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Aeroporto Reggio: presto nuovi voli, ma rimangono le limitazioni per atterrare – VIDEO

Avviati gli iter per le nuove tratte da mettere a bando e per alcuni degli interventi di ammodernamento del Tito Minniti. Sul fronte delle restrizioni, però, nei fatti ancora nulla cambia

Aeroporto Reggio: presto nuovi voli, ma rimangono le limitazioni per atterrare – VIDEO

Tra nuove tratte e persistenti restrizioni si fa strada in questo 2023 l’aeroporto Tito Minniti di Reggio Calabria. Ci sono ancora soltanto due tratte giornaliere per Roma Fiumicino e Milano Linate con Ita Airways. Ci sono, però, anche all’orizzonte prospettive di crescita del traffico aereo. Prospettive confortate dallo stanziamento della Regione di 13 milioni di euro (più tre milioni di pregressi fondi statali non spesi) per gli oneri di servizio pubblico. Le nuove tratte verso Venezia, Torino e Bologna, sono state individuate in conferenza dei servizi. Saranno attivate, bandi permettendo, dalla prossima primavera.

Uno scenario rafforzato da altre due tratte che la nuova compagnia aerea a capitale interamente privato, AeroItalia attiverà per la prossima estate. Da giugno a settembre 2023 da Reggio Calabria si volerà anche per Firenze il martedì e il sabato e per Milano Bergamo il venerdì e la domenica.

Le limitazioni e l’obbligo di addestramento

Tra i nodi ancora da sciogliere, nonostante altisonanti annunci, resta però quello delle limitazioni. Ancora vigente l’obbligo di addestramento per i piloti che debbano atterrare al Tito Minniti di Reggio Calabria. La classificazione in categoria C pare sia uscita dalla porta, non essendo più riportata esplicitamente nelle carte di Enav, per rientrare dalla finestra. L’obbligo di addestramento pare continui a discendere dai criteri imposti dalla Agenzia europea per la sicurezza aerea, alla quale le stesse carte rimandano, ai quali le compagnie devono attenersi.

Ferme restando la posizione della pista e le scarse condizioni di visibilità per chi atterra, le limitazioni restano ancora vigenti. Non sono infatti, intervenute ad oggi modifiche sostanziali né sul fronte infrastrutturale del Tito Minniti né su quello delle procedure di volo.

Nella sostanza pare dunque che, in questo 2023, da questo punto di vista ancora nulla stia per cambiare.

Ma potrebbe essere più importante che, nel breve periodo, cambi intanto tutto il resto.

Le limitazioni, infatti, non sono recenti e in passato non hanno certo impedito a tanti vettori di atterrare a Reggio Calabria. Evidentemente in passato l’aggravio dei costi per l’addestramento era compensato da un traffico aereo più ricco e un’infrastruttura più viva. Tempi che potrebbero tornare con i nuovi voli sostenuti dagli oneri di servizio pubblico, e non solo, e un’aerostazione rinnovata e ammodernata.

Tutto ciò, in costanza di accorgimenti necessari per migliorare le visibilità in fase di atterraggio. Va da sé, stante la conformazione collinare del territorio in prossimità della pista, che con ogni probabilità sarà sempre necessaria una procedura anche manuale e non completamente automatica. Procedura che richiede l’addestramento.

Voli e ammodernamento per ridurre impatto delle limitazioni

In costanza di un rilancio generale del Tito Minniti, l’impatto delle restrizioni potrebbe, dunque, essere di molto ridimensionato e non rappresentare un limite così invalidante.

Per altro lo stesso amministratore Sacal, Marco Franchini, lo scorso settembre aveva dichiarato di avere l’obiettivo di consentire a tutti gli equipaggi di atterrare a Reggio attraverso procedure più accessibili ed economicamente molto meno gravose per le compagnie.

«Se ciò sarà conseguito con la rimozione delle limitazioni oppure con una riduzione consistente dell’attuale criticità, saremo comunque riusciti nell’intento. Stiamo lavorando con Enav per mettere a punto una nuova procedura – ha dichiarato lo scorso settembre – e sono fiducioso che entro marzo 2023 essa sarà messa a punto e validata da Enac».

Lavori da avviare

Intanto in questi primi giorni del 2023, sono ancora da avviare quasi tutti i lavori di ammodernamento finanziati con i 35 milioni di euro di fondi Cis Volare e con i 25 milioni dell’emendamento Cannizzaro. Quattro finora le procedure concluse bandite da Sacal. Dopo i primi lavori per la Sicurezza del Volo ed il Controllo del Traffico Aereo, aggiudicata anche la prosecuzione del potenziamento infrastrutturale della zona di movimentazione aerei e attrezzature per manutenzione. Quindi la riqualifica dell’impianto smistamento bagagli (ancora senza direttore dei lavori dopo la gara andata deserta) e la prima fase dell’ammodernamento dell’aerostazione.

Quest’ultimo intervento, aggiudicato solo qualche giorno fa, sarà eseguito dal costituendo raggruppamento temporaneo di imprese, Consorzio Stabile Infra.Tech con un importo di oltre 12 milioni e mezzo di euro dell’emendamento Cannizzaro.

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