Il 30 dicembre, alle ore 19, presso il Santuario di San Paolo alla Rotonda, si è tenuta la terza edizione del concerto Vox organica, progetto ideato da Thomas Marra e Don Antonino Pangallo
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Protagonisti della serata sono stati il M° Alberto Orio, organista della Basilica Cattedrale di Reggio Calabria, la flautista Sharon Crucitti, allieva del primo e secondo flauto dell’Orchestra del Teatro Francesco Cilea, e due formazioni vocali dirette dal maestro di coro Thomas Marra: l’Ensemble Liturgico Anima Christi e il Laudate Dominum di Vibo Valentia.
Il programma musicale ha attraversato epoche e stili, proponendo pagine di Nicolas Lebègue, Arcangelo Corelli, Claude Balbastre, Eugène Bozza, Domenico Capandruccio, Domenico Zipoli, Marco Frisina, Georg Friedrich Händel, Luigi Pedemonte e Jules Massenet, offrendo al pubblico un itinerario sonoro ampio e articolato, capace di coniugare tradizione liturgica, scrittura colta e linguaggi più moderni.
Accanto al repertorio corale e strumentale, tre tenori degli ensemble hanno impreziosito la serata con interventi solistici, eseguendo Let It Snow! Let It Snow! Let It Snow!, Nella fantasia e Minuit, chrétiens, ampliando ulteriormente la tavolozza espressiva del concerto e dialogando con l’organo e l’ensemble in un clima di intensa partecipazione.
Particolarmente significativo l’intervento degli ensemble vocali, che hanno presentato un arrangiamento inedito di Adeste Fideles e la complessa sequenza a sei voci Christus est qui natus hodie del Cardinale Domenico Bartolucci. Per l’occasione, il brano è stato eseguito a sette voci, con un triplice basso in ottava grave, scelta interpretativa voluta dal maestro di coro Thomas Marra e dal basso M° Franco Arena.
Il concerto si è concluso con il messaggio universale di pace affidato al brano Pacem in terris, suggellando una serata in cui musica, spiritualità e riflessione si sono fuse in un unico respiro artistico.
In coerenza con la visione del progetto Vox organica, non sono stati letti i curricula degli interpreti, scelta dichiaratamente voluta come atto anti-artistico, per restituire alla musica il primato assoluto dell’ascolto, dell’esperienza e della condivisione.

