E’ di qualche giorno fa la pubblicazione delle graduatorie relative la Progressione Verticale in deroga dei dipendenti della Camera di Commercio di Reggio Calabria.

Una procedura iniziata oltre sei mesi fa che ha visto la FP CGIL quale elemento propulsivo e alla quale sono stati interessati non più di 30 dipendenti, in applicazione di una normativa nazionale e a seguito dell’applicazione di un Regolamento approvato dalla Camera di Commercio, con il totale dissenso della FP CGIL, in quanto ritenuto preconfezionato per «garantire le posizioni messe a concorso ai più bravi».

«Non finisce di stupire l’atteggiamento di noncuranza rispetto alla parità di trattamento dei dipendenti e il riconoscimento dei legittimi diritti acquisiti, sempre e comunque gestiti dal Segretario Generale e dalla Governance Politica della Camera di Commercio di Reggio Calabria – sostiene la segretaria Francesca Galatti – Addirittura si è arrivati, pur di garantire i “migliori”, a penalizzare i dipendenti non valutando titoli, adducendo clausole del Regolamento illegittime, rischiando di incorrere nell’abuso di potere, nell’irragionevolezza e nella cattiva applicazione della norma».

«La Progressione Verticale in deroga nasce con l’obiettivo di sanare il blocco delle carriere degli anni passati e valorizzare l’esperienza complessiva e il titolo di studio del personale interno. Se l’Ente stringe il campo solo alle mansioni “esatte” del posto messo a concorso, sta trasformando una procedura di valorizzazione della carriera in un “concorso fototessera” e cioè su misura per chi già ricopre quel ruolo».

«Il dovere dell’Amministrazione è quello di ampliare il più possibile la platea di candidati idonei. La limitazione, contestata in ogni modo dalla FP CGIL, imposta nel Regolamento dall’Ente ha creato una discriminazione irragionevole tra dipendenti che hanno avuto percorsi lineari e dipendenti che hanno arricchito il proprio bagaglio in più amministrazioni».

«La FP CGIL resta convinta che l’Amministrazione possa ancora ravvedersi, ove ciò non avvenisse la FP CGIL è pronta a perseguire ogni azione a tutela dei lavoratori che hanno subito tale discriminazione, anche in virtù delle Sentenze Tar Lazio ( 2025) e Tar Lazio-Sezione staccata Latina (2024)».