Tutti gli articoli di Eventi
PHOTO
Il Premio Simpatia della Calabria 2025 ha compiuto diciotto anni davanti a uno scenario che parla da sé: il Circolo del Tennis Rocco Polimeni, affacciato sullo Stretto. Tema dell’edizione, «Le nostre radici, la nostra storia», che non è rimasto un manifesto ma ha preso corpo in simboli concreti: l’orologio da tasca Perseo, emblema delle Ferrovie, restaurato da Sebino Bellini, e le creazioni del maestro orafo Michele Affidato.
Il premio nasce nella stazione ferroviaria di Santa Caterina, sede dell’associazione Incontriamoci Sempre, guidata da Pino Strati. «Da quasi trent’anni siamo attività culturale e sociale, da quindici abbiamo trasformato una stazione in roccaforte riconosciuta anche a livello nazionale. Questo premio nasce dentro la storia delle Ferrovie, con il nostro museo dedicato a Pietro Germi. L’orologio Perseo scandisce il lavoro e la fatica dei ferrovieri; oggi lo consegniamo a eccellenze che danno lustro alla Calabria dentro e fuori i suoi confini».
I premiati hanno raccontato una regione che cresce nei campi più diversi. Nicola Leone, rettore dell’Università della Calabria, ha sottolineato i risultati dell’ateneo: «Le iscrizioni crescono da sei anni consecutivi e per il secondo anno siamo primi nella classifica Censis tra le grandi università italiane. È frutto di coesione interna e di un rapporto forte con le istituzioni. In Calabria facendo squadra si possono raggiungere grandi risultati».
Dal palco di Pentimele è arrivata anche la voce di Francesco Billari, rettore della Bocconi, che senza giri di parole ha ricordato la sua Fossato, frazione dell’entroterra di Montebello Jonico nell’Area Grecanica, suo luogo di origine. «Sono orgoglioso di essere qui in uno degli scenari più belli d’Italia. Grazie a mio padre sono legatissimo a queste terre e soprattutto alla mia Fossato, di cui sono figlio nonostante sia nato a Milano». Per poi rilanciare: «Non bisogna mai accontentarsi: pensare al mondo e avere un impatto positivo è ciò che mi guida e continuerà a guidarmi».
La testimonianza di Maria Teresa Marafioti, ematologa all’University College di Londra e primario agli UCLH, ha riportato l’attenzione sul valore della ricerca: «I calabresi sanno farsi rispettare all’estero. Nel mio campo contribuiamo allo sviluppo di nuove terapie in oncoematologia. La Calabria può continuare a fare ricerca: l’Unical lo dimostra. Mi auguro che a Reggio nasca una facoltà di Medicina, per dare opportunità concrete agli studenti del Sud e della vicina Sicilia».
Alla scrittrice Rosella Postorino il premio ha dato l’occasione di riflettere sul legame con la sua terra: «È bello riconoscermi in eccellenze nate nello stesso posto in cui sono nata io. Mi porto dietro una frase di Corrado Alvaro: “Come me ne sono andato nel mondo povero e calabrese”. La determinazione e la tenacia sono parte del percorso, insieme al senso di appartenenza».
Non solo università e cultura. Questa edizione ha premiato anche la forza delle arti e dei mestieri, con il riconoscimento a Giovanni Logiudice, decano dei pasticceri reggini, e all’Azienda Ceramica Vincenzo Ferraro, simboli di un sapere che si rinnova senza tradire le radici. Il Circolo Polimeni ha fatto da cornice a una cerimonia che ha unito eleganza e comunità. Con la conduzione di Marco Mauro e l’ospite d’onore Console Alessandro Mignini, sul palco e in platea si sono ritrovati nomi del mondo accademico, produttivo e culturale: un parterre che ha restituito il senso di una rete viva, non di una passerella.
Il sipario è calato con un’immagine che resta: l’orologio Perseo che torna al taschino, mentre fuori scorre il mare di Pentimele. «Le nostre radici, la nostra storia» non è stata retorica ma promessa: custodire la memoria, crescere le competenze, tenere il passo del mondo. Il Premio Simpatia della Calabria ha ribadito che il tempo di questa terra batte ancora forte, e non ha paura di farsi sentire.

