L’associazione sostiene la proposta di legge popolare per istituire le Zone Economiche Speciali di Prossimità e invita cittadini e imprese a sottoscrivere l’iniziativa
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Confesercenti Reggio Calabria sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti Nazionale per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, invitando cittadini, imprese, amministratori e comunità locali a sottoscriverla per raggiungere l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie a portarla in Parlamento.
La proposta, depositata in Corte di Cassazione e pubblicata in Gazzetta Ufficiale, punta all’istituzione delle Zone Economiche Speciali di Prossimità, le ZESpro, strumenti pensati per contrastare la rarefazione commerciale che interessa centri storici, quartieri, borghi e aree urbane.
«È una proposta che affronta un tema centrale», dichiara Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria. «Le attività di vicinato sono, per un territorio, presìdi economici, sociali e urbani. Quando chiude un negozio, non si perde solo un’impresa. Si indebolisce una strada, si perde un punto di riferimento, si impoverisce la relazione tra le persone, si spegne un pezzo di comunità».
Il presidente nazionale di Confesercenti, Nico Gronchi, ha richiamato con forza proprio questo aspetto, sottolineando il ruolo delle imprese del commercio, della ristorazione, del turismo e dei servizi come infrastruttura economica e sociale dei territori.
La proposta di Confesercenti Nazionale nasce da questa consapevolezza e individua strumenti concreti per affrontare un fenomeno che non riguarda più soltanto le imprese, ma il modo stesso in cui viviamo le città. La desertificazione commerciale incide sui servizi nei quartieri, sulla vitalità dei centri storici, sulla sicurezza percepita e sulla capacità dei territori di restare luoghi abitati, vissuti e riconoscibili.
«È una direzione che condividiamo pienamente», prosegue Aloisio. «Sul territorio reggino questo tema è stato inserito dentro una riflessione più ampia, anche attraverso il documento Visione Reggio 2030, nel quale i Distretti Urbani del Commercio vengono indicati come uno degli strumenti possibili per rigenerare aree urbane, quartieri, centri storici e contesti commerciali che hanno bisogno di una nuova progettualità. Le ZESpro potrebbero offrire a esperienze territoriali come i DUC una cornice legislativa e finanziaria utile a rafforzarne l’efficacia, integrandosi con eventuali linee di finanziamento regionali, fondi europei e programmi comunali di rigenerazione già avviati o da costruire».
«Non pensiamo ovviamente che questi strumenti possano risolvere da soli lo squilibrio competitivo esistente tra attività di prossimità, commercio online e grandi operatori, comprese le multinazionali presenti anche con negozi fisici», aggiunge il direttore di Confesercenti Reggio Calabria, Fortunato Tripodi. «Su questo servono interventi mirati, soprattutto sul piano fiscale e regolatorio. Possono però contribuire a riequilibrarlo almeno in parte, sostenendo chi continua a investire, lavorare e garantire servizi nei territori».
Per Confesercenti Reggio Calabria, questa proposta assume un valore particolare anche per la città metropolitana di Reggio Calabria, dove il rischio di svuotamento commerciale riguarda non solo il centro cittadino, ma anche quartieri, borghi, aree interne e contesti urbani più fragili. Difendere e rilanciare le attività di prossimità significa sostenere il lavoro delle imprese, ma anche proteggere servizi, relazioni, vivibilità e identità dei luoghi.
«Firmare questa proposta di legge significa sostenere un’idea di città e di territorio più equilibrata», conclude Aloisio. «Un’idea in cui le attività di vicinato non vengono considerate un residuo del passato, ma una parte della città che vogliamo costruire. Per questo invitiamo cittadini, operatori economici, amministratori e realtà sociali a sostenere la proposta di Confesercenti Nazionale. È una firma per il commercio, ma è anche una firma per le nostre strade, per i nostri quartieri, per la sicurezza, per la vivibilità e per il futuro delle comunità».
La proposta può essere sottoscritta online attraverso la piattaforma del Ministero della Giustizia, accedendo con SPID o Carta d’Identità Elettronica.

