Reggio Calabria si è risvegliata ieri, 11 aprile, nel segno della cultura con l’inaugurazione della terza edizione della “Primavera della Bellezza”, il festival delle arti promosso da AIParC Nazionale. Nella suggestiva cornice del Castello Aragonese, istituzioni, artisti, associazioni e cittadini hanno dato vita a un momento che è andato ben oltre il tradizionale taglio del nastro, trasformandosi in un’esperienza immersiva tra linguaggi artistici e identità del territorio.

Alla cerimonia hanno preso parte il sindaco ff del comune di Reggio Domenico Battaglia, il consigliere comunale Giovanni Latella, la direttrice della biblioteca Daniela Neri, il responsabile del castello Pasquale Borrello, il presidente nazionale AIParC Salvatore Timpano, l’artista Elvira Del Sirio – madrina dell’evento – insieme al direttivo dell’associazione, autorità, enti, associazioni e numerosi visitatori. A guidare il pubblico in questo viaggio è stata la giornalista Eva Giumbo.

Un festival diffuso tra luoghi simbolo

“La Primavera della Bellezza” si conferma come un progetto culturale diffuso che coinvolge i principali luoghi simbolo della città, dal Castello Aragonese al Museo Archeologico Nazionale fino alle piazze, con eventi a ingresso libero.

Come ha evidenziato il presidente Salvatore Timpano, si tratta di «un momento sinergico e coinvolgente, capace di attrarre tutte le arti e trasformarle da semplice vetrina in palcoscenico attivo di vita e partecipazione». L’obiettivo è chiaro: valorizzare il territorio attraverso un’idea di bellezza che abbraccia tutte le forme artistiche, dalla musica al teatro, dalla poesia all’opera dei pupi.

La “stagione del risveglio” diventa così simbolo di rinascita culturale e sociale, con particolare attenzione alle giovani generazioni, coinvolte attivamente anche nell’allestimento delle mostre attraverso percorsi di formazione.

Un’inaugurazione trasformata in esperienza

Dopo il taglio del nastro, il pubblico ha preso parte a un percorso itinerante all’interno del castello, iniziato dall’androne con il laboratorio di coniazione del Maestro Domenico Colella e la mostra “Equinozio” di Francesco Logoteta.

Il laboratorio ha rappresentato uno dei momenti più coinvolgenti: «Mi occuperò della coniazione di monete legate alla storia di Reggio – ha spiegato Colella – permettendo ai visitatori di immergersi nei collegamenti tra bellezza, divinità del territorio ed evoluzione storica. Non solo assisteranno, ma potranno coniare personalmente la propria moneta».

Emblematico il momento in cui lo stesso sindaco Battaglia ha battuto il primo conio, dando vita al tetragramma di Anassila.

Le mostre: un mosaico di linguaggi artistici

Il percorso di ieri si è snodato, quindi, lungo le mostre permanenti allestite presso il Castello Aragonese e che saranno ospitate fino al 24 aprile. Si è cominciato con la prima, nell’androne d’ingresso, “Equinozio” di Francesco Logoteta (pittura e scultura), sviluppata come un percorso artistico e interiore dell’artista. «Nessuna stagione come la primavera ci dà il senso della rinascita – è il messaggio dell’artista – questa mostra vuole essere un canto interiore che celebra la resilienza e la capacità di rifiorire».

Come illustrato da Fortunato Marcianò dell’AIParC, il percorso attraversa diverse fasi creative: dall’esplosione cromatica iniziale, a un periodo più introspettivo e oscuro, fino al ritorno alla luce con un linguaggio geometrico e lirico, culminando in opere che omaggiano Reggio Calabria.

Si è proseguito poi con la mostra dello scultore Paolo Infortuna, “Voci senza volto”. Di forte impatto la riflessione proposta dall’artista: «Qui non si parla di una guerra, ma della guerra, una condizione permanente del genere umano… le opere non spiegano, ma invitano a fermarsi e guardare», ha detto Infortuna.

A seguire, la mostra fotografica del maestro Francesco Nucara “Come un respiro”. Una mostra che si propone come esperienza sensoriale ha spiegato lo stesso Nucara, in cui «ogni immagine è un respiro sospeso, un invito a osservare e percepire la fragilità e la forza della vita».

Infine, la mostra “Kéramos”, mostra di ceramiche dei maestri calabresi coordinata dal maestro Vincenzo Ferraro il quale ha illustrato a tutti i presenti l’evoluzione delle tradizioni artigianali del territorio. «Abbiamo voluto evidenziare il passaggio dalla tradizione all’innovazione – ha spiegato Ferraro – con artisti che si sono inseriti nel mercato internazionale reinterpretando le forme classiche».

Suoni, tradizioni e memoria

Il percorso è proseguito tra i suoni ancestrali della zampogna del Maestro Sergio Di Giorgio e dell’Associazione Zampognari di Cardeto, inseriti in un “rituale” evocato dallo stesso Timpano come parte di un più ampio progetto di riscoperta dei paesaggi sonori e culturali.

Non è mancata la dimensione musicale contemporanea con la fisarmonica del Maestro Adolfo Zagari, che ha eseguito anche l’Inno d’Italia, segnando simbolicamente l’avvio ufficiale della manifestazione.

Le istituzioni: cultura come motore di crescita

Nel suo intervento, il sindaco Battaglia ha sottolineato il valore dell’iniziativa: «Questa terza edizione è una bellissima giornata per la città. L’obiettivo è stato centrato: offrire occasioni culturali che raccontano la capacità della nostra terra di produrre bellezza».

Daniela Neri e Pasquale Borrello hanno evidenziato il lavoro organizzativo: «Questo evento contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale, rendendolo condiviso e partecipato. Ognuno di noi deve avere un ruolo attivo nella sua trasmissione».

Il progetto: un mosaico di relazioni e visione

Nel suo intervento, il presidente AIParC nazionale Salvatore Timpano ha descritto il festival come “un mosaico composto da mille tessere”, frutto di mesi di lavoro, relazioni e dedizione.

«Non è solo un evento – ha affermato – ma una missione culturale che nasce dal bisogno di collegarci alle nostre radici per costruire un presente migliore e offrire nuove speranze ai giovani». Il presidente ha quindi ringraziato personalmente tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione vera e propria dell’evento sottolineando la necessità di una sinergia pubblico-privato per assicurare le risorse ad un festival che guarda ambizioso a tutta l’area metropolitana, quale motore di sviluppo turistico e culturale del territorio e donando ai rappresentanti istituzionali e ai protagonisti la moneta ufficiale della “Primavera della Bellezza” coniata dal maestro Colella.

Gli appuntamenti: oggi e domani

Il festival entra subito nel vivo con i prossimi appuntamenti.

Oggi pomeriggio alle ore 17:30 in Piazza Italia, il concerto di musica classica “Le quattro stagioni” di Antonio Vivaldi, eseguito dai solisti della Catania Philharmonic con voce narrante, in collaborazione con il festival “Rapsodie Agresti 2026”.

Domani, 13 aprile, ore 17:30, al Castello Aragonese:“Arie d’amore”, concerto d’opera per soprano, violino e arpa.

Nel frattempo, il programma proseguirà quotidianamente fino al 24 aprile con eventi tra mostre, teatro, musica e incontri.