La battaglia giudiziaria sul Bergamotto di Reggio Calabria IGP entra in una nuova fase, ma senza fermare il percorso verso Bruxelles. Il Tar del Lazio ha infatti deciso di fissare direttamente l’udienza di merito al prossimo 22 settembre 2026, lasciando nel frattempo pienamente efficaci gli atti impugnati relativi al riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta.

Una decisione che pesa sul piano amministrativo e politico, perché consente all’iter europeo di proseguire nonostante i ricorsi presentati dal Consorzio di Tutela del Bergamotto di Reggio Calabria DOP e dalla Società Agricola Fratelli Foti contro il Ministero dell’Agricoltura e contro gli atti che hanno chiuso la fase nazionale delle opposizioni.

Il Tar, nelle ordinanze depositate dopo l’udienza dell’8 aprile, ha evidenziato «la particolare complessità delle questioni trattate e la natura degli interessi coinvolti», ritenendo che la tutela cautelare richiesta potesse essere soddisfatta attraverso una rapida trattazione nel merito. Allo stesso tempo, però, il collegio ha lasciato «impregiudicata l’efficacia dei provvedimenti impugnati». Una formula tecnica che, tradotta sul piano concreto, significa che il procedimento per l’IGP continua il suo cammino senza sospensioni.

Restano quindi validi sia il provvedimento ministeriale del 6 febbraio 2026 con cui il Masaf ha chiuso la procedura nazionale di opposizione, sia la trasmissione della domanda di registrazione dell’IGP alla Commissione europea. Proprio quel passaggio aveva riacceso lo scontro tra il Comitato promotore e il fronte dei ricorrenti, riportando la vicenda dentro un contenzioso amministrativo che ormai da mesi accompagna il dossier bergamotto. La decisione del Tar viene letta dal Comitato promotore come un segnale favorevole alla solidità dell’iter seguito dal Ministero e alla correttezza del percorso amministrativo portato avanti fino ad oggi. Dall’altra parte, però, il contenzioso resta aperto e sarà proprio l’udienza di settembre a entrare nel cuore della legittimità degli atti impugnati e del disciplinare contestato.