L’aumento dei costi di voli e treni colpisce soprattutto i lavoratori e le famiglie del Mezzogiorno: l’intervento della segretaria Mimma Pacifici
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Lo SPI CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria interviene sull’aumento ingiustificato dei prezzi aerei e ferroviari.
«È vergognoso ciò che sta accadendo in questi giorni nel nostro splendido Paese a danno di chi, dal Mezzogiorno, è stato costretto a portare le proprie braccia e le proprie menti al Nord per lavorare e vivere». Così, in una nota, Mimma Pacifici, Segretaria Generale SPI CGIL Area Metropolitana di Reggio Calabria.
«In occasione delle festività più importanti dell’anno, assistiamo puntualmente a un aumento esponenziale e ingiustificato dei prezzi dei biglietti aerei e ferroviari: una vera e propria angheria, che colpisce migliaia di cittadini meridionali. Una situazione ancora più grave se si considera che una parte rilevante del trasporto ferroviario è gestita da Trenitalia, azienda interamente pubblica, controllata dallo Stato, che dovrebbe garantire il diritto alla mobilità e non assecondare logiche esclusivamente di mercato».
«Chi governa le Regioni del Sud e il Paese intero – sostiene la Segretaria Generale SPI CGIL – dovrebbe prestare molta più attenzione a queste pratiche speculative, che si consumano sulla pelle della propria gente, senza alcuna tutela per chi è già penalizzato da distanza, precarietà e salari più bassi».
«Tutto questo è inaccettabile – continua – soprattutto se pensiamo a quanto i meridionali continuano a produrre e a dare a questo Paese. È ancora più grave se si considera ciò che sono costretti a subire: la rinuncia agli affetti familiari, la lontananza forzata e, spesso, l’impossibilità di rientrare anche durante le feste per ragioni esclusivamente economiche».
Come SPI CGIL non possiamo restare in silenzio quando, a fine anno, raccogliamo il pianto e la solitudine di tanti anziani rimasti soli, perché figli e nipoti non possono permettersi di tornare a casa. Questa non è una fatalità, ma il risultato di scelte politiche sbagliate e dell’assenza di regole che consentono veri e propri abusi, anche da parte di soggetti che dovrebbero svolgere una funzione pubblica e sociale.
«È arrivato il momento di intervenire con decisione – chiosa Mimma Pacifici – per impedire che il diritto alla mobilità e agli affetti venga trasformato in un lusso. Con il nuovo anno, ci auguriamo che chi governa sappia finalmente convertirsi a una politica della normalità, del rispetto e delle vere priorità del Paese. La dignità delle persone viene prima del profitto».

