Lucio Luca approda a Reggio Calabria ed esattamente nell’ambito di un protocollo di intesa tra l’“Associazione L’Isola che non c’è” e “Le Muse” nell’ambito dell’evento regionale “Un libro al mese: Visti da vicino”, XII edizione, 1° Progetto Italiano di Cultura Diffusa Extraterritoriale. L’importante nome del giornalismo dopo l’evento a Vibo Valentia, a Palazzo Marzano, affidato alla presidente dell’Isola che non c’è A.P.S., Concetta Silvia Patrizia Marzano, sarà presente a Reggio mercoledì 18 febbraio alle ore 16,30 presso l’Aula Magna del Liceo Classico “Tommaso Campanella” dialogando su “L’ultima spiaggia”. Continuano dunque gli appuntamenti dell’Associazione Culturale “Le Muse - Laboratorio delle Arti e delle Lettere” di Reggio Calabria che eccezionalmente questa settimana vedrà un momento molto importante dichiara il presidente Muse prof. Giuseppe Livoti. Lucio Luca incontrerà gli alunni del Liceo classico, i soci Muse e la città di Reggio Calabria e dialogherà sul suo modo di fare e di intendere il giornalismo oggi. La presenza degli alunni del Polo Liceale sarà importantissima e rientra nell’ambito di un protocollo tra il Polo Liceale - Liceo Artistico “Preti – Frangipane” ed il Liceo Classico “T. Campanella” e “Le Muse” grazie anche alla sensibilità del dirigente scolastico avv. Lucia Zavettieri la quale ribadisce come la crescita passa anche attraverso sodalizi culturali che animano dibattiti con la presenza pluralista di nomi del giornalismo, occasione di confronto, di pensiero indipendente e responsabile.

Luca scrive per il quotidiano “la Repubblica”, occupandosi di cronaca nera, giudiziaria, politica estera, sport e cultura. È autore del documentario “Separati in casa” per l’indipendentismo in Europa. Nato a Ragusa nel 1967. Da oltre trent’anni lavora a «Repubblica» dove si è occupato di cronaca nera, giudiziaria, politica estera, sport e cultura. La notte dell’antimafia è il suo settimo libro. In precedenza ha pubblicato per i tipi della Sigma Edizioni Prove tecniche di trasmissione, trent’anni di radio e tv private a Palermo e Puellae, non donne di provincia, duemila anni di prostituzione in Sicilia. Per la Pietro Vittorietti Editore, il romanzo Il killer dell’ufficio accanto. La vera storia di Nino Velio Sprio e Dall’altra parte della luna. Storie di siciliani d’America che ce l’hanno fatta. Per Laurana, L’altro giorno ho fatto quarant’anni con il quale ha vinto il Premio Articolo 21 per la libertà di informazione e il premio Mario e Giuseppe Francese. Per Zolfo Quattro centesimi a riga dal quale è tratto lo spettacolo teatrale “Volevo solo fare il giornalista”. È anche autore del documentario “Separati in casa” sulla nuova voglia di indipendentismo in Europa.

L’ultima spiaggia” tratta del duplice omicidio del 27 gennaio 1976, avvenuto all’interno del “posto fisso” dei carabinieri di Alcamo Marina, in provincia di Trapani, quando furono ritrovati i corpi senza vita di due carabinieri uccisi, Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo. I corpi furono attinti da colpi di pistola e la caserma “Alkamar” risultò saccheggiata. Il giorno seguente, il 28 gennaio 1976, uno sconosciuto telefonista rivendicava il delitto al quotidiano “la Sicilia” a nome di una sigla ignota, ma asseritamente di matrice brigatista. Due giorni dopo le Brigate Rosse smentirono ogni legame con la vicenda di Alcamo Marina. In conseguenza di questa rivendicazione le indagini virarono verso la galassia della sinistra extraparlamentare, non tralasciando la pista di Cosa Nostra. Un paio di settimane dopo, il 12 febbraio, un ragazzo alcamese di 24 anni, Giuseppe Vesco, fu fermato di notte ad Alcamo poiché in possesso di una pistola e di altri oggetti provenienti dalla caserma ove era stato commesso l’orrendo delitto. La sua confessione portò al rinvenimento di altri reperti trafugati dalla caserma e all’arresto di Vincenzo Ferrantelli e Gaetano Santangelo (entrambi minorenni), di Giuseppe Gulotta e Giovanni Mandalà. Tutti i fermati furono sottoposti a pressanti interrogatori fino a quando ammisero la loro partecipazione all’eccidio. Solo Mandalà si rifiutò di firmare il verbale di confessione. Giuseppe Gulotta, invece, costretto, si autoaccusò dell’uccisione dei due carabinieri. Il 13 febbraio 1976 le indagini furono chiuse e gli esiti consegnati alla Procura di Trapani. Il procedimento aperto per la strage di Alcamo Marina vedrà la celebrazione di più processi: Gulotta, Santangelo e Ferrantelli verranno condannati; Giovanni Mandalà, condannato sin dal 1981, morirà in carcere per una grave malattia. Nel mese di novembre del 1977 anche Giuseppe Vesco moriva in carcere e, secondo le indagini, per un atto suicidario. Vesco lasciò dei manoscritti in cui affermava l’innocenza dei quattro giovani. Trentadue anni dopo il delitto, nel 2008, le indagini per il duplice omicidio di Alkamar furono riaperte. Uno dei militari, che aveva partecipato alle prime indagini, Renato Olino, proveniente dal Comando dei carabinieri di Napoli, racconterà ai pubblici ministeri di Trapani le illegalità nelle indagini per il delitto dei due carabinieri e delle modalità con le quali la verità ufficiale fu propagandata sui media. Nel 2012, Giuseppe Gulotta, individuato come il killer di Alkamar, fu assolto nel processo di revisione. Nel corso degli anni anche le sentenze di condanna pronunciate nei confronti dei suoi presunti complici subirono un giudizio di revisione. La Procura di Trapani riaprì l’inchiesta e i militari che avevano svolto le relative indagini furono indagati per le violenze ai danni degli arrestati, ma i reati a loro contestati erano ormai prescritti. Al comando degli investigatori, che avevano condotto le indagini per il duplice delitto, era il colonnello Giuseppe Russo, ucciso in un agguato mafioso nel 1977. Nel 2020 venne avanzata la richiesta di archiviazione e gli autori della strage restano ad oggi ignoti. Opportuni approfondimenti vennero sviluppati anche su “Gladio”, l’organizzazione paramilitare frutto di una intesa tra la CIA e i Servizi segreti italiani per contrastare una possibile invasione nell’Europa occidentale da parte dell’Unione Sovietica, dei Paesi del patto di Varsavia, nonché della Jugoslavia titina, senza ottenere alcun elemento a detrimento del filone emergente, consolidatosi durante le attività condotte.

Lucio Luca, in anteprima nazionale, illustrerà, quindi, l’indagine riaperta per scoprire mandanti ed esecutori del duplice omicidio dei due carabinieri, Salvatore Falcetta e Carmine Apuzzo, ai quali nel 2016 è stato intitolato il lungomare di Alcamo.