Un’opera di forte impegno civile quella che andrà in scena sabato 14 febbraio all’Auditorium di Polistena, nell’ambito di “Lo sguardo oltre”, la stagione teatrale a cura di Dracma – Centro di Produzione Teatrale, realizzata grazie al sostegno del Comune di Polistena, della Regione Calabria e del MIC - Ministero della Cultura.

“Morte accidentale di un anarchico”, di Dario Fo e Franca Rame, è uno degli spettacoli più importanti del teatro civile italiano, nato nel 1970 ma attualissimo ancora oggi, che darà al pubblico la possibilità di interrogarsi sul rapporto tra giustizia e dinamiche di potere.

L’opera vede alla regia Giorgio Gallione, per una produzione di Pierfrancesco Pisani e Isabella Borettini, per Infinito e Nidodiragno/CMC produzioni, in coproduzione con Teatro Carcano e Fondazione Sipario Toscana onlus - La città del Teatro, in collaborazione con Argot Produzioni. Il testo, nato un anno dopo i fatti che lo hanno ispirato, in cui sono chiare le contraddizioni del potere, è di Franca Rame e Dario Fo, quest’ultimo Premio Nobel per la Letteratura, del quale quest’anno ricorre il centenario della sua nascita, oltre che il decennale della morte.

Coppia - nell’arte e nella vita - che ha lasciato un segno nella cultura italiana, Fo e Rame scrivono un testo basato su documenti autentici, verbali di processi e inchieste giornalistiche più che documentate, che denunciano le cause e le radici politiche di quel periodo drammatico della storia del nostro Paese che è stata la “strage di stato”, di cui questo episodio rappresenta un caso emblematico.

Una farsa tragica, divertentissima e inquietante che prende spunto dall’episodio del 1921 successo a New-York: un emigrante italiano precipita dalla finestra del palazzo della polizia. Ma “la morte accidentale” della quale parlano Fo e Rame, non è che quella dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato dal quarto piano della Questura di Milano, il 15 dicembre 1969, durante uno degli interrogatori relativi alla strage di Piazza Fontana. Un “malore attivo”, così lo definì l’inchiesta, che ancora oggi lascia delle domande senza risposta.

«La genialità di Fo, evidente ancora oggi, è quella di ambientare questo avvenimento in un contesto ridicolmente grottesco, con protagonista e motore dell’azione un Matto, un moderno giullare affetto guarda caso da “istriomania” (cioè il bisogno irrefrenabile di spacciarsi per altre persone) e che usa perciò il gioco comico, il travestimento, la maschera, lo sberleffo satirico come arma per smascherare le bugie arroganti e le grossolane contraddizioni di un potere goffo e sfacciato (commissari, agenti e questori) che nega la verità e l’evidenza della propria degradazione».

A interpretare il Matto sarà Lodo Guenzi, attore dai poliedrici talenti, affiancato da Matteo Gatta, Eleonora Giovanardi, Alessandro Federico, Marco Ripoldi e Roberto Rustioni, in uno spettacolo che alterna grottesco, comicità e denuncia politica. Un’opera coraggiosa che racconta una verità scomoda, e che ha fatto affrontare a Fo più di duecento denunce e processi.

“Morte accidentale di un anarchico” è uno spettacolo di forte impegno civile, una critica al potere attraverso il teatro di denuncia, ancora oggi in grado di farci riflettere sul senso di giustizia, il potere e la manipolazione della verità.