Il Museum Day di domani 14 aprile è uno dei momenti più attesi e simbolici della “Primavera della Bellezza”, il festival diffuso ideato e promosso da AIParC Nazionale che sta trasformando Reggio Calabria in un grande palcoscenico culturale. Una giornata interamente dedicata al Museo Archeologico Nazionale, tra seminari, percorsi tematici, premi e musica, che rappresenta il cuore pulsante di una manifestazione capace di unire arti, storia e comunità.

Ma la bellezza, in questi giorni, si è già fatta suono ed emozione. Dopo il grande successo del concerto di ieri presso la galleria di Palazzo San Giorgio, oggi il festival prosegue con un nuovo appuntamento musicale al Castello Aragonese, mentre lo sguardo è già rivolto all’intensa giornata di domani.

Il Museum Day: una giornata tra mito, arte e formazione

Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospiterà domani 14 aprile il Museum Day, una vera e propria immersione nei percorsi della bellezza tra mito e storia.

La giornata si aprirà alle ore 9:30 sulla terrazza con i saluti del direttore Fabrizio Sudano, seguiti dal seminario di studio “Dalla bella Afrodite alla fascinosa Teodora: percorsi di bellezza tra mito e storia, arte e teatro”, con gli interventi di M. Mormino, V. Quadarella e A. Sterrantino (Università di Messina), moderati da M. Monaca, e la partecipazione degli studenti dei licei reggini.

Alle 12:30 si terrà la cerimonia di consegna del Premio Demetra 2026 “Irene Tripodi” per la sezione Storia delle Religioni.

Nel pomeriggio, alle 16:45, sarà inaugurato il percorso tematico diffuso “Afrodite e il culto della bellezza al MArRC”, a cura dell’archeologa Maria Raneri.

La giornata si concluderà alle 18:15 con la consegna della borsa di studio A.I.Par.C. “Ibico Reggino” e il concerto dell’Hyle Saxophone Quartet del Conservatorio Cilea, composto da Vincenzo Martorello, Lucantonio Perri, Ruggero Capalbo e Orlando Russo.

Oggi al Castello Aragonese: “Arie d’amore”

Oggi, lunedì 13 aprile alle ore 17:30, il Castello Aragonese ospita il concerto d’opera “Arie d’amore”, per soprano, violino e arpa, nella Sala Pluriuso del terzo livello.

Protagonisti dell’esibizione saranno il soprano Roberta Panuccio, il maestro violinista Pasquale Faucitano e l’arpista Sabrina Palazzolo, per un appuntamento che unisce lirica e suggestione in uno dei luoghi simbolo della città.

Ieri Vivaldi a Palazzo San Giorgio

Grande la partecipazione di pubblico ieri, domenica 12 aprile, alla Galleria di Palazzo San Giorgio, dove si è tenuto il concerto “Le Quattro Stagioni di Vivaldi”, nell’ambito della “Primavera della Bellezza”, in collaborazione con il Festival “Rapsodie Agresti 2026”.

Ad esibirsi sono stati i Solisti della Catania Philarmonic, con voce narrante dell’attrice Teresa Timpano. L’ensemble era composto da Angelo Cipria (violino), Lorena d’Agosto (violino), Federica Motta (viola), Sunah Choi (violoncello), Davide Sergi (contrabbasso), Letizia Sansalone (maestro al cembalo) e Chiara Condò (violino solista).

Un concerto di alto profilo artistico che ha riempito la galleria, con pubblico anche in piedi e numerosi passanti e turisti attratti dalla musica.

Voci, visioni e memoria

Il presidente nazionale AIParC, Salvatore Timpano, ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa: “Il vento non è riuscito a fermare la nostra Primavera della Bellezza. Siamo nel palazzo centrale della città, il palazzo di tutti i reggini e di chi vuole vivere la cultura attraverso la musica e le arti. Questo progetto vive grazie alla generosità di professionisti che credono nella cultura anche quando le risorse sono limitate. Il nostro sogno era ascoltare le Quattro Stagioni e stasera si realizza”.

Nel corso della serata, Timpano ha consegnato al maestro Saverio Varacalli la moneta della Primavera della Bellezza, raffigurante Persefone.

Varacalli, presidente dell’Accademia Senocrito, ha evidenziato il valore della collaborazione:
«Siamo davvero felici di sostenere questo festival. Per noi le collaborazioni sono essenziali. Realizziamo oltre 120 spettacoli l’anno e siamo orgogliosi del lavoro sul territorio. Questa sera è ancora più emozionante perché la solista è cresciuta nella nostra accademia e oggi prosegue il suo percorso all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia».

L’attrice Teresa Timpano ha guidato il pubblico in un percorso tra musica e parola: “Le Quattro Stagioni non sono solo musica: ogni concerto nasce da un sonetto. Vivaldi è stato un pittore del suono, capace di trasformare la natura in immagini musicali. Noi oggi entriamo dentro questa musica, la attraversiamo con gli occhi e con il cuore».

In chiusura, Salvatore Timpano ha ribadito il significato profondo della manifestazione, soffermandosi su una dedica carica di memoria e identità: «Con le Quattro Stagioni abbiamo voluto lanciare un segnale di speranza. Dopo l’inverno ritorna sempre la primavera. Questa manifestazione oscilla tra Persefone e Demetra, tra buio e rinascita. È un invito a credere nella bellezza come forza vitale». La dedica di questa edizione si rivolge a tre figure profondamente legate al territorio e alla visione culturale della manifestazione: Irene Tripodi, già presidente e definita dallo stesso Timpano “una grande visionaria”; Salvino Nucera, ricordato con commozione come una presenza che avrebbe arricchito il progetto come socio territoriale; e il professore Minuto, descritto come “un grande figlio di questa terra”, figura di riferimento culturale che ha accompagnato sin dalla prima edizione il percorso della Primavera della Bellezza.

Un invito alla bellezza

Tra il successo di ieri, l’appuntamento musicale di oggi e il Museum Day di domani, la “Primavera della Bellezza” continua a crescere come esperienza collettiva.

Inaugurata l’11 aprile al Castello Aragonese, la kermesse, promossa dall’AIParC nazionale è giunta alla terza edizione e coinvolge luoghi simbolo come il MArRC, palazzo San Giorgio e piazza Italia.

Un percorso che sino al 24 aprile non si limita a esporre arte, ma invita a viverla, attraversarla, condividerla. Perché, come ricordato durante il concerto, quando il ciclo si chiude e il gelo si scioglie, la primavera ritorna sempre. E con essa, la possibilità di immaginare – e costruire – nuova bellezza.