VIDEO – Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria racconta il valore della formazione, le sfide legate alla prevenzione dei rischi e il ruolo strategico delle opere che possono cambiare il futuro del territorio
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Dietro ogni progetto, ogni infrastruttura e ogni scelta che incide sulla vita di una comunità c’è un elemento spesso invisibile agli occhi dei cittadini: la qualità delle competenze. È da qui che parte la riflessione di Francesco Foti, presidente dell’Ordine degli Ingegneri di Reggio Calabria, ospite dello studio mobile de ilReggino.it e del network LaC. Una conversazione che attraversa formazione, responsabilità professionale, prevenzione dei rischi e grandi infrastrutture, con uno sguardo costante rivolto al futuro di un territorio che continua a confrontarsi con fragilità storiche e opportunità ancora da cogliere.
Reduce dalla recente riconferma alla guida dell’Ordine, Foti interpreta il risultato elettorale come una conferma del percorso avviato negli ultimi anni e dell’impegno profuso a favore della categoria e del territorio. Un lavoro che trova nella formazione continua uno dei suoi pilastri fondamentali. Per il presidente degli ingegneri reggini, infatti, la competenza rappresenta una garanzia di qualità, trasparenza e libertà nelle scelte professionali, tanto nel settore pubblico quanto in quello privato.
Un ruolo che va oltre gli aspetti strettamente tecnici. Foti rivendica per i professionisti una funzione sociale e culturale capace di contribuire alla crescita della comunità. In questa prospettiva assume particolare rilevanza il rapporto con l’Università Mediterranea, considerata un interlocutore privilegiato nella costruzione di percorsi condivisi tra formazione, ricerca e professione. L’obiettivo è preparare tecnici sempre più qualificati e consapevoli delle responsabilità che il loro ruolo comporta.
Ai giovani che si affacciano alla professione lancia un messaggio preciso. La ricerca di percorsi facili e di titoli privi di una reale preparazione rischia di impoverire sia le opportunità individuali sia il tessuto professionale del territorio. La conoscenza, sottolinea, resta l’unico strumento capace di garantire autonomia, capacità decisionale e crescita.
L’intervista affronta poi uno dei temi più delicati per la Calabria: la gestione dei rischi naturali e gli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici. Secondo Foti il territorio continua troppo spesso a rincorrere le emergenze, intervenendo quando il danno è già avvenuto. La vera sfida è investire sulla prevenzione, aggiornare la pianificazione territoriale, rafforzare la cultura della protezione civile e diffondere una maggiore consapevolezza tra cittadini e istituzioni.
Sul Ponte sullo Stretto il presidente dell’Ordine mantiene un approccio rigorosamente tecnico. Le valutazioni sulla fattibilità dell’opera appartengono alla comunità scientifica e ai professionisti che se ne occupano. Il punto che ritiene centrale riguarda invece le infrastrutture che dovranno accompagnare qualsiasi grande intervento sul territorio. Alta velocità ferroviaria, Statale 106, collegamenti trasversali tra Ionio e Tirreno, rilancio del porto di Saline e sviluppo dell’Area Grecanica rappresentano, nella sua visione, tasselli indispensabili di una strategia complessiva.

