Non c’è praticamente un centimetro del porto di Reggio Calabria che non sia interessato da un intervento, un progetto o una previsione. È probabilmente questa l’immagine più efficace utilizzata dal presidente dell’Autorità di Sistema portuale dello Stretto, Francesco Rizzo, per raccontare una trasformazione che mette insieme cantieri già aperti, opere finanziate, progettazioni e interventi ancora alla ricerca delle risorse necessarie.

Una mole di investimenti che cambia la prospettiva dello scalo reggino. Perché dentro le slide presentate a Palazzo San Giorgio c’è certamente il porto del futuro, ma c’è soprattutto il tentativo di cucirlo nuovamente alla città e inserirlo dentro un sistema più grande, nel quale Reggio e Messina iniziano a ragionare come le due sponde di un’unica area integrata. È su questo terreno che si sono incrociati gli interventi di Rizzo, del sindaco metropolitano Francesco Cannizzaro e del primo cittadino di Messina Federico Basile.

«Lo Stretto diventi un unico sistema»

A dare una dimensione politica al piano sono stati gli stessi protagonisti dell’incontro. Francesco Rizzo ha sintetizzato la portata degli interventi ricordando come oggi nel porto di Reggio «non abbiamo un solo centimetro che non sia oggetto di un intervento, di una previsione o di un progetto». Una trasformazione che, per il presidente dell’Autorità di Sistema portuale, deve andare oltre le banchine e accompagnare la crescita turistica e crocieristica dello scalo, costruendo servizi e nuove opportunità per il territorio. Francesco Cannizzaro ha allargato ulteriormente il perimetro: «La destinazione non è una destinazione geografica, non è Reggio». Il sindaco guarda a un sistema che tenga insieme porto, aeroporto e collegamenti con Messina, forte anche della crescita registrata dal Tito Minniti: «Siamo solo all’inizio», ha ribadito, riferendosi alle interlocuzioni in corso con le compagnie aeree e alla possibilità di aumentare ancora l’offerta sullo scalo reggino. Ed è proprio sull’integrazione concreta che insiste Federico Basile: «L’aeroporto di Reggio Calabria serve anche noi», ha ricordato il sindaco di Messina, chiedendo di «aggredire subito il tema dell’aeroporto» e dei collegamenti tra le due sponde. Per Basile la sfida è trasformare una collaborazione che già esiste nella vita quotidiana in una vera Area integrata dello Stretto, superando protocolli rimasti per anni sulla carta: «Le cose si dicono, ma noi possiamo essere capaci di farle». Una convergenza che sposta quindi l’obiettivo un passo più avanti: fare di Reggio e Messina non due destinazioni vicine, ma le porte dello stesso sistema territoriale.

Dal cold ironing alla security: i cantieri già aperti

La trasformazione parte dalle opere già in corso. Tra queste c’è l’elettrificazione delle banchine, il cold ironing che consentirà alle navi ormeggiate di alimentarsi direttamente dalla rete elettrica spegnendo i motori ausiliari. Un intervento da circa 6,5 milioni di euro, finanziato con fondi PNC al PNRR, con una potenza prevista per Reggio di 9,5 MW e conclusione dei lavori fissata al 31 dicembre 2026.

Procede anche il nuovo sistema di security portuale da 3,35 milioni, finanziato attraverso l’«emendamento Cannizzaro»: varchi, sistemi di protezione, videosorveglianza, centrale operativa, tecnologie ICT e digitalizzazione dei controlli. I lavori sono già stati consegnati e dovrebbero terminare entro giugno 2027.

Entro la fine del 2026 dovrebbe invece concludersi il livellamento dei fondali, intervento da 340mila euro necessario per garantire piena operatività e agevolare le manovre delle navi da crociera di medie dimensioni. Nello stesso orizzonte temporale rientrano i lavori di adeguamento e risanamento della banchina Margottini, per oltre 10,7 milioni, mentre altri 3 milioni sono previsti per riprogettare e ammodernare gli arredi portuali.

Il porto torna verso la città

È però lungo il margine che separa porto e tessuto urbano che prende forma una delle parti più interessanti del disegno. Sei milioni e 650mila euro sono previsti per realizzare un percorso ciclopedonale dall’ingresso sud a quello nord dello scalo, accompagnato dalla riqualificazione architettonica degli spazi di Levante, nuovi parcheggi e sistemazioni a verde.

Altri 3 milioni sono destinati alla riqualificazione dell’area di Pentimele, attraverso la riconversione delle zone oggi abbandonate e la loro restituzione alla comunità portuale e cittadina.

