Le ragioni del sì e del no spiegate ai liceali dai penalisti Antonio Alvaro e Giuseppe Calderazzo e dai procuratori Chiara Greco e Giuseppe Lombardo
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I temi del diritto spiegati agli studenti in un clima di dialogo e confronto civile. È stato questo il senso di un dibattito schietto e completo tra avvocati e magistrati davanti a una platea di studenti a Locri in vista del referendum sulla giustizia. L’iniziativa è stata fortemente voluta dai ragazzi per avere maggiori delucidazioni sul piano giuridico e arrivare preparati all’appuntamento con il voto. Nel corso dell’incontro sono stati affrontati diversi argomenti della riforma, dal sorteggio del Csm alla separazione delle carriere.
A rappresentare le ragioni del Sì ai ragazzi dell’istituto Zaleuco il presidente della camera penale di Locri Antonio Alvaro e l’avvocato Giuseppe Calderazzo. «Purtroppo siamo un pò adusi a confrontarci con dei ragazzi, che sono completamente scollegati dalle problematiche che viviamo nel paese - ha detto l’avvocato - e questo è un momento sicuramente fa onore a chi l’ha voluto. Non si tratta di una riforma della giustizia, è una riforma dell’ordinamento giudiziario, quindi attiene essenzialmente due aspetti, affinché sia attuato pienamente l’articolo 111 della Costituzione attraverso la costituzione appunto non solo dell’imparzialità del giudice che era una connotazione che già aveva quanto quello della terzietà e cioè l’esclusione dalla struttura materiale e funzionale di quelle che è appunto la magistratura. Sappiamo perfettamente che magistrati requirenti e magistrati inquirenti si incontrano continuamente anche nelle valutazioni di professionalità, si giudicano uno con l’altro, insomma è una continua commistione e questo non rappresenta un bell’aspetto per il cittadino che si presenta al cospetto di un giudice. Quindi la terzietà è un aspetto diverso dall’imparzialità e che attiene soprattutto alla formazione della prova nel contraddittorio con parità di condizioni».
Di contro il procuratore della Dda di Reggio Giuseppe Lombardo e la pm Chiara Greco, la quale ha spiegato ai liceali locresi le sue perplessità.
«Questa è una riforma – ha detto il magistrato – che è stata approvata con dei tempi incompatibili con la riflessione e la ponderazione che una riforma costituzionale richiederebbe. Non solo, ma si è impedito al Parlamento di proporre emendamenti, quindi di fatto la riforma è passata tale e quale a quella che aveva proposto il Governo svuotando di fatto il ruolo del Parlamento che per costituzione sarebbe un organo primario deputato a effettuare modifiche costituzionali. Inoltre tanto era la fretta affinché venisse approvata questa riforma che non è stato neanche consentito il voto ai fuori sede presso il domicilio, tentando in tutti modi di votare il prima possibile e di diminuire la platea dei votanti. Siamo orgogliosi di poter partecipare a ogni dibattito con gli studenti perché l’Italia noi la consegneremo a loro e loro vedranno i veri effetti di oggi».










