Con il nuovo piano di studi rimodulato, l’ateneo punta a formare esperti capaci di gestire il territorio e rispondere alle emergenze ambientali
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Il Corso di Laurea Triennale in Scienze Forestali e Ambientali dell’Università di Reggio Calabria attraversa oggi una fase di profonda evoluzione, presentandosi come una realtà formativa centrale non solo per la regione ma per l’intero territorio nazionale. Come sottolineato dal coordinatore del corso, il Prof. Andrea Prodo, l’obiettivo di questa rimodulazione strategica è aggiornare un’offerta didattica che vanta oltre quarant'anni di storia. «Non si tratta solo di una novità» spiega il professore, «ma di una trasformazione che vede questa università diventare un polo di riferimento fondamentale per materie oggi vitali». L'ateneo mira a rispondere a temi ormai urgenti come il cambiamento climatico e la necessità di migliorare il benessere negli ambienti sia rurali che urbani, competenze che il docente definisce ormai “sentite a pelle" dai cittadini e dalle imprese.
Il percorso accademico, strutturato su un totale di 180 CFU accompagna lo studente attraverso una crescita multidisciplinare costante. Durante il primo anno, il piano di studi si concentra sulla costruzione di solide basi scientifiche comprendendo discipline come matematica, fisica, biologia vegetale e chimica, fondamentali per affrontare i successivi studi di genetica e botanica forestale. Nel secondo anno, l’attenzione si sposta verso materie più tecniche e applicative, tra cui l'ecologia forestale, la selvicoltura generale e l'idraulica forestale, includendo anche approfondimenti sulla patologia e sulla zoologia. Il ciclo triennale si conclude con un terzo anno dedicato alla specializzazione in economia e politica forestale, tecnologie per la filiera del legno e chimica dei suoli.
Questa preparazione così articolata mira a garantire un’alta percentuale di sbocco occupazionale, permettendo ai laureati di iscriversi immediatamente all'albo professionale dei dottori Agronomi e Forestali. Secondo il Prof. Prodo, la trasversalità delle docenze serve proprio a garantire che un giovane laureato sia «già pronto a dare una mano al territorio e alle aziende nelle loro consulenze primarie». Le figure professionali in uscita spaziano dal tecnico forestale all'esperto del controllo ambientale, fino a specialisti nella tutela del territorio.
Un ruolo di particolare rilievo riguarda la lotta alle emergenze: «Il dottore forestale è la massima figura in grado di prevenire gli incendi boschivi con interventi mirati, senza dover limitarsi ad aspettare il momento dello spegnimento», afferma con forza il coordinatore. La forte richiesta di collaborazione che l'università riceve da privati ed enti pubblici come parchi nazionali e città metropolitane conferma l'efficacia di questo approccio, che apre le porte anche a contratti di ricerca e master di alta formazione.
Si ricorda a tutti gli interessati che le immatricolazioni sono ufficialmente aperte fino al 30 settembre. Per favorire il diritto allo studio, l'Ateneo offre inoltre la possibilità di presentare domanda per l'ottenimento di borse di studio o per l'assegnazione di alloggi universitari per l'intera durata del percorso formativo.