Sulla banchina di Levante si punta invece al recupero dell’ex Cementir, insieme alla riorganizzazione dell’intera area: 5,1 milioni per la banchina e altri 3,55 milioni per il fabbricato, che dovrebbe essere destinato a servizi portuali, nautica da diporto e passeggeri delle navi da crociera.

Poi c’è una ferita storica del waterfront reggino: l’ex Onda Marina. Sono stati stanziati 2,5 milioni e avviato il tavolo tecnico per capire se l’edificio possa essere recuperato attraverso l’adeguamento sismico. Rizzo, però, non ha nascosto le difficoltà: qualora il recupero risultasse tecnicamente o economicamente impraticabile, bisognerà valutare demolizione e ricostruzione mantenendo la volumetria esistente.

La grande partita di Ponente: 40 milioni e un nuovo terminal crociere

Il salto di scala arriva sulla banchina di Ponente. Qui l’Autorità portuale immagina la rettifica della banchina e la realizzazione della nuova area crocieristica: 6.192 metri quadrati di nuova superficie, 308 metri di fronte d’ormeggio e 30 stalli per gli autobus. Un intervento stimato in 40 milioni di euro, per il quale il finanziamento deve ancora essere reperito.

Ed è qui che dovrebbe traslocare anche il terminal crociere. La precedente ipotesi sulla banchina di Levante si è infatti fermata dopo l’esito non favorevole della conferenza dei servizi. Il nuovo scenario sposta struttura e traffico crocieristico a Ponente, nelle aree vicine al futuro Museo del Mediterraneo. I 5,8 milioni dell’emendamento Cannizzaro, inizialmente destinati al terminal di Levante, verrebbero utilizzati per la nuova struttura.

Intanto si lavora anche sulla mobilità quotidiana dello Stretto. Il progetto da 3,1 milioni per l’ammodernamento dei pontili esistenti prevede nuovi ormeggi per i mezzi veloci, il collegamento diretto con la stazione marittima e percorsi coperti dalla biglietteria agli imbarchi. Parallelamente l’Autorità sta completando l’acquisizione da Rfi della porzione residua del terminal aliscafi, con l’obiettivo di riunificare la proprietà dell’immobile e potenziare i servizi ai passeggeri.

Crociere, Reggio prova a cambiare dimensione

Il porto che si ridisegna guarda inevitabilmente al mercato crocieristico. I numeri presentati dall’Autorità, aggiornati al 10 luglio, raccontano un segmento ancora piccolo ma in forte movimento: dalle 3 navi e 638 crocieristi del 2024 alle 9 navi e 3.594 passeggeri indicati per il 2026. Per il 2027 la programmazione sale a 15 approdi e 3.530 crocieristi.

Numeri che spiegano anche la scelta di puntare su un segmento diverso dal turismo di massa. Reggio viene proposta come destinazione grazie alla posizione sulle rotte Est-Ovest e Nord-Sud del Mediterraneo, alla vicinanza con Messina, alla possibilità di raggiungere il centro direttamente dal porto e a un patrimonio che parte dai Bronzi di Riace.

In questa direzione si muove anche «Magna Graecia – Coast to Coast», il progetto che mette insieme Taranto, Reggio Calabria e Agropoli per proporre alle compagnie un itinerario integrato rivolto soprattutto al segmento premium e luxury. Dopo la presentazione a Miami, è in corso il lavoro con le compagnie per costruire esperienze capaci di portare i crocieristi fuori dalla nave e dentro il territorio.

Reggio e Messina, la sfida adesso è unire ciò che già esiste

Ed è proprio qui che il discorso sul porto smette di essere soltanto reggino. Cannizzaro ha rilanciato il concetto di "destinazione”, legandolo anche alla crescita dell’aeroporto dello Stretto e alle interlocuzioni con le compagnie aeree per aumentare ulteriormente collegamenti e capacità dello scalo. Porto, aeroporto, Museo del Mare, servizi e turismo diventano così parti dello stesso disegno.

Basile ha raccolto il ragionamento dall’altra parte dello Stretto. Il sindaco di Messina ha ricordato come l’integrazione esista già nella vita quotidiana di migliaia di persone e abbia bisogno adesso di diventare infrastruttura, servizi e governance. A partire proprio dal collegamento con l’aeroporto di Reggio, che serve anche Messina, e dalla possibilità di rendere più semplice e veloce il passaggio tra le due sponde.

Il porto di Reggio sta cambiando pelle. E dietro milioni, cantieri e rendering, la partita più complessa sarà sicuramente quella di trasformare due città che già “si utilizzano” reciprocamente in un unico sistema capace di funzionare come tale.