Un’alleanza tra istituzioni, scuola, imprese e attori del territorio orientata ad accrescere il tema della sicurezza nel mondo del lavoro. Questo l’obiettivo della due giorni di SI.IN.PRE.SA (SIcurezza, INformazione, PREvenzione, SAlute), il progetto promosso dall’Inail per avvicinare i servizi dell’Istituto alle realtà produttive locali. Dal 5 al 6 novembre Reggio ospita la sua settima tappa con un evento che vede l’unità mobile della campagna itinerante stazionare nei pressi della stazione Lido.

In entrambe le giornate la stazione mobile offrirà visite medico-legali e specialistiche, consulenze mediche in materia di prevenzione primaria sanitaria delle malattie professionali e degli infortuni e servizi di informazione sulle attività istituzionali rivolte a imprese e lavoratori, nonché servizi socioeducativi per gli assistiti.

Ad aprire i lavori il Direttore generale dell’Inail Marcello Fiori, assieme al presidente dell’Istituto Fabrizio D’Ascenzo, al Prefetto di Reggio Calabria Clara Vaccaro, al Sindaco Francesco Cannizzaro, al Presidente della CCIAA di Reggio Calabria Antonino Tramontana e al Direttore dell’ASP di Reggio Calabria Maddalena Berardi.

Fiori, attenzione alle PMI per migliorare la cultura della prevenzione

«L'Inail sta cercando, con tutti gli strumenti possibili, proprio attraverso il dialogo del territorio, di avvicinare le istituzioni locali e soprattutto il tessuto delle PMI, perché è lì che dobbiamo introdurre la cultura della sicurezza del lavoro. In Italia, su 3,5 milioni di aziende, più del 90% ha meno di 10 dipendenti. È lì che, purtroppo, si corrono i maggiori rischi e lì che accadono la maggior parte degli incidenti. Dobbiamo fare in modo di accompagnare la crescita di queste aziende con tutti gli strumenti che l'INAIL può mettere a disposizione. In questa struttura mobile che vedete, che sta facendo il giro d'Italia, li presentiamo soprattutto alle associazioni di categoria, alle istituzioni locali, ai sindacati, anche al mondo della scuola, perché è giusto che i nostri ragazzi si formino da subito anche con la cultura della salute e sicurezza del lavoro. Inail mette ogni anno a disposizione delle imprese circa un miliardo di incentivi in tutta Italia, 600 milioni di contributi per il cambio di tecnologie e oltre a 300 milioni di sconti in tariffa per chi non ha incidenti sul lavoro e in più 60 milioni legati alla formazione professionale per chi è addetto alla sicurezza dell'azienda, responsabile della sicurezza. L'insieme di queste misure riteniamo che possa far fare un balzo di qualità importante alla riduzione degli incidenti sul lavoro», ha chiarito Marcello Fiori, presentando l’iniziativa.

Il "modello Protezione Civile" e la responsabilità condivisa

Che, ricordando il suo passato ricco di incarichi di coordinamento presso il Dipartimento della Protezione civile, ha chiarito che obiettivo del suo mandato è quello di trasferire il modello vincente della Protezione Civile italiana al mondo del lavoro. Un modello basato sulla concertazione, su un sistema partecipato in cui il contributo di tutti possa migliorare i livelli di sicurezza legati al mondo del lavoro: «Siamo qui oggi a chiedere aiuto e collaborazione a tutte le istituzioni del territorio, perché aumentare la cultura e la percezione dell’importanza della prevenzione sul lavoro abbatte costi sociali molto onerosi. Questo vale anche per i cosiddetti incidenti in itinere, cioè a quelli legati al tragitto casa lavoro. Qui il contributo forte delle autorità locali diventa essenziale soprattutto per abbattere il mito della velocità de sostituirlo con quello della sicurezza. Un tema a cui anche il Presidente della Repubblica è molto sensibile richiamando a quella che definisce un’opera collettiva di civiltà che necessita di una responsabilità sociale condivisa. Nessuno porta a casa il risultato della diminuzione di incidenti da solo, serve coesione tra istituzioni, imprese, organizzazioni sindacali, ma anche operatori dell’informazione: bisogna fare in modo che questo venga avvertito davvero come una priorità di tutta la società», ha aggiunto Fiori.

Verso un Protocollo della Legalità a Reggio Calabria

Il Direttore Generale ha quindi offerto uno strumento concreto per trasformare le intenzioni in fatti: sottoscrivere anche in Calabria e a Reggio, realtà in cui si registra uno dei tassi più bassi in tema di misure volte a rafforzare la sicurezza sui luoghi di lavoro, un protocollo della legalità collegato alle aziende, anche per il tramite della Prefettura e della Camera di Commercio. Legalità implica rispetto delle regole che a sua volta significa adesione alla normativa di settore e abbattimento dei tassi di rischio collegati agli incidenti sul lavoro. Raccogliendo l’invito, il sindaco Cannizzaro ha lanciato la proposta di sottoscrizione di un protocollo di intesa, da siglare insieme ad Inail. Entro il prossimo dicembre l’accordo dovrebbe essere chiuso.

Il ruolo della scuola ed educazione alla sicurezza

A porre l’accento sull’importanza del collegamento con il mondo della scuola è stata Teresa Citraro, Direttore Regionale Inail Calabria: «La presenza di molti ragazzi oggi è importante in termini di prospettive culturali e rappresenta uno sguardo al futuro. Siamo molto contenti dell'entusiasmo che stanno mettendo i ragazzi nell'aderire al nostro invito. Lavorare con le scuole significa attuare anche gli accordi stipulati a livello nazionale per i quali lo studio della tematica legata alla sicurezza sul lavoro è diventata materia curriculare da espletare nell’ambito delle ore dedicate a scuola all’educazione civica. Per quanto riguarda la Calabria, abbiamo un ottimo rapporto con l'ufficio scolastico regionale con cui abbiamo già realizzato diversi progetti, mentre altri verranno. Ad esempio quello realizzato con una scuola di Montalto Fugo inerente l'ergonomia e la prevenzione di tutti i disturbi muscoloscheletrici. Durante questi due giorni, poi assisteremo assieme ai ragazzi ai cortometraggi che hanno realizzato per disseminare la cultura della prevenzione. Per quanto riguarda Reggio c’è qualcosa in cantiere per cui sono già in programma a breve degli incontri con l’ufficio scolastico regionale. L’obiettivo è programmare e disegnare un futuro di prevenzione».