo ha l’obiettivo di contribuire con altri racconti alla Letteratura Strettese, di cui pensiamo anche di pubblicare anche sui social dei piccoli estratti. Vorremmo capire se esiste un canone strettese. Una volta raccolti e selezionati i racconti da pubblicare, li sottoporremo a critici letterari, professori universitari per una valutazione “scientifica” dell’eventuale esistenza di un canone letterario strettese. Strettese, proprio così. Un aggettivo che sul dizionario non esiste. Da una ricerca, oggi, verrebbe fuori solo la nostra Collettiva Strettese con la quale abbiamo aperto evidentemente un varco verso una dimensione già palpitante e in attesa di voce e spazio.


L’identità Strettese

In questo percorso in cui siamo immersi, ci siamo accorti di una ricca ricerca linguistica, storica, scientifica, archeologica, geologica già in atto da tempo nello Stretto. Dunque le due sponde sono più vicine di quanto pensiamo. Tutto questo ci ha fatto capire che esistono delle realtà da fare emergere.

E allora iniziamo con le parole per costruire un ponte più bello e virtuoso di quello di cemento imposto dall’alto. Un ponte di cultura, di sguardi, visioni, evocazioni e suggestioni che rendano tutti partecipi e consapevoli dell'esistenza dello Stretto», conclude la scrittrice Daniela Scuncia.