«Lo sforzo e i sacrifici dei lavoratori portuali devono essere indirizzati verso lo sviluppo e la solidarietà tra i popoli e non per motivi abietti»
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La Segreteria Nazionale OR.S.A. Porti aderisce incondizionatamente all'appello lanciato dai Sindacati dei Lavoratori Portuali di oltre 35 Porti insistenti in Europa e riunitisi in Istanbul nel mese di Maggio 2026. Nel comunicato ufficiale sottoscritto dalla totalità dei partecipanti è emersa la ferma opposizione ad ogni forma di subalternità verso chi vorrebbe trasformare un'economia normale in economia di guerra.
I Portuali dell'OR.S.A., nell'esprimere la propria adesione al contenuto del richiamato documento, rifiutano la logica della militarizzazione dei porti dove esercitano le proprie mansioni. Ribadiscono che le maestranze non si presteranno a supportare le logiche imposte da gruppi armatoriali su basi monopolistiche, indirizzate verso una logica repressiva e aggressiva. L'OR.S.A. Porti è per la Pace, per cui rifiuta l'ipotesi di dover manipolare container potenzialmente contenitori di strumenti di morte.
Lo sforzo e i sacrifici dei lavoratori Portuali devono essere indirizzati verso lo sviluppo e la solidarietà tra i popoli e non per motivi abietti.

