“Il respiro della Musica” abiterà piazza Paolo Orsi, cuore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria da oggi fino a domenica 21 giugno. In vista della 32ª Festa della Musica, dedicata quest'anno al tema “La Voce dei Luoghi”, l'associazione Culturale Museo dello Strumento Musicale – MuStruMu promuove infatti un percorso suggestivo attraverso cinque strumenti appartenenti alla famiglia degli aerofoni. Un viaggio tra culture, tradizioni e suoni, come nello stile del Museo dello Strumento Musicale con i suoi 800 esemplari da ogni parte del mondo. Purtroppo ancora chiuso, e in attesa che il progetto di riqualificazione e ampliamento lo renda uno dei luoghi più rappresentativi del nuovo waterfront di Reggio, il Mustrumu manifesta tutta la sua vitalità portando fuori i suoi esemplari e continuando a promuovere cultura sul territorio.

Museo dello Strumento Musicale Waterfront Reggio Calabria

“Amodeo canta Spagna”

Per tenere viva l’attenzione e rilanciare questo prezioso presidio culturale, al via, con l’inaugurazione odierna della mostra allestita al MaRC, il progetto musicale identitario “Amodeo canta Spagna” (musiche di Salvatore Familiari, i testi di Demetrio Spagna, la voce di Giovanni Amodeo) pronto a spingersi anche all’estero per raccontare la storia di amore per la musica di cui a Reggio questo museo è custode da decenni e di cui ancora adesso, come attesta questa iniziativa, è appassionato portatore. 

Dopo l’intro musicale in sala conferenza, l’inaugurazione della mostra illustrata da Angela Spagna, componente comitato scientifico l'associazione Culturale Museo dello Strumento Musicale – MuStruMu di Reggio Calabria, con le introduzioni ai singoli strumenti lette dal giovane Francesco Mauro. Un racconto sul filo del suono nato dal gesto semplice e universale del respiro, capace di tramutarsi in musica, memoria ed emozione.

Il suono: aria che vibra

«L'esposizione riguarda strumenti musicali che appartengono alla famiglia degli aerofoni, costruiti con materiali naturali e in metallo. Sono strumenti legati tra di loro da questa colonna d'aria che vibra all'interno del corpo dello strumento e prodotta dall'esecutore. Siamo partiti dallo scacciapensieri in cui il corpo dell'esecutore è la cassa di risonanza e anche l'origine del respiro e dal corno naturale, legato molto alla nostra tradizione agropastorale. I nostri pastori, portando il gregge al pascolo, riempiendo di significato il tempo con la musica, con le le corna degli animali realizzava dei flauti traversi.

Passando per il flauto di Pan, legato a una tradizione magnogreca, abbiamo anche inserito nel nostro percorso la surdolina, uno strumento che ha molti tratti in comune con la nostra zampogna, con la ciaramella e che però proviene da un'altra provincia della nostra regione.

Il contrabbasso ad ancia, infine, si discosta un pò da questa manifattura tradizionale ma di tradizione ne ha tanta. Il motivo per cui questo strumento suona è quel piccolo oggetto, l’ancia, costituito con materiale sonoro naturale che è appunto la canna. Per creare quell'oggetto il liutaio deve avere una grandissima esperienza. Non basta, infatti, prendere un frammento di canna e metterlo insieme, occorre stagionarlo e farlo collimare, legarlo insieme. Ci vuole un grande sapere

Il Museo dello strumento musicale, collezionando strumenti che provengono da tradizioni diversificate, consente di mettere in relazione la ricchezza dei suoni del globo e di fare anche ricerca», conclude Angela Spagna, componente comitato scientifico l'associazione Culturale Museo dello Strumento Musicale – MuStruMu di Reggio Calabria.

Tutto comincia con il respiro...

Ecco lo spirito di Amodeo canta Spagna: "Tutto comincia con un respiro: aria che vibra, prende forma, diventa voce. Seguine il cammino… Dal metallo che vibra tra i denti nasce un battito primordiale: il soffio è dentro, il mondo risuona fuori. Ora ascolta come lo stesso respiro, liberato nello spazio, si fa richiamo antico nel corno.
Dalla chiamata aperta del corno, il fiato si fa intimo e artigianale: nella surdulina l'aria scorre in una canna semplice, calda, pastorale. Non urla: racconta. E il respiro che si raccoglie e diventa melodia vicina al corpo. Dal canto solitario della surdulina alle voci multiple del flauto di Pan: il respiro si divide in canne, una per ogni altezza. Ogni tubo è una sillaba; insieme fanno una frase che il musicista compone con il soffio. Dalle canne leggere alla profondità del legno: l'aria ora accarezza un'ancia e fa tremare il corpo intero dello strumento.
Il soffio scende negli abissi e li trova calore, gravità, fondamento.
E quando il respiro si placa, resta una vibrazione sottile, come un segreto tra i denti. Torna il metallo del principio: la musica ritorna al suo nucleo, un ponte tra dentro e fuori, tra silenzio e mondo.
Questo progetto vuole essere un modo per parlare e condividere tutto il bello che abbiamo incontrato e vissuto”.
 

MuStruMu

Il MuStruMu di Reggio Calabria custodisce studia e valorizza strumenti musicali provenienti da ogni parte del mondo. Una raccolta straordinaria di 800 esemplari, catalogati in cinque famiglie: idiofoni, membranofoni, aerofoni, cordofoni e meccanico-elettrici, ognuno appartenente ad una particolare tradizione musicale. La collezione spazia dalla musica etnica a quella tradizional popolare.

A fondarlo è stato nel 1996 il medico reggino, Demetrio Spagna, La struttura che lo ospita era un tempo utilizzata dalle Ferrovie dello Stato come stazione Lido della città nella pineta Zerbi..

L’intera collezione musicale, sia quella bibliotecaria costituita da preziosi volumi antichi e spartiti di inestimabile valore sia quella strumentale, è andata distrutta in un incendio di natura dolosa la notte tra il 3 e il 4 novembre 2013. Struggente furono, proprio quello stesso anno, tra le macerie silenziose, le note di “Amazing Grace” suonate dal celebre trombettista Fabrizio Bosso. Grazie alla resilienza della famiglia Spagna e alla donazione di nuovi strumenti il museo ha continuato a vivere ma a oggi non è fruibile.